Spett.  Commissione di Garanzia

Scioperi

fax 06-94539680

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Oggetto: Prot. 0012271/TA del 30/08/2017

Con la presente siamo a formalizzare le osservazioni della Cub Trasporti Lombardia in merito alla vostra comunicazione in oggetto.

A vostra disposizione per documentare quanto da noi segnalatovi.

In merito ad eventuali audizioni, siamo a disposizione per eventuali chiarimenti che la commissione riterrà necessari.

28/9/2017

Cub Trasporti

  • Premessa, le cooperative a malpensa
  • Le condizioni di lavoro presso le cooperative
  • I fatti
  • Dal 26 Maggio al 1° Agosto
  • Conclusioni, in merito al procedimento della commissione

1) PREMESSA: LE COOPERATIVE A MALPENSA

Da alcuni anni, gli aeroporti Milanesi ed in particolare quello di Malpensa, subiscono pesanti attacchi alle condizioni di lavoro e di conseguenza anche alla sicurezza, aeroportuale.

Principalmente al Cargo hanno operato ed ancora operano cooperative, spesso di dubbia genuinità, che, non soddisfatte di una legislazione e di una contrattazione collettiva più favorevole, hanno introdotto forme organizzative del lavoro basate sulla continua ricerca di ogni mezzo per abbattere i salari e per subordinare alla massima produttività del singolo lavoratore, la garanzia del mantenimento dell'orario di lavoro concordato e quindi di un salario sufficiente per vivere.

È in questo quadro, per la precisa consapevolezza di quanto avvenuto e avviene al Cargo, che va vista la determinazione dei lavoratori e delle o.o.s.s. nel combattere l’introduzione del ricorso alle cooperative anche nel settore dell'Handling.

RIPETUTE CONDANNE DA PARTE DELLA MAGISTRATURA PER CONDOTTA ANTISINDACALE (art.28 statuto dei lavoratori)

Le coop RIZ, LA CORSICA, INCONTRO, COROS, S.L.T.M., NUOVI SERVIZI e N.C.L., che hanno operato o che ancora sono presenti a Malpensa presso Alha o Mle, in questi ultimi anni sono state chiamate a rispondere davanti alla Magistratura per attività antisindacale, subendo, eccetto i casi in cui non fosse intervenuta una conciliazione, provvedimenti di condanna, spesso addirittura sfacciatamente inottemperanti così da costringere il sindacato a ricorrere in sede penale.

DECINE DI CONDANNE PER CAUSE PROMOSSE

DAI LAVORATORI

Nel caso di soci estromessi illegittimamente dal posto di lavoro nei cambi di appalto, per le irregolarità sulle buste paga, per le arbitrarie sospensioni dal lavoro i per il recupero del TFR e dei contributi a carico delle committenti nel caso di cooperative “sparite” nei fallimenti.

INNUMEREVOLI SOPRALUOGHI DEGLI ISPETTORI ASL, INPS, ISPETTORATO LAVORO O DELLA G. DI F., CON REGISTRAZIONE DI ILLEGALITÀ, CONTRAVVENZIONI E SANZIONI.

“Il 6/3/2012 dopo circa un anno di intensa attività investigativa i finanzieri della compagnia di Rho hanno concluso una complessa indagine di polizia economico-finanziaria che ha visto al centro dell'attenzione un imprenditore, P.C. gestore di due cooperative, -  La Corsica e C.T.S. - operanti nel settore della logistica, e dei servizi in tutta la Lombardia ed in particolare presso l'aeroporto internazionale di Malpensa. Scoperti 930 lavoratori in nero in 2 cooperative di Novate M. sequestrate case e terreni al titolare nascosti al fisco 80 milioni di euro”. Così si apprendeva dalla Stampa.

Nel febbraio 2015 ispettori Inps intervengono presso MLE per mancato pagamento contributi coop Airservice e Med.

Nel marzo 2016, gli ispettori di Inps e della Dpl di Varese formalizzano alle coop SLTM, Nuovi Servizi e NCL, l’errata erogazione degli stipendi per gli oltre 280 lavoratori. In particolare le coop pagano in modo errato, e quindi decurtando i lavoratori, su 13°, 14°, ferie, ROL, ex Festività, Malattia, Infortunio, e Assegni Familiari.

