SEA: accordi, vertenze e volantini

Sea:

nei primi nove mesi del 2012, utile netto stabile a 39,3 mln, ricavi +5,3%

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SEA: COMUNICATO NEVE

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FONDO SEA O FONDO PREVAIR?
TUTTI ALLA CACCIA DEI SOLDI DEI LAVORATORI

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900mila euro all’anno ai sindaci di Sea

I 5 membri del Collegio sindacale di Sea (il presidente Giancarlo Giordano; e i 4 sindaci effettivi: Aldo Londei; Fabio Malcovati; Maria Luisa Mosconi e Raffaella Pagani)  incassano da Sea la cifra complessiva di 900mila euro l'anno.
Il tutto per sorvegliare sui bilanci della società di proprietà pubblica.
Un record assoluto se paragonato a giganti dell’industria, siano essi pubblici o privati. Ma vediamo nel dettaglio quanto percepiscono i vari collegi sindacali:

• Enel prende compensi per soli 235mila euro l'anno. Ed Enel ha un fatturato che vale oltre 100 volte quello della Sea.
•  Eni, la più grande società italiana per capitalizzazione spende per l'organismo di controllo dei conti 513mila euro.
• Telecom Italia spende 500mila euro annui.
• Fiat spende per il suo collegio sindacale 260mila euro.

Come mai il costo del controllo dei conti di Sea non ha uguali in Italia?

Se poi ai costi del Collegio dei sindaci si aggiungono i compensi ai principali dirigenti, che valgono 3,64 milioni di euro, si scopre che il vertice dell'azienda pubblica costa 4,5 milioni di euro.

Che corrispondono allo 0,7% dei ricavi e all'8,3% dell'intero utile netto del gruppo Sea, pari nel 2011 a 54 milioni di euro. (fonte ilsole24ore)

 

E se EasyJet decide di cambiare handling in favore di Menzies Aviation?

Che ne sarà dei lavoratori Sea h.?

 

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Sea:

Riunione rsu sea handling di lunedì 8 ottobre.

Risposta della cub trasporti al coordinatore rsu.

 

Caro Piccirillo,

Ti ringrazio per l'invito alla riunione di lunedì 8-10.
Debbo però con molta franchezza informarti che non intendiamo partecipare.
Una persona intelligente come te, come può proporre la discussione di un accordo, nello stesso giorno in cui i lavoratori Sea passano alle dipendenze di Ata. 
Evidentemente perché chi l'ha firmato, pensa che consultare RSU e i lavoratori Sea, non sia un obbligo, ma una noiosa necessità per evitare polemiche.
Pur ritenendolo un accordo condivisibile, non possiamo accettare che questo venga deciso da poche persone sulla pelle di centinaia di lavoratori Sea.
Se veramente si vuole discutere, lo si faccia con tutti, rsu e lavoratori di Sea h. e Sea spa e lo si faccia prima che Sea proceda con i trasferimenti.
saluti,

2/10/2012


renzo canavesi
cub trasporti

2012-10-08 indizi ass RSU sea h.pdf

 

 

 

Sea:

ACCORDO TRASFERIMENTO LAVORATORI SEA AD ATA:
TUTTI HANNO PAURA DI FAR DECIDERE I LAVORATORI!

Il 24 settembre, è stato siglato un accordo per l’applicazione della clausola sociale tra Sea e Ata, con il trasferimento di tre lavoratori a partire dall’8/10/2012. Dalla sigla dell’accordo ogni sindacato si è espresso, senza però che si consultino i diretti interessati che sono i lavoratori.

