La Giunta regionale ed altri Enti stanno imprimendo un grande movimento ai programmi per
la terza pista ed il colpo di scena è l’annuncio del Consiglio regionale a Malpensa: sarà veramente
convocato? A volte, come è noto, basta dirlo… vedremo. Ma siccome l’obiettivo è la terza pista (Bonomi: “non c’è un momento da perdere”) evidenziamo quello che, della terza pista, è il paradosso.
• Quando il traffico di un aeroporto è in aumento può rendersi necessario aggiungere una pista, quando il traffico cala bruscamente (ed è il caso di Malpensa), normalmente non ci pensa nessuno.
• Alcuni dati: Malpensa gestisce, oggi, con 2 piste, 17 milioni di passeggeri/anno ed è noto che, purtroppo, può arrivare con questa configurazione a ca. 30 milioni di passeggeri ma, francamente, dove li potrà trovare 30 milioni di passeggeri, anche fra 5, 10 anni o più? Il “traffico che aumenta” (ancora Bonomi) è il futuro dietro l’angolo (Expo???), è un sogno o è solo propaganda?
• Quindi per l’operatività di Malpensa la terza pista non serve: ma allora a cosa serve?
 
IL PARADOSSO DELLA REGIONE LOMBARDIA
• La Regione Lombardia, con D.G.R. N°8/5290 del 03/08/2007, ha classificato i Comuni del
C.U.V. in zona di risanamento in cui devono essere ridotte le fonti emissive.
• L'elevato rapporto di emissioni prodotte da Malpensa (dati rilevati e pubblicati da ARPA
Lombardia) rispetto alle altre attività presenti sul territorio, indica come unica compensazione possibile la riduzione delle attività aeroportuali.
• Quindi il supporto che Regione Lombardia dà ai piani di crescita dell’aeroporto di Malpensa
è sorprendentemente in contrasto con:
il sopracitato D.G.R. N° 8/5290 del 03/08/2007,
il collocamento dei Comuni attorno all'aeroporto di Malpensa in “zona di risanamento”, e
costituisce una PARADOSSALE AMBIGUITA’.
Alla qualità e quantità delle emissioni inquinanti di Malpensa (dati di ARPA Lombardia,
causa Quintavalle e relativa sentenza), si correla un rischio reale per la salute umana, rischio ben
noto in Medicina che capiremo quando (troppo tardi) avremo i dati dagli ospedali della zona.

CONCLUSIONE
• Ci auguriamo che la squallida offerta di 1 € per passeggero e l’abbaglio di 300.000 posti di
lavoro non stimolino l’appetito di Sindaci e Sindacati, visto che stiamo ancora aspettando i
100.000 posti a cui qualcuno aveva creduto 20 anni fa.
• Il vero valore aggiunto per il Territorio non è Malpensa e la cementificazione dei suoli ma è
il parco del Ticino, “Riserva della Biosfera dell’UNESCO e Patrimonio dell’Umanità”.
10/06/2010
Unicomal Lombardia

EasyJet: no alla tassa proposta da Regione Lombardia a Malpensa

EasyJet esprime in una nota stupore e perplessità per la proposta dell'assessore alla mobilità e infrastrutture della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, di introdurre una tassa di un euro sull'aeroporto di Malpensa da devolvere ai comuni limitrofi. «Stimiamo e rispettiamo l'operato dell'assessore - scrivono da easyJet - con cui, da sempre, abbiamo delle relazioni cordiali, ma lo invitiamo a riflettere sulle conseguenze della sua proposta. Segnaliamo che i comuni in oggetto e i loro abitanti traggono già benefici derivanti dalla vicinanza con l'aeroporto, sia in termini di posti di lavoro sia di turismo. In secondo luogo, gli stessi soldi che si darebbero ai Comuni con questo meccanismo sarebbero comunque tolti ai passeggeri, che in alcuni casi sono residenti in quegli stessi comuni». La compagnia aerea segnala, infine, come questa sia «la terza tassa proposta per il settore del trasporto aereo italiano nell'arco di sette mesi. Come compagnia di riferimento a Milano Malpensa, vorremmo incontrare l'assessore Cattaneo al fine di illustrare le nostre perplessità e cercare di dare il nostro contributo per trovare delle idee che possano favorire il rilancio dell'economia generale di aeroporto, operatori e territorio».
 
Giovedì, 10 Giugno 2010