COOPERATIVE CHE FINITA L'ATTIVITÀ A MALPENSA FALLISCONO

PER NON PAGARE TFR E CONTRIBUTI.

Dopo l'attività presso il Cargo, le coop Riz, Airsevice, Med, LaCorsica, Incontro e SLTM o hanno dichiarato fallimento o sono state messe in liquidazione.

Nonostante la natura stesse delle cooperative preveda la mutua solidarietà e la gestione collegiale del bene comune la coop Med non ha mai fatto assemblee dei soci lavoratori, mentre alcune cooperative presenti solo a Malpensa, indicono assemblee dei soci a Roma, per rendere impossibile la presenza dei soci (Airservice, Flyjob).

COOPERATIVE APPOSITAMENTE CREATE DAI COSIDETTI CONSORZI PER CREARE IL BACINO DI MANODOPERA DA FORNIRE ALLE COMMITTENTI A BASSO COSTO IN MODO CHE IL CONSORZIO POSSA LUCRARE SULLA DIFFERENZA TRA I PREZZI DELL'APPALTO E DEL SUBAPPALTO O SUL COSTO DEI “SERVIZI” OFFERTI ALLA COOPERATIVA.

Le carte del processo in corso presso il Tribunale di Milano riguardante i consorzi Expojob e Geco, mostrano anche ai più dubbiosi, come l'utilizzo delle coop presso il Cargo di Malpensa avesse il solo scopo di fornire manodopera a basso costo alle committenti nascondendo meccanismi di intermediazione illegittima per consentire ai gestori del consorzio illegittimi guadagni sulla pelle di chi si credeva socio di cooperativa.

COOPERATIVE SENZA NESSUNA AUTONOMIA

E RICATTATE DALLE COMMITTENTI.

L'organizzazione del lavoro presso Malpensa dimostra che le cooperative sono, per lo più, senza nessuna autonomia decisionale. I soci lavoratori sono continuamente alle prese con responsabili delle committenti che danno disposizioni e ordini. Gli stessi referenti e responsabili delle coop sembrano agire come se fossero anch'essi alle dipendenze delle committenti. Ed è da esse che prima di ogni incontro sindacale, i responsabili delle coop ricevono costantemente le direttive.

Negli stessi capitolati di appalto compaiono precisi obblighi delle coop, con sanzioni anche pesanti lasciate troppo spesso all'arbitro delle committenti cosi da porre anche una cooperativa "seria" in posizione economicamente ricattabile.

Dai verbali del Processo in corso sul consorzio Expojob operante al Cargo in Mle:

“Sembrerebbe non lasciare dubbi sulla non genuinità dell’appalto cui si riferisce l'e-mail dell’8.7.2011, in cui il Luongo scrivendo agli altri, soci (Rosati, Montemurro e Talia) si esprime in maniera inequivocabile in merito alla reale natura (somministrazione di manodopera) della prestazione resa al cliente Malpensa Logistica Europea (“MLE chiedeva uomini e ore da consumare"). Nessun servizio, dunque nessun genuino contratto d'appalto, ma solo forza lavoro.”

COOPERATIVE CHE NON RISPETTANO IL VOLERE DEI LORO SOCI

La coop SLTM, nonostante la decisione assembleare dei soci lavoratori, che con un solo voto astenuto, ha deliberato la reintegra al lavoro del delegato sindacale estromesso con un pretesto, non ha ottemperato quanto deciso collegialmente.

Così pure la coop Coros, che nonostante l’assemblea dei soci all’unanimità avesse deciso di eleggere 5 rappresentanti per la verifica dei bilanci, vede poi la sua direzione ignorare totalmente quella decisione mostrandosi indisponibile a qualsiasi controllo da parte della commissione eletta.

COOPERATIVE CHE NON RISPETTANO LE DECISIONI

DI CODESTA COMMISSIONE

La coop Coros, nonostante una precisa disposizione della commissione di garanzia, che invita le parti a definire i criteri per la definizione dei minimi durante gli scioperi, si rifiuta di concordare ciò con le OO.SS. Prot. 0010368/TA 6/7/2017

2) LE CONDIZIONI DI LAVORO PRESSO LE COOPERATIVE

Le cooperative attraverso la legislazione vigente, anziché assumere i lavoratori come tutte le altre aziende, possono assumere come soci lavoratori. Con questo meccanismo, la legge consente alle cooperative di deliberare nelle assemblee dei soci norme restrittive dei contratti nazionali, senza dar spazio al controllo e alla assistenza del sindacato.