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sea:

Reparto Sicurezza e Vigilanza
“Non c’è mai fine al peggio”

La gestione del reparto, composto da circa 400 guardie giurate, che dovrebbero garantire la sicurezza e la vigilanza in tutto il sedime aeroportuale, è a dir poco discutibile.
Da anni i lavoratori denunciano difficoltà nello svolgimento dell’attività lavorativa ed anche nella gestione della propria vita privata.
L’azienda unilateralmente modifica a suo piacimento turni e carichi di lavoro utilizzando metodi che tengono conto solo ed esclusivamente degli interessi economici.
Nonostante le denunce fatte e la raccolta di centinaia di firme degli addetti alla sicurezza in merito a organizzazione lavoro, segreteria, salute, sicurezza ecc.… nulla o poco è stato fatto!
L’azienda continua ad utilizzare da oltre 3 anni la cassa integrazione in deroga e dall’altra parte fa effettuare ore straordinarie, mancati riposo e rientri in servizio, oltre a negare ai lavoratori la possibilità di usufruire dei giorni di ferie quando necessitano.
Negli ultimi incontri era stato chiesto di regolamentare l’utilizzo delle ferie , ma l’azienda non ha voluto accordi dichiarando che sarebbe stato il Capo servizio a decidere chi potesse o no avere giorni di ferie.
La discrezionalità aziendale su turni , postazioni e ferie viene utilizzata come arma per sottomettere i lavoratori a tutte le richieste che la stessa impone.
Utilizzare due pesi e due misure è ormai un dato di fatto in tutta l’azienda dove la gestione del personale si avvale di metodi al limite del “persecutorio” per chi “non abbassa la testa”.
Innumerevoli contestazioni vengono fatte solo allo scopo di intimorire ed alla fine molte di queste si rivelano infondate o costruite ad arte.
Risulta inaccettabile il fatto che l’azienda ritiene in esubero il personale, imponendo la CIGS , e nello stesso tempo cede attività ad altre aziende esterne come per esempio ICTS…
Segnaliamo inoltre l’ultima richiesta fatta ai dirigenti del reparto, di cui non abbiamo avuto alcuna risposta, in merito alla necessità di una rest-room al fine di poter effettuare un adeguato recupero psicofisico, oltre alla necessità, vista la stringente normativa, di depositare le borse e gli effetti personale in un luogo sicuro.
Inoltre, l’abbandono dei concorsi interni,  ha dato ai dirigenti la possibilità di scegliere in modo unilaterale i percorsi di crescita professionale dei lavoratori,  creando disaffezione e  un calo di motivazione nei lavoratori.
L’azienda così continua a dividere i lavoratori per poterli meglio controllare facendo promesse che non potrà mantenere mai.
Diciamo basta a questo andazzo e chiediamo ai lavoratori di unirsi per il bene dell’azienda e la tutela del posto di lavoro e all’azienda di non continuare nelle errate scelte unilaterali che stanno danneggiando un reparto delicato , che più di scontro ha bisogno di collaborazione e unità.

Vista la situazione critica che colpisce anche altri reparti in Sea, saranno convocate assemblee di reparto dove confrontarci e trovare insieme percorsi di lotta sindacale adeguati.

Malpensa,19 settembre 2012

                   USB                                                       CUB      
               VARESE                                                 Trasporti

 

Da mesi, negli aeroporti milanesi, si susseguono i cambi di appalto e i trasferimenti di attività, senza il rispetto delle garanzie sociali e con tagli di organici e dei diritti dei lavoratori caratterizzati da discriminatorie estromissioni dal lavoro a danno dei lavoratori più sindacalizzati e dalla loro sostituzione con il ricorso a lavoro precario e più ricattabile.

GIOVEDì 20 SETTEMBRE DALLE 14.00 ALLE 17.00
PRESIDIO AL TERMINAL 2 DI MALPENSA IN CONCOMITANZA DELL’INCONTRO DEI SINDACATI CON SEA

