ATTO DI CITAZIONE

La Cub Trasporti ha notificato  alle segreteria regionali di Cgil-cisl-uil-ugl-flai-usb-sinpa un atto di citazione per chieder loro conto delle firme utilizzate per affossare il referendum sugli accordi del giugno  2014 e mai esibite.

E’ di questi giorni la notizia della chiusura da parte della Commissione Europea della pratica relativa al passaggio da Sea h. - Airport h.. Tutti i soggetti interessati con grande enfasi si dichiarano contenti, perché con gli accordi sindacali sottoscritti a giugno 2014, “si sono salvati 1700 posti di lavoro”.

Gli stessi soggetti si dimenticano di dire che con gli accordi sindacali del giugno 2014 si è sancito che per lo stessa attività passata da Sea h. ad Airport h. venissero occupati 500 lavoratori in meno con un pesante ridimensionamento salariale e normativo. Ricordiamo che quegli stessi accordi sindacali sono stati sottoscritti senza alcun rispetto della volontà dei lavoratori, infatti:

-- Il 13 giugno 2014, a conclusione del referendum, la maggioranza dei lavoratori di Sea h. aveva  bocciato gli accordi firmati da Cgil-cisl-uil-ugl-flai-usb-sinpa.

-- Il 15 luglio 2014, tutti i sindacati ad eccezione della cub, presso la regione (arifl), avevano ugualmente confermato quegli  accordi, dichiarando che “una raccolta di firme a loro indirizzata” dalla maggioranza dei lavoratori avrebbe superato lo scoglio referendum. In quella sede la Cub aveva chiesto di visionare le firme dichiarate da Cgil-cisl-uil-ugl-flai-usb-sinpa, senza ricevere risposta.

-- Il 17 dicembre 2014, oltre 500 lavoratori chiedevano, con lettera indirizzata dai loro legali alle segreterie regionali firmatarie degli accordi, di poter visionare le firme in questione; anche in questo caso  totale silenzio da parte di quelle segreterie che non si  degnavano della minima risposta.

-- L’8 febbraio 2016, convocati dalla Cub trasporti avanti all’organismo di Mediazione presso l’ordine degli avvocati di Milano investito  per un tentativo di  conciliazione, Cgil-cisl-uil-ugl-flai-usb-sinpa non si sono neppure presentati, dimostrando così che non intendono permettere la verifica della legittimità del loro operato.

Di fronte ad un atteggiamento tanto arrogante ed un comportamento spiegabile solo con l’inesistenza del numero di firme vantato, la segreteria regionale della Cub Trasporti ha deciso di chiamare a giudizio, avanti al Tribunale di Milano, le segreterie di Cgil-cisl-uil-ugl-flai-usb-sinpa che, con una simile condotta, le  hanno impedito di poter migliorare gli accordi da loro sottoscritti; con tale atto Cub Trasporti ha anche chiesto un risarcimento danni di 100mila euro formalizzando, fin d’ora, a giudici e controparti il proprio impegno a destinare tutta la somma che verrà liquidata alla costituzione di un fondo per sostenere economicamente i lavoratori di Malpensa durante i futuri scioperi.

La Cub Trasporti, come già ribadito per altri accordi firmati da altre OO.SS.. senza nessun mandato dei lavoratori (vedi casi del Cargo dove il Giudice ha condannato la società a non applicare un accordo firmato da Cgil-cisl-uil-flai, agli iscritti Cub e all’Hupac dove per la lotta dei lavoratori ha cancellato per ben due volte accordi di Cgil-cisl-uil) ritiene che la battaglia per la democrazia sindacale sia un punto centrale della propria attività.

Informeremo tutti i lavoratori degli sviluppi della causa e sulla possibilità/opportunità di un loro eventuale intervento in giudizio.

C O N C L U S I O N I

Piaccia al Tribunale adito, contrariis rejectis, così giudicare:

accertare e dichiarare il carattere illecito del comportamento adottato dai convenuti per aver chiuso la trattativa sindacale con le società del gruppo Sea il 15 luglio 2014 invocando una petizione dai lavoratori dipendenti senza mai mostrarla, per le ragioni esposte in narrativa, e per l’effetto condannare i convenuti, in via solidale tra loro, a risarcire il danno in tal modo cagionato alla CUB Trasporti sotto il profilo del pregiudizio d’immagine, o comunque per fatto illecito, da liquidarsi in via equitativa in euro 100.000,00, o in quella diversa misura che sarà ritenuta di giustizia.

2016-07-12