Così con assemblee “pilotate” o addirittura all’atto della costituzione delle coop, si deliberano regolamenti e statuti che non prevedono le integrazioni della indennità di malattia previste per i lavoratori delle aziende non cooperative, consentono di sospendere i soci in caso di mancanza di lavoro ed altro.

Inoltre i soci di cooperativa hanno una diversa collocazione giuridica rispetto agli altri lavoratori. Il socio,ad esempio, deve ricorrere al Giudice Ordinario, con ben maggiori spese per il Contributo Unificato, anziché al Giudice del Lavoro in caso di estromissione dalla cooperativa con conseguente perdita di lavoro.

Inoltre le cooperative, presso gli scali Milanesi, ed anche Alpina, non applicano il ccnl trasporto aereo ma quello merci, che tra le altre cose prevede:

  • Paga mensile: 5° livello trasporto merci 1450.06 euro --- 6° livello handling 1505.62 euro.
  • Maggiorazione notturna: trasporto merci decorre dalle 22.00 alle 6.00 --- handling dalle 20.00 alle 8.00. La percentuale è per il contratto handling del 50% per chi fa turni avvicendati e 55% chi fa notte fissa --- per trasporto merci è del 15% per turni avvicendati e 25% per notte fissa.
  • Indennità varie: il contratto handling prevede delle indennità come indennità giornaliera, di turno e di campo, inoltre lo scatto di anzianità è maggiore ed il ticket è di 5,22 euro giorno.
  • Preavviso di licenziamento: il contratto handling prevede un preavviso molto maggiore in caso di licenziamento.
  • Malattia: nel contratto handling è integrata al 100%.
  • Clausola sociale: il contratto handling prevede che in caso di cambio di appalto il personale debba cambiare società e non perda il posto di lavoro mentre nel contratto trasporto merci la clausola è molto più lacunosa e senza garanzie di assunzione.
  • Informazione turni di lavoro e programmazione ferie: il contratto handling prevede che i lavoratori debbano avere la programmazione dei turni di lavoro mensilmente e le ferie debbano essere programmate annualmente e a rotazione in periodi fissi, mentre i contratti delle cooperative lasciano alla direzione il massimo arbitrio in materia.
  • Fondo volo: per i lavoratori aeroportuali è prevista l’integrazione al 100% in caso di licenziamento per mobilità e in caso di sospensione in cassa integrazione, cosa non prevista nel contratto trasporto merci.

Ci troviamo quindi di fronte ad un pesante attacco alle condizioni lavorative, che inevitabilmente rischia di cambiare in peggio lo scenario di tutte le società di handling.

3) I FATTI

Nel corso del 2015 viene ufficializzato l’accordo commerciale stipulato dal Gestore di Malpensa SEA S.p.a. con la Compagnia Aerea low cost Ryanair. L’intesa prevede una nuova operatività di Ryanair sull’aeroporto di Malpensa a far data dal primo dicembre 2015. Le quattro Aziende di handling all’epoca già presenti sullo scalo si propongono al vettore per l’erogazione dei servizi di assistenza a terra, ma a prevalere è invece AGS Handling S.p.a., società che opera principalmente negli scali di Bergamo e Verona. Socio di AGS è la Società Cooperativa Alpina, a cui AGS è solita appaltare l’intera filiera di facchinaggio dell’area rampa (il piazzale degli aeromobili). La prospettiva dell’ingresso della Cooperativa a Malpensa, dove, ad oggi sono presenti nell’area rampa solo società strutturate, provoca l’immediata reazione di lavoratori e OO.SS., nella consapevolezza che questo evento provocherà un immediato dumping sociale e un generalizzato decadimento delle condizioni normativo-economiche anche  per il personale addetto all’Handling, visto quanto accaduto presso il Cargo.

Per questa ragione, a novembre 2015, viene organizzata a Malpensa, da parte di tutte le forze sindacali, una grande manifestazione per lanciare il segnale di allarme dumping sociale a istituzioni e media. A seguito di questa manifestazione, ENAC convoca le parti, e il 23 novembre 2015, AGS Handling e le OO.SS. firmano un’intesa con la quale AGS si impegna a dare assistenza al vettore Ryanair senza ricorrere al subappalto.