SEA, all’inizio anno, nel cambio di gestione di Lufthansa, si è permessa di sostenere sia in sede Enac che dal Prefetto di Varese, che lei non era obbligata a rispettare la clausola sociale, ovvero quella norma contrattuale che salvaguardia ai lavoratori il loro posto di lavoro in caso di passaggio di appalto.  Poi ha siglato, per paura delle cause, un accordo al ribasso, (assumendo solo 32 lavoratori -su oltre un centinaio- a 4 ore giornaliere), dicendo che la clausola sociale era stata applicata. Poi ancora, chiamata in causa dai lavoratori esclusi, ha invece sostenuto in Tribunale che la clausola sociale era nulla per violazione delle leggi comunitarie e non era applicabile; salvo poi aprire, proprio lei, in questi giorni, senza alcun timore di contraddirsi,  la  procedura prevista per l'applicazione di questa  clausola  per poter trasferire suoi  lavoratori in ATA e AVIAPARTNER!.
LA STESSA COSA AVVIENE IN TUTTO IL SEDIME AEROPORTUALE DI MALPENSA E LINATE. HANDLING, CATERING, CARGO, TRUESTAR, ECC. ECC.

Tutto questo, senza nessun controllo di Enac, e con Sea che come gestore degli scali milanesi, anziché chiedere garanzie e rispetto delle norme, partecipa in primo piano a questo fronte anti garanzie occupazionali. 


Di fronte a questa strategia, che vuole destabilizzare le condizioni di lavoro, è inadeguata la difesa individuale di ogni realtà occupazionale. Occorre costruire una vertenza generale per la difesa occupazionale di Malpensa e Linate, che imponga a tutti gli operatori di Malpensa e Linate un controllo pubblico sulle gare di appalto e che imponga di applicare le garanzie sociali. 

Settembre 2012
      
CUB Trasporti                                                     USB Varese

 

 

LA SEA APRE LA PROCEDURA PER APPLICARE LA CLAUSOLA SOCIALE CON ATA E AVIAPARTNER

2012-8-10 sea clausolasoc avia.PDF

2012-8-10 sea clausolasoc ata.PDF

2012-05-31 acc claus soc ata sea.PDF

clausola sociale roma.PDF

 

sea:

EMERGENZA CK-IN!!!


Ormai da diversi mesi la situazione in area passeggeri è diventata insostenibile, e in queste prime settimane di ferie estive le condizioni dei lavoratori sono ulteriormente peggiorate fino ad arrivare a limiti non più sopportabili.
Già dal mese di febbraio, con l’inizio delle attività di handling per Lufthansa, si era osservato un maggiore carico di lavoro con un ricorso maggiore allo straordinario e alcune gestioni poco ortodosse….turni che iniziano alle 3-3:30 di notte, allunghi per arrivare ad un  totale di 12-14 ore di lavoro ; vero è che sono scelte fatte volontariamente ma che purtroppo, se da una parte fanno lievitare la busta paga, dall’altra parte nel tempo si ritorcono contro i lavoratori stessi! Quotidianamente negli assegnamenti giornalieri si trovano missioni talmente ravvicinate da non essere possibili neanche con il teletrasporto; bere un caffè o andare alla toilette sono diventati ormai dei lussi.
La situazione è tragica anche per i RIT che devono fare i prestigiatori e tirare fuori dal cappello magico dei conigli che non ci sono per coprire gli incarichi per poi essere essi stessi contestati e messi in ferie forzate; ed è lì che, se si chiede un cambio perché il proprio turno è finito, non si ottengono risposte o alla fine ci si ritrova ostaggi di un imbarco o di un ck -in da chiudere.
Per non parlare della odiosa pratica di porre in break mensa le lavoratrici a ridosso della fine del turno. Oltre ad andare in contrasto con lo scopo e la normativa sul ristoro psico fisico che dovrebbe essere posto tendenzialmente a metà della giornata lavorativa, molte volte non si riesce ad usufruire dei 45 minuti “sforando” dall’orario di lavoro…dovremmo farci pagare lo straordinario?!?
Nei mesi scorsi il reparto del Lost and Found è stato smembrato trasferendo parte del personale al ck-in , con un aumento dei già grossi carichi di lavoro per chi è rimasto, il CCS-Weight and Bilance ha subito lo stesso trattamento; tutte risorse che sono arrivate al ck-in, ma allora perché si lavora così male?
Ora SEA chiede agli addetti ex-Lost di tornare nel loro vecchio reparto nonostante siano stati trasferiti !? Tutto ciò mette solo in evidenza lo stato di emergenza nel numero di addetti di ogni reparto dell’Handling area passeggeri e soprattutto le responsabilità di chi ha gestito così male negli ultimi anni la politica del personale o “troppo bene” per poter risparmiare sulle spalle dei lavoratori trattandoli come pedine da spostare a piacimento …
Questo è solo l’anteprima di quello che potrebbe diventare SEA nei prossimi mesi con la vendita a “teste” private ; fino ad oggi SEA è stata un azienda con una visione di stampo “sociale” , con la vendita diverrà un’azienda con una concezione puramente votata al “profitto” : credete che le condizioni di lavoro potranno migliorare?...dipende solo e sempre da noi Lavoratrici e Lavoratori…
 

