324 milioni di utili in 6 anni, ottenuti
con il record nazionale di infortuni e di lavoro precario

RECORD DEI DIVIDENDI. La scorsa settimana è stato presentato il bilancio Sea per il 2007. Come evidenziato anche dalla stampa, (vedi dietro articolo di repubblica) gli azionisti Sea, dopo aver richiesto gli ammortizzatori sociali per la crisi aziendale, dopo aver scaricato 600 lavoratori stagionali e interinali, dopo aver ottenuto la cig per 900 lavoratori ed il licenziamento di 300 con la scusa della mobilità, si sono intascati altri dividendi.

RECORD INFORTUNI. Dopo mesi di richieste da parte del nostro rappresentante alla sicurezza, e solo dopo la presentazione di una nostra causa, la Sea Handling ha consegnato copia dei registri degli infortuni. Il materiale che nei giorni scorsi è stato consegnato al nostro rls, riguarda il periodo dal 29/1/07 al 29/3/2008.

Nei registri sono riportati 314 infortuni per un totale di  8204 giorni di assenza per inabilità temporanea.
Appare quindi evidente un primo dato, i 314 lavoratori coinvolti in infortuni, hanno una media 26 giorni di inabilità temporanea.
Dei 314 infortuni 53 sono in itinere, mentre 238 riguardano lavoratori operai e 76 sono impiegati.
Considerando che l’organico di Sea Handling al 19/03/08 era 2219 di cui 1089 operai, otteniamo che la percentuale di infortuni è del 14,2% mentre se togliamo gli infortuni in itinere (come vuole Sea) si ottiene 11,8%. Inoltre se consideriamo solo i lavoratori operai si ha un 21,8% di infortuni complessivi ed un 19,3% tolto gli infortuni in itinere.
Non è superfluo ricordare che la percentuale nazionale di infortuni è poco più del 3% mentre il settore più soggetto a rischi infortuni (metallurgico) raggiunge il 6 %.
I 314 infortuni sono avvenuti non solo nel settore  degli addetti  al carico scarico , smistamento bagagli , autisti, manutenzione, agenti rampa, ma anche tra gli impiegati, addetti al chek/in e registrazione, a conferma di una generale e diffusa situazione di sottovalutazione del problema della  tutela della salute dei lavoratori.
Inoltre va sottolineato che si tratta di infortuni mediamente gravi che hanno provocato  traumi,  contusioni, distorsioni, ferite e  fratture.
Infine in  questi dati non compaiono gli oltre 500 lavoratori somministrati mediamente utilizzati in questo periodo dalla Sea Handling (almeno sino all'intervento della cigs)  e in prevalenza nei settori professionali più esposti agli infortuni, considerando - come si dovrebbe- i quali la percentuale degli infortuni assume ancor più gravi dimensioni.

APPARE QUINDI EVIDENTE A TUTTI LA GRAVITA' DELLA SITUAZIONE, CHE DEVE VEDERE UN PRONTO INTERVENTO DI TUTTI PER COMBATTERE QUESTO STATO DI COSE.
Ma anziché  fare questo, Sea e organizzazioni sindacali, si apprestano a  chiedere  ulteriori sacrifici per i lavoratori.
Infatti il 30/4/08, Sea e Filt-Fit-Uilt-Ugl-Flai hanno siglato l’ennesimo accordo di indirizzo che prevede:
“la revisione organizzativa, la  ristrutturazione delle mansioni, la polivalenza, il recupero di produttività con il taglio dei tempi di lavoro, la ridefinizione dei contenuti economici e normativi della contrattazione aziendale ecc. ecc.”
Tutto questo senza nessuna consultazione sindacale, e senza che vengano affrontati i problemi dei lavoratori.