Successivamente AGS Handling, violando i contenuti dell’accordo con le OO.SS., utilizza personale della Coop Alpina  attraverso il ricorso ad una forma, comunque illegittima, di distacco e per questo viene condannata dal tribunale di Busto Arsizio, in data 4 febbraio 2016, per condotta antisindacale con l'ordine di provvedere alla gestione dell'appalto Ryanair con personale proprio.

Ags, costretta dalla sentenza delle magistratura, da prima assume i lavoratori con contratti a termine più volte prorogati e successivamente, a fronte delle disposizioni di legge che la costringerebbero a trasformare questi contratti a tempo indeterminato, fa assumere gli stessi lavoratori dall’agenzia interinale Etjca ancora con contratti a termine continuando così ad utilizzarli come lavoratori somministrati. Nel frattempo, a solo poco più di tre mesi dalla sua stipula, disdetta (o pretende di disdettare) l'accordo del 23 novembre 2015, con il quale si era impegnata a non ricorrere al subappalto.

Il 1° giugno 2017, il nostro rappresentante sindacale, a cui scadeva il contratto a termine, unico in tutto il piazzale di Malpensa, non viene più riconfermato al lavoro.

4) DAL 26 MAGGIO AL PRIMO AGOSTO

Nel mese di maggio 2017 si diffonde la notizia che coop Alpina sia pronta a subentrare ad AGS Handling nell’attività di rampa, attraverso la forma del subappalto,

Il 26 dello stesso mese viene organizzata dalle otto sigle sindacali di Malpensa (FILT-CGIL  FIT-CISL  UIL-Trasporti  UGL-TA  FLAI-TA  USB-LP  CUB-Trasporti  ADL) un’assemblea aperta a tutti i dipendenti di SEA, AIRPORT HANDLING, AVIAPARTNER, WFS GI, AGS HANDLING, che si svolge presso il Terminal 1. Il giorno stesso la direzione aeroportuale di ENAC convoca le parti sociali e, alla presenza di SEA, comunica che la concessione del subappalto non è stata riconosciuta ad Alpina e che, in caso di autorizzazione da parte della Direzione Centrale di ENAC al progetto di SEA di limitazione degli handlers, non verrà concessa nemmeno in futuro. Tale impegno è espressamente contenuto nel verbale sottoscritto dal Direttore ENAC Malpensa Dott. Bitto insieme all’onere assunto dalla Direzione Aeroportuale, di informare tempestivamente le Organizzazioni Sindacali, in caso di elementi di novità.

Il 7 luglio 2017, nonostante l’impegno formale a non concedere l'autorizzazione al subappalto e nonostante l'impegno di informazione alle OO.SS. assunto dal direttore ENAC di Malpensa Dott. Bitto, la direzione aeroportuale di Malpensa concede l’autorizzazione ad operare ad Alpina, a partire dal primo agosto 2017. senza darne alcuna comunicazione  alle OO.SS.

Nello stesso giorno le OO.SS. chiedono un urgente incontro alla Prefettura di Varese per lo stato di tensione registrato in aeroporto a seguito del diffondersi della notizia della concessione al subappalto, a causa del pericolo di dumping sociale, per la safety del personale e la security generale.

il 13 luglio 2017 le Organizzazioni Sindacali Cgil-cisl-uil-flai, attivano la procedura di raffreddamento contro AGS Handling per: utilizzo cooperativa su Malpensa; superamento numero di contratti part-time; superamento numero contratti in somministrazione/CTD/stagionali.

il 17 luglio 2017 AGS Handling, invece di convocare le parti per l’esame congiunto della prima fase della procedura di raffreddamento, scrive alle OO.SS. per chiedere spiegazione della stessa.

Sempre il 17 luglio e ,quindi, solo dieci giorni dopo aver autorizzato la coop Alpina, ENAC informa in maniera ufficiale le OO.SS. (allegato) inviando una comunicazione che fa riferimento ad allegati non presenti nella lettera.

Il 18 luglio 2017 le OO.SS. Cgil-cisl-uil-flai, rispondono ad AGS in merito alle ragioni sull’apertura della procedura di raffreddamento rimandando, di fatto, ai contenuti dell’attivazione della procedura.

