CARGO MLE:

A QUANDO IL PROSSIMO INCIDENTE?

Da anni, il traffico merci di Malpensa aumenta in percentuale a doppia cifra. Da tempo i problemi della sicurezza e dei lavoratori sono dimenticati, nonostante il grave incidente dell’anno scorso: poco è stato fatto mentre il lavoro sia ancora aumentato.

Non c’è più spazio per manovrare, non bastano le bilance e il lavoro viene fatto a terra, con rischi sempre maggiori per i lavoratori.

MLE PRETENDE SEMPRE DI PIU’,

SENZA DARE NULLA IN CAMBIO!

I responsabili Mle, che non percepiscono la situazione di pesante aumento del lavoro, non solo non valorizzando e premiando lo sforzo dei lavoratori, anzi continuano a inveire contro di loro. Quindi:

  • Vogliono sanzionare due soci della coop Coros, per il solo fatto di aver dato un calcio ad un pezzo di plastica;
  • Vogliono imporre la timbratura della pausa mensa;
  • Hanno chiuso la sala fumatori, con il rischio che qualcuno fumi in magazzino, per obbligare tutti a lavorare di più;
  • Continuano a chiedere sanzioni disciplinari per ogni futile motivo;
  • Pretendono di lavorare con decine e decine di precari;
  • Vogliono introdurre tempi fissi per fare i pallet.

VOGLIONO TORNARE A QUALCHE ANNO FA!

Questa situazione non è più sostenibile!

L’aumento dei volumi di traffico delle merci va affrontato con l’introduzione di nuove tecnologie e metodi nuovi di lavoro, non caricando sempre di più i lavoratori.

Vanno riconosciuti i meriti del superamento di questa situazione, dapprima con un clima diverso e poi riconoscendo i diritti dei lavoratori.

Vanno trasformati altri contratti a termine, anche dei lavoratori delle poste che sono stati penalizzati, vanno riconosciuti nuovi livelli a chi a avuto nuove responsabilità, vanno dati nuovi incentivi a che lavora di notte, va dato un vero premio legato all’aumento del lavoro e vanno rivalutati i ticket.

Chi pensa di tornare ai metodi di qualche anno fa, con il caporalato, va fermato. Per questo invitiamo tutti alle proprie responsabilità e a non farsi intimidire da dirigenti che nascondono le loro incapacità con l’arroganza contro i lavoratori.

2018-07-13