USB LAVORO PRIVATO                       CUB TRASPORTI

 

Malpensa, Sea condannata a pagare 8 milioni. Per la morte di 100 mila piante

Una tegola da otto milioni di euro sulla Sea. La seconda sezione civile della Corte d’Appello di Milano ha condannato il gestore aeroportuale milanese, in solido con il Ministero dei Trasporti, per danno alla proprietà e ha perfino aumentato la liquidazione dell’indennità da 5 a quasi 8 milioni di euro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate a giorni, ma la pronuncia dei giudici in secondo grado mette un carico pesante sulla Sea, sul suo passato e soprattutto sul futuro.

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PRIVATIZZAZIONE SEA:

MARTEDI' 19 GIUGNO DALLE ORE 16:30 ALLE ORE 19:30 ASSEMBLEA CON PRESIDIO FUORI PALAZZO MARINO, SEDE DEL COMUNE DI MILANO.

TUTTI I LAVORATORI DEVONO ATTIVARSI !
L'ASSEMBLEA DELLE RSU SEA

presidio rsu palazzo marino.PDF

 

DISTRUGGONO LO STATO SOCIALE,
CHIAMANDOLO “RIFORMA DEL LAVORO”

Al senato, a suon di voti di fiducia, è passata la cosiddetta riforma del lavoro. Con la scusa della crisi, stanno pesantemente modificando le principali norme che regolano il mondo del lavoro.