Nello stesso giorno le OO.SS. inviano richiesta di incontro ad ENAC (anche in considerazione del fatto che la prefettura di Varese, nel frattempo non ha ancora accolto la richiesta di convocazione) facendo riferimento alla comunicazione ricevuta dalla Direzione Aeroportuale di Malpensa il giorno prima.

Il 19 luglio 2017 AGS Handling convoca le OO.SS. Cgil-cisl-uil-flai, per l’esame della prima fase della procedura, concedendo disponibilità per il 2 agosto 2017 (in linea temporale, il giorno dopo del primo agosto, giorno in cui era previsto l’ingresso di Alpina).

Il 21 luglio 2017 le OO.SS. Cgil-cisl-uil-flai, vengono a conoscenza che AGS Handling, violando il c. 1, art. 30, L 146/90, che prevede espressamente il divieto delle parti a compiere atti unilaterali durante la prima fase della procedura di raffreddamento, si predispone comunque  a procedere con il subappalto nonostante il tema sia oggetto della procedura di raffreddamento stessa.

Il 24 luglio 2017 le OO.SS. scrivono a CGS, MIT, Prefettura Varese ed ENAC per denunciare il comportamento illegittimo di AGS e per ammonire di nuovo sull’ingovernabile stato di tensione dell’aeroporto.

Il 27 luglio 2017 si tiene un incontro con ENAC nel quale tutte le OO.SS. chiedono la sospensione del provvedimento di concessione subappalto, adducendo, oltre a ragioni di dumping sociale e sicurezza, anche di ordine pubblico.

Venerdì 28 luglio 2017, a tre settimane dalla richiesta delle OO.SS., motivata anche da urgenti ragioni di ordine pubblico, la Prefettura di Varese convoca le parti sociali e la Sea, impegnandosi ad incontrare in separata sede AGS Handling il giorno lunedì 31 luglio 2017 alle ore 15:00 (poche ore prima dell’ingresso della cooperativa) chiedendo altresì alle OO.SS. di sospendere eventuali iniziative di contrasto, in attesa dell’incontro con l’Impresa.

Lunedì 31 luglio 2017 le OO.SS., con l’obiettivo di governare dissenso e tensione, tengono un’assemblea a Linate e una a Malpensa, aperte a tutti i dipendenti di SEA, AIRPORT HANDLING, AVIAPARTNER, WFS GI, AGS HANDLING, dalle ore 15:00 alle ore 17:00. Nel corso delle assemblee giunge la notizia che la Prefettura non ha persuaso AGS Handling a rinviare l’ingresso della cooperativa. I lavoratori presenti esprimono la volontà di attivare immediatamente una protesta insieme a tutti i colleghi in turno, che sarebbe stata esercitata senza alcun preavviso, paralizzando gli scali. Le OO.SS. comunicano la situazione alle Aziende, chiedendo di prorogare l’assemblea per dar loro modo di riportare la ragionevolezza tra i lavoratori. Detto obiettivo è raggiunto solo con l’impegno a programmare, per il giorno dopo, un’assemblea generale all’inizio della giornata lavorativa.

1 agosto 2017, in Linate, all’assemblea partecipano numerosi lavoratori dell’area rampa,  mentre non aderisce alcun lavoratore dell’area passeggeri (addetti check-in, biglietteria, imbarchi, PRM) che prosegue pertanto nella normale attività. In quella fascia oraria sullo scalo non sono programmati voli in arrivo da mettere in sicurezza ma solo aeromobili in sosta in attesa di partire. Alla presenza di funzionari di Polizia e di dirigenti SEA l’assemblea si scioglie puntualmente alle ore 7:00 causando lievi disagi.

Anche a Malpensa partecipano all’assemblea quasi esclusivamente operai dell’area piazzale. A causa dell’impatto diretto sullo scalo delle conseguenze della possibile introduzione del subappalto, e quindi del grado di tensione enormemente più elevato, non è possibile concludere l’assemblea alle ore 07:00, ma, per dare modo alle OO.SS. di continuare a parlare con i lavoratori, la stessa prosegue fino alle 09:30 circa, quando arriva il formale rinvio da parte della Direzione Aeroportuale di ENAC dell’autorizzazione ad operare di Alpina.

La Direzione Aeroportuale di Malpensa, a seguito della situazione venutasi a determinare a causa dell’ingovernabilità delle assemblee, dispone il rinvio al primo settembre dell’autorizzazione ad operare di Alpina, motivandolo con ragioni di ordine pubblico.

