SALUTE E TERRITORIO

Lonate contro la terza pista, il consiglio comunale approva
A favore di una mozione a tutela dell'area del Gaggio la maggioranza di centrodestra e il centrosinistra, contraria la Lega

Lonate Pozzolo si schiera contro la terza pista. Il consiglio comunale, nella seduta di venerdì sera (con continuazione prevista questa sera per discutere degli ultimi punti rimasti in sospeso) ha approvato a larga maggioranza bipartisan una mozione (testo definitivo) in merito agli sviluppi futuri dell'aeroporto, in particolare per la tutela della zona di brughiera del Gaggio. Contraria la Lega Nord

PdL, UdC e Democratici Uniti, dunque, hanno concordato nel votare un documento che chiede l'inserimento della zona del Gaggio fra le aree da vincolare e sottoporre a tutela, bolla come "in sisostanza scorretta" la possibilità per Sea di "pianificare il territorio in totale libertà e autonomia senza la condivisione degli enti locali", denuncia la minaccia all'area del Gaggio e all'abitato di Tornavento, dichiara la propria contrarietà alla terza pista. Una mozione, con tutti i limiti immaginabili: una presa di posizione però pubblica e condivisa. E che dà mandato a sindaco e giunta di avviare ogni azione, "anche legale", a tutela del territorio lonatese.
Nonostante l'auspicio venuto dai banchi della giunta di un'approvazione unanime, si è opposta la Lega Nord. La discussione (audio, il link è tratto dal blog dei Democratici Uniti di Lonate Pozzolo) ha visto l'assessore Rivolta e il sindaco Gelosa ripercorrere le tappe della vicenda, ponendo l'accento sulle ulteriori limitazioni che interesseranno il territorio lonatese con il progetto; per la Lega il consigliere Mantovani, parlando di «film già visto», si chiedeva l'utilità della mozione, visto che «non possiamo fermare Malpensa», non più di quanto sia riuscito negli anni Novanta a fronte dell'ampliamento dell'aeroporto. In soldoni: non c'è speranza. «Finora siamo rimasti con un pugno di mosche: andiamo a trattare». «Non intendo mercanteggiare sulla qualità della vita» la secca risposta del sindaco.
Varesenews 4/5/2010

 


FIRMATO L’ACCORDO TRA PIRELLONE ED ENTI LOCALI
Malpensa, stanziati 84 milioni di euro per sanare i disagi dell’ampliamento

Mai più tetti scoperchiati, notti insonni, giornate con le finestre chiuse e i tappi nelle orecchie. Per le oltre 300 famiglie che ancora convivono con i disagi dell’ampliamento di Malpensa, dalla fine di maggio arriveranno 84 milioni di euro: chi vuole potrà vendere la propria abitazione alla Regione e trasferirsi in un’altra casa, chi invece preferisce rimanere potrà effettuare interventi di insonorizzazione e di mitigazione dell’impatto ambientale. Ieri nella sala consiliare del comune di Somma Lombardo è stato presentato l’Atto aggiuntivo dell’Accordo di programma alla presenza dell’assessore regionale al Territorio Davide Boni e dei sindaci di Somma Guido Colombo, Lonate Pozzolo Piergiulio Gelosa e Ferno Claudia Colombo.
«Non è stato facile concludere la trattativa con il Ministero e so bene che di milioni ce ne vorrebbero 120 se tutte le famiglie decidessero di lasciare le proprie case - dice Boni - però non dobbiamo aspettare di avere tutte le risorse a disposizione, partiamo con la delocalizzazione e poi qualcosa succederà. Malpensa è un obiettivo strategico nel piano di sviluppo della Giunta e non credo che la Regione voglia lasciare le cose a metà. Abbiamo anche avviato un dialogo con il presidente della Sea Bonomi su questo tema, loro fanno business con l’aeroporto ed è giusto che pensino anche ai problemi del territorio». Qualche dubbio rimane anche agli abitanti della frazione Case Nuove. Sono rimaste 104 famiglie mentre una settantina se ne erano già andate accettando i rimborsi del primo bando. Secondo Pierangelo Guariso, che parla a nome del comitato dei residenti, «la gente è preoccupata perché non sa dove andare, come andare».
Dove andare è il vero problema. Nonostante alcune indicazioni generiche da parte dei sindaci dei Comuni interessati, non sono state individuate delle aree dove poter ricreare il tessuto sociale di Case Nuove e degli altri insediamenti. «Capisco bene che venire snaturati dal territorio in cui si è cresciuti non ha prezzo - concorda l’assessore lombardo - ma io non posso chiudere l’aeroporto e nessuno è in grado di farlo. Cerchiamo insieme una soluzione, magari con i comuni della seconda fascia, quelli che dallo sviluppo di Malpensa traggono i benefici senza averne i disagi. Per me la scelta migliore resta quella di liberare completamente la frazione di Case Nuove e poi destinare le costruzioni lasciate vuote alle compagnie aeree o ai servizi aeroportuali».
[Data pubblicazione: 24/04/2007 Massimo Villa repubblica]

 

Rassegna stampa - Il Giorno - No Alla terza pista

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Grave malore di un lavoratore interinale

che con un carrello finisce in fondo alla pista.

Rassegna stampa - Articolo della Prealpina

 

 

COMUNICATO ALLE LAVORATRICI E LAVORATORI
CHECK-IN EASY JET

La scorsa Settimana SI SONO verifica Altri ennesimi Episodi intollerabili. Giovedì Stata Una lavoratrice e pesantemente insultata e sabato Lavoratore ONU DOPO Stato Essere insultato, pestato Aver avuto cura di Gli indumenti strappati da Lavoro e dovuto ricorrere all'infermeria.

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