Art. 18 Statuto lavoratori: più potere per ricattare i lavoratori
Oggi l’art. 18 sancisce che, se un licenziamento è illegittimo, il lavoratore ha diritto ad essere reintegrato nel proprio posto di lavoro. Con la “riforma” Monti, anche se il licenziamento è giudicato illegittimo dal Giudice, le tutele per il lavoratore sono peggiorate, con l’introduzione di tre diverse casistiche:
 Licenziamenti discriminatori. È prevista la reintegrazione nel posto di lavoro, come adesso;
 Licenziamenti dovuti a motivi soggettivi, o disciplinari. Nel caso di licenziamento cosiddetto “disciplinare” che viene cioè motivato con il comportamento del lavoratore, il ddl prevede la reintegra, quando il fatto imputato al lavoratore o quando il contratto nazionale prevede esplicitamente che quel fatto deve essere punito con una sanzione minore. Nelle altre ipotesi in cui il giudice accerta che non ricorrano gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, il datore di lavoro deve solo pagare un’indennità risarcitoria di 12/24 mesi;
 Licenziamento per motivi “economici o organizzativi”. La reintegra sarà possibile solo a fronte della “manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento”. Per poter essere reintegrati al lavoro, il lavoratore dovrà dimostrare che i motivi economici e organizzativi non sussistono.
Lavoro precario: come prima, e peggio di prima
Alla faccia di tutte le dichiarazioni contro la precarietà, il disegno di legge in discussione non ha nulla di tutto ciò: nessun tipo di contratto precario è stato soppresso, ci sono invece pesanti peggioramenti.
1. CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO. Si consente di non specificare la causale, finora necessaria, per il “primo rapporto a tempo determinato di durata non superiore a un anno, concluso tra un datore di lavoro o utilizzatore e un lavoratore, per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione.” Sparisce la necessità di giustificare l’instaurazione del contratto a termine in base a ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo. Fino ad oggi l’insussistenza di quelle ragioni, che dovevano essere comunicate in forma scritta, era motivo di nullità del termine e della trasformazione dei contratti.
2. APPRENDISTATO. La nuova norma contiene elementi peggiorativi, rispetto alle preesistenti. L’obiettivo è quello di sostituire con l’apprendistato (particolarmente favorevole per gli sgravi contributivi e i vantaggi retributivi di cui gode) le poche assunzioni a tempo indeterminato. Ciò è evidente nella norma che innalza il rapporto tra apprendisti e lavoratori qualificati, dall’1 a 1 previsto dal testo unico sull’apprendistato, al 3 a 2 che prevede la “riforma”. L’assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla “stabilizzazione” (al termine dell’apprendistato) solo del 30% degli apprendisti, dilazionato in tre anni. E' inoltre prevista la possibilità di utilizzare l’apprendistato a termine, per le attività stagionali.
3. LAVORO INTERINALE. Esterno al ddl, è previsto un decreto del governo che elimina sia l’obbligo di fornire i motivi del ricorso al lavoro interinale, sia i tetti quantitativi previsti dai contratti  in tutti i casi in cui vengano assunti con contratto di somministrazione, riguarda una platea amplissima di soggetti: tutte le lavoratrici e i lavoratori percettori di ammortizzatori sociali da almeno 6 mesi e i lavoratori cosiddetti svantaggiati e molto svantaggiati (oltre a chi non ha un impiego da sei mesi, gli ultracinquantenni, i privi di diploma superiore, gli adulti soli con una o più persone a carico e i senza lavoro da 24 mesi che sono qualificati come molto semisvantaggiati.) E’ il rilancio in grande stile del lavoro interinale, a cui è affidato il compito di ricollocare tutti i lavoratori espulsi per la crisi dai processi produttivi e impossibilitati ad accedere all’ormai irraggiungibile pensione.
Con la crisi in atto TAGLIANO GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI
Il ddl prevede un sistema organizzato a regime su due pilastri:
1. Tutele in costanza del rapporto di lavoro. Restano attivi la cassa integrazione ordinaria, quella straordinaria per crisi e ristrutturazione e i contratti di solidarietà. Viene invece abolita la cassa straordinaria per cessazione di attività e/o connessa a procedure fallimentari e la cassa in deroga. La cassa in deroga viene mantenuta fino a tutto il 2016 con finanziamenti dalla fiscalità generale. Finora la cassa in deroga era finanziata per il  60%  e con fondi europei da parte delle Regioni per il restante 40%. L’abolizione della cassa in deroga non diventa quindi occasione per istituire strumenti generali, ma serve a cancellare il sostegno al reddito.
2. Tutele in caso di cessazione del rapporto di lavoro. E’ abolita l’indennità di mobilità e le diverse forme di indennità di disoccupazione (ordinaria non agricola, a requisiti ridotti, speciale edile) che confluiranno nell’ASPI e nella mini ASPI. L’eliminazione della mobilità comporta una riduzione pesante della durata del sostegno al reddito. Fino ad oggi le lavoratrici e i lavoratori che usufruivano della mobilità erano coperti per un periodo di 12 mesi, elevato a 24 per i lavoratori da 40 a 50 anni, e a 36 mesi per gli ultracinquantenni. La diminuzione dei tempi è ancora più pesante quando alla cgis segue la mobilità (oggi fino a 4 anni di sostegno).