Il 2 agosto 2017 AGS Handling, a poche ore dalla riunione programmata per l’attivazione della prima fase della procedura di raffreddamento, si nega al confronto. La CGS non era intervenuta su AGS nonostante denuncia di violazione della 146/90 inviata dalle OO.SS. il 24 luglio. Le OO.SS. attivano pertanto la seconda fase della procedura, e la Prefettura di Varese convoca l’incontro per il 9 agosto.

Il 7 agosto 2017 di nuovo AGS scrive per negarsi all’incontro con OO.SS. e Prefettura previsto dalla Legge e nello stesso giorno  le OO.SS. scrivono a Prefettura e CGS per denunciare il comportamento illegittimo di AGS.

L'8 agosto 2017 la prefettura di Varese impone  ad AGS di presenziare all’incontro previsto per la seconda fase della procedura di raffreddamento.

Il 9 agosto 2017 l’incontro per la seconda fase della procedura di raffreddamento si svolge concludendosi con esito negativo. Le OO.SS. proclamano lo sciopero.

Il 22 agosto 2017 anche la procedura di raffreddamento aperta dalla Cub Trasporti  termina in Prefettura senza la presenza di Ags che si nega al Prefetto. Successivamente, per questa decisione di Ags, CUB Trasporti chiede l'intervento di codesta commissione.

Durante i mesi di Agosto/settembre 2017, nonostante il rinvio dell’operatività di Alpina decisa da Enac fino al 25 settembre,  Ags  utilizza personale dipendente di Alpina, con tesserini di altre società (ags etjca).

5) IN MERITO AL PROCEDIMENTO DELLA COMMISSIONE

Il mancato rispetto del termine di preavviso di 48 ore contrattualmente previsto per l’indizione delle assemblee è principalmente dovuto all’accoglimento, da parte delle OO.SS., dell’invito a non procedere con iniziative sindacali rivolto il 28/07 dalla prefettura di Varese che intendeva, con l’incontro con AGS programmato l’ultimo giorno utile, il 31/07, dirimere la vicenda attraverso un rinvio dell’ingresso di Alpina concordato con la Società stessa.

A fronte del fallimento del tentativo di mediazione della Prefettura del 31 luglio, il cui esito è stato diffuso durante lo svolgimento di due assemblee a Linate e Malpensa, e per evitare immediate proteste spontanee dei lavoratori, nel pomeriggio del 31 luglio le OO.SS. hanno inviato formale indizione di assemblee a tutte le Aziende degli scali milanesi. Le modalità di comunicazione ai lavoratori in merito allo svolgimento delle assemblee del primo agosto assecondavano le normali indicazioni che, per prassi consolidata ben nota al personale, prevedono la partecipazione all’assemblea del 30% del personale in servizio, in modo da non pregiudicare totalmente la operatività dei reparti.

Le OO.SS., pur avendo ribadito a più riprese a tutti i soggetti istituzionali interessati e agli Enti Regolatori dell’impossibilità di governare il clima di tensione crescente causato dai rischi di dumping sociale, sfaldamento contrattuale, perdita clausola sociale di salvaguardia occupazionale e aver investito della tematica anche il MIT, in almeno due incontri che si sono svolti a Roma, non possono essere ritenuti responsabili dell’adesione oltre la normale quota percentuale (30% del personale in turno) dei lavoratori all’assemblea, esasperati anche dall’assenza di risposte.

Tra le motivazioni d’urgenza che hanno giustificato le modalità di indizione delle assemblee, oltre ai temi già illustrati, rivestono un aspetto determinante i seguenti aspetti emergenziali:

1) safety, cioè l’incolumità e la salute dei lavoratori, messa a rischio dalle modalità organizzative di Alpina.

