FIRMATO L’ACCORDO TRA PIRELLONE ED ENTI LOCALI
Malpensa, stanziati 84 milioni di euro per sanare i disagi dell’ampliamento

Mai più tetti scoperchiati, notti insonni, giornate con le finestre chiuse e i tappi nelle orecchie. Per le oltre 300 famiglie che ancora convivono con i disagi dell’ampliamento di Malpensa, dalla fine di maggio arriveranno 84 milioni di euro: chi vuole potrà vendere la propria abitazione alla Regione e trasferirsi in un’altra casa, chi invece preferisce rimanere potrà effettuare interventi di insonorizzazione e di mitigazione dell’impatto ambientale. Ieri nella sala consiliare del comune di Somma Lombardo è stato presentato l’Atto aggiuntivo dell’Accordo di programma alla presenza dell’assessore regionale al Territorio Davide Boni e dei sindaci di Somma Guido Colombo, Lonate Pozzolo Piergiulio Gelosa e Ferno Claudia Colombo.
«Non è stato facile concludere la trattativa con il Ministero e so bene che di milioni ce ne vorrebbero 120 se tutte le famiglie decidessero di lasciare le proprie case - dice Boni - però non dobbiamo aspettare di avere tutte le risorse a disposizione, partiamo con la delocalizzazione e poi qualcosa succederà. Malpensa è un obiettivo strategico nel piano di sviluppo della Giunta e non credo che la Regione voglia lasciare le cose a metà. Abbiamo anche avviato un dialogo con il presidente della Sea Bonomi su questo tema, loro fanno business con l’aeroporto ed è giusto che pensino anche ai problemi del territorio». Qualche dubbio rimane anche agli abitanti della frazione Case Nuove. Sono rimaste 104 famiglie mentre una settantina se ne erano già andate accettando i rimborsi del primo bando. Secondo Pierangelo Guariso, che parla a nome del comitato dei residenti, «la gente è preoccupata perché non sa dove andare, come andare».
Dove andare è il vero problema. Nonostante alcune indicazioni generiche da parte dei sindaci dei Comuni interessati, non sono state individuate delle aree dove poter ricreare il tessuto sociale di Case Nuove e degli altri insediamenti. «Capisco bene che venire snaturati dal territorio in cui si è cresciuti non ha prezzo - concorda l’assessore lombardo - ma io non posso chiudere l’aeroporto e nessuno è in grado di farlo. Cerchiamo insieme una soluzione, magari con i comuni della seconda fascia, quelli che dallo sviluppo di Malpensa traggono i benefici senza averne i disagi. Per me la scelta migliore resta quella di liberare completamente la frazione di Case Nuove e poi destinare le costruzioni lasciate vuote alle compagnie aeree o ai servizi aeroportuali».
[Data pubblicazione: 24/04/2007 Massimo Villa repubblica]