Viene istituito l’Aspi (Assicurazione Sociale per l’Impiego). Si applica alla stessa platea cui si applicava la disoccupazione, le sole tipologie a cui viene estesa, rispetto alla vecchia indennità di disoccupazione, sono gli apprendisti e gli artisti. Resta fuori tutto il falso lavoro autonomo, i para-subordinati, e gran parte del lavoro dipendente a tempo determinato. L’Aspi è esclusa per le partite IVA, l’associazione in partecipazione, il lavoro a progetto, i voucher, il lavoro a chiamata. Per i lavoratori a tempo determinato e per il lavoro precario, il doppio requisito dei due anni di iscrizione all’Inps e delle 52 settimane di contributi versati nel biennio, restano in larga parte soglie irraggiungibili. Sarà introdotta anche la mini Aspi, che sostituisce l'attuale disoccupazione con requisiti ridotti e avrà una durata pari alla metà delle settimane di contribuzione nell'ultimo biennio.
Licenziamenti collettivi (legge 223/91- mobilità). Il ddl, prevede che un accordo sindacale possa “sanare” i vizi della comunicazione che avvia la procedura di licenziamento collettivo, e sostituisce all’obbligo di reintegra in caso di violazione delle procedure. Finora il rispetto delle procedure è stato uno degli elementi di garanzia più importanti per le lavoratrici e i lavoratori. Viene anche introdotto l’obbligo del tentativo di conciliazione per evitare il ricorso al Giudice del Lavoro.

Contro questa controriforma del lavoro il sindacalismo di base, dopo numerose iniziative di lotta, ha deciso per il 22 giugno, una giornata di sciopero generale.
Contro l’attacco al diritto alla salute con l’aumento dei tickets, alla pensione, all’aumento delle tasse attraverso le accise, all’aumento dell’Iva e l’introduzione dell’IMU – vera patrimoniale sui lavoratori e le famiglie per l’insopportabile carico fiscale che grava unicamente sui lavoratori dipendenti.
Contro il governo Monti che rappresenta gli interessi del capitale internazionale ed è fedele esecutore dei diktat della BCE e dell’Unione Europea.

 

SEA: pronti al presidio permanente davanti al comune di Milano

 

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/31/pronti-presidio-davanti-comune/198650/

leggi documento unitario rsu sea: 2012-05-28 documento unitario rsu sea.doc

 

PRESIDIO DEI LAVORATORI
SEA Handling     Sea S.p.a.

PER MANIFESTARE CONTRO LA VENDITA DA PARTE DEL COMUNE DI MILANO DI UN PATRIMONIO PUBBLICO COME LA SEA

COMUNE DI MILANO :
PALAZZO MARINO - MILANO -
 GIOVEDI 31 maggio 2012
dalle ore 16.30

Si invitano tutti i lavoratori alla più ampia partecipazione

USB Lavoro Privato   CUB trasporti   SLAI Cobas

 

ASSEMBLEA GENERALE RETRIBUITA di TUTTI I LAVORATORI
SEA Handling     Sea S.p.a.

MALPENSA : MARTEDI 29 maggio 2012
dalle ore 15.30 alle ore 17.30  presso mensa T1

Ordine del giorno:

SITUAZIONE SOCIETARIA GRUPPO SEA
ULTERIORE VENDITA QUOTE AZIONARIE
VARIE ED EVENTUALI

Si invitano tutti i lavoratori alla più ampia partecipazione per l’importanza dei temi in discussione

USB Lavoro Privato   CUB trasporti   SLAI Cobas

 

Pisapia, sulla vendita di Sea consultazione con la citta'

(ANSA) - MILANO, 21 MAG - Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, annuncia che sulla vendita di quote di Sea, la societa' che gestisce gli aeroporti di Linato e Malpensa, sara' coinvolta la citta'. ''Non appena avremo preso una decisione in Giunta - ha detto -, apriremo una grande consultazione sulla base della quale prenderemo le nostre decisioni finali''. Ancora sono da definire le modalita' di questa consultazione ma il sindaco e' certo che ''Milano ha bisogno di sviluppo e di investimenti per risolvere problemi che si trascinano da troppo tempo, e i fondi oggi non possono che derivare da una cessione delle quote di Sea''.

 

 

APERTA PROCEDURA DI SCIOPERO CONTRO COMUNE DI MILANO

2012-05-21 seconda fase sciop sea.PDF

 

Sea:

Mensa T2, perché SEA non rispetta gli Accordi sottoscritti?