2) la sicurezza del volo

3) il dumping sociale con conseguente peggioramento delle condizioni di lavoro e perdita occupazionale

E’ vicenda nota l’acquisizione da parte di AGS Handling del contratto commerciale per l’erogazione dei servizi a terra a Malpensa per il vettore Albastar, precedentemente assistito da Airport Handling, e il suo rifiuto di applicare la clausola sociale contrattuale che prevede il trasferimento contestuale dei lavoratori (in questo caso operai di piazzale) dal Soggetto cedente l’appalto. Rifiuto che AGS Handling ha mantenuto anche dopo gli interventi della Prefettura di Varese e gli ammonimenti formali dell’Associazione Assohandlers (a cui AGS Handling aderiva). Per questa ragione AGS Handling subisce da Assohandlers il provvedimento, mai adottato in precedenza, di espulsione dall’Associazione per violazione delle norme di comportamento e della L. 18/99. Questa vicenda ha contribuito ad esasperare ulteriormente gli animi dei lavoratori di Malpensa che, in prospettiva di ulteriori acquisizioni di Compagnie Aeree da parte di AGS Handling/Alpina, avrebbero visto arbitrariamente cancellata l’unica norma di salvaguardia occupazionale esistente nel comparto con conseguente perdita del posto di lavoro.

ENAC, con il verbale del 26 maggio aveva dato garanzie esplicite e formali (“ in caso di accoglimento – del progetto di limitazione degli handlers di SEA – non potranno essere rilasciate nuove certificazioni, né autorizzati subappalti”) che escludevano la concessione del subappalto oggetto di contestazione. Il mancato mantenimento di tale impegno formale è stato elemento scatenante della protesta dei lavoratori.

AGS, come suo costume (vedi casi illustrati precedentemente e comportamento su altri scali), in spregio a Leggi e Istituzioni, ha utilizzato ogni tattica dilatoria per evitare che la procedura di raffreddamento attivata il 13/07 dalle OO.SS. facesse il proprio corso. Di questo è stata informata per tempo la CGS, oltre alla stessa prefettura e all’ENAC, ma alle scriventi non risultano interventi di riscontro a tali segnalazioni, siano esse di natura sanzionatoria o di ammonimento.

Le OO.SS. hanno, per tutta la durata della vicenda, rigorosamente rispettato tempi e modalità indicati da ragionevolezza, Leggi e CCNL. AGS Handling e Alpina, al contrario, hanno continuamente messo in atto provocazioni e comportamenti che hanno ulteriormente esasperato il già difficile clima tra il personale dell’aeroporto.

La bozza di emendamento che ENAC ha recentemente pubblicato sul proprio sito, andando a restringere in maniera significativa le modalità previste dal regolamento aeroportuale numero 5 in merito ai subappalti negli aeroporti, accoglie le perplessità e le indicazioni sollevate da tutte le OO.SS. e dal Gestore degli aeroporti di Milano. La bozza di emendamento, sebbene ancora aperta a possibili variazioni, integrazioni o modifiche, è chiaramente orientata ad una restrizione delle norme attuali, arrivando a prevedere un sostanziale divieto per le aziende certificate al ricorso allo strumento del subappalto, ad eccezione dei casi in cui il prestatore si trovi “temporaneamente impossibilitato a fornire servizi” e comunque, senza la possibilità di subappaltare un’intera categoria di servizi di cui all’allegato A della L. 18/99.

La prima impostazione di questo percorso di modifica dell’emendamento sui subappalti aeroportuali dimostra chiaramente che il vulnus normativo su questo strumento non è un problema di natura esclusivamente sindacale, ma che rappresenta una tematica di instabilità reale del sistema che necessitava di profonda revisione. Tematica che evidentemente impatta in maniera dirompente sulla concorrenza leale, sulla qualità del servizio erogato ai clienti, siano essi passeggeri o Compagnie Aeree, sulla tenuta delle Imprese, sulla salute individuale del personale, sui perimetri occupazionali, sulla sicurezza complessiva degli aeroporti.

In merito ai lavori di modifica del regolamento aeroportuale, la scrivente Organizzazione Sindacale, congiuntamente con tutte le altre ooss, ha inviato una richiesta di incontro alla Direzione Aeroportuale ENAC di Malpensa, contenente apprezzamento per l’impostazione restrittiva delle autorizzazioni al subappalto, chiedendo un incontro nel merito e anticipando la richiesta di una ragionevole moratoria di tali concessioni fino all’esito finale di riscrittura della norma e alla sua pubblicazione. Tale moratoria potrebbe rappresentare la risposta più efficace al crescente clima di esasperazione e conflitto negli scali milanesi, a fronte dell’approssimarsi della scadenza del rinvio alla concessione del subappalto alla Società Cooperativa Alpina, che la Direzione Aeroportuale ENAC di Malpensa ha deliberato fissando la data del 25 settembre prossimo.