2012-05-07 com coord. sea gruppo per chiusura mensa al t2.doc

 

LA LOTTA CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DI SEA E’ GIA’ FINITA?

Il 26 aprile il presidente della Provincia di Milano G. Podestà e il sindaco di Milano G. Pisapia, hanno sottoscritto, la lettera d’intenti finalizzata a procedere, in tempi brevi, allo scambio dei pacchetti azionari di «Milano Serravalle – Milano Tangenziali Spa» e «Sea Spa».
Inizia così un percorso che si completerà entro il 15 luglio e dovrà passare per la valutazione dei due pacchetti azionari da parte di un collegio di advisor e il voto finale delle due aule. Con lo scambio, Palazzo Marino aggiungerà al suo circa 54% della società di gestione degli aeroporti milanesi il 14,5% oggi in mano alla Provincia. Alla Provincia andrà invece il 18,6% della società autostradale, che si sommerà al 53% già controllato.

Dai commenti apparsi sui giornali traspaiono le finalità comuni della vertenza:
• ''Avere in portafoglio il 69% di Sea renderà più facili alcune scelte'', ha detto G. Pisapia precisando: ''La scelta sulla quotazione in Borsa di Sea dipenderà dalle condizioni di mercato. Se invece ci sarà il bando, ed e' solo una probabilità, per il Comune sarà comunque possibile mantenere il controllo della società con una partecipazione inferiore al 50% del capitale. Il bando sarà internazionale per una gara partecipata da più soggetti''.
• “Lo consideriamo un fatto importante – ha dichiarato Onorio Rosati, segretario generale della Cgil di Milano. Per noi però questo è un primo passo, funzionale all’idea del mantenimento della governance pubblica per quanto riguarda Sea”.
 
DOPO AVER CEDUTO LE AZIONI DI SERRAVALLE ALLA PROVINCIA, OTTENENDO IN CAMBIO IL 15% DI AZIONI SEA, ED AVERNE COSI’ IL 69%, IL COMUNE DI MILANO SI APPRESTA ALLA VENDITA DI UN ALTRO 30% AI PRIVATI.
Tante saranno le polemiche sul come vendere questo 30%, ma sicuramente tutti concordano sulla sua vendita e sul fatto che comunque il comune manterrà con meno del 51% delle azioni Sea la governance della società.

NIENTE DI PIU’ FALSO!
1. Solo lo scorso anno, gli amministratori pubblici (comune di Milano e Provincia) controllavano la quasi totalità delle azioni Sea. Alla fine avranno meno del 40%.
2. Cgil-cisl-uil hanno accettato che il comune di Milano venda altre azioni Sea e vada sotto il 40% di sua proprietà
3. Sia che si faccia un nuova vendita di azioni dirette, come già fatto lo scorso anno, sia che si proceda con la quotazione in borsa, Gamberale potrà fare un proposta di acquisto migliore degli altri e diventare proprietario di maggioranza; oppure avendo il 30% delle azioni, può lanciare un OPA per l’acquisto di tutta la società. Ricordiamo che ora detiene il 29,7% e raccogliere un ulteriore 0,3% delle azioni una volta che queste vengono immesse sul mercato, sarebbe un gioco da ragazzi.
4. Ricordiamo inoltre che la Borsa di Milano nel 2011 ha chiuso con un passivo del 26%, che è continuato anche all’inizio del 2012. Quindi un’eventuale quotazione in borsa con la vendita di azioni Sea ai dipendenti, rischia nel giro di poco tempo di trasformarsi in una perdita di valore delle azioni.

PER QUESTO, RITENIAMO CHE CI SI DEVA BATTERE PER IMPEDIRE, LA VENDITA DI ALTRE AZIONI SEA DA PARTE DEL COMUNE DI MI.

Maggio 2012     CUB TRASPORTI LINATE

LA LOTTA CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DI SEA E.doc

 
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