basta precari

All’inizio del 2008, solo in Sea lavoravano oltre 700 lavoratori tra interinali e a contratto a termine. Se a questi poi aggiungiamo i lavoratori precari delle altre società operanti a Malpensa, si può ben dire che nello scalo Varesino operavano migliaia di lavoratori precari.
A Malpensa vi erano lavoratori da 4/5/6 anni precari, con decine di contratti a termine.
Questi lavoratori, pur di avere prorogato o rinnovato il contratto di lavoro, dovevano accettare gli straordinari, i mancati riposi, le buste paga delle agenzie interinali regolarmente inferiori ai contratti ecc. ecc..
La gran parte di questi lavoratori di origini extracomunitari e provenienti da Marocco, Pakistan, Senegal e dal Sud America, lavoravano magari 10 mesi senza interruzione, poi venivano lasciati a casa per un po’, per poi essere richiamati per un altro periodo di lavoro.

Passavano da un periodo di lavoro con Sea, ad Ata, ad Aviapartner, a Sky Chef ed alle decine di cooperative operanti a Malpensa.

Le numerose agenzie interinali, coordinate con le direzioni aziendali, ed in primis con Sea, gestivano queste migliaia di lavoratori come se tutto fosse lecito e come se la legge prevedesse espressamente che uno possa stare per anni precario, per ricoprire i lavori più faticosi ed umili di Malpensa.
Nessuna organizzazione sindacale, si era accorta di questa situazione, come se il problema della difesa dei lavoratori valesse solo per quelli a tempo indeterminato. Solo per l’insistenza di alcuni lavoratori precari, qualche attivista sindacale li avviava a dei legali, per vedere “se era possibile fare qualcosa”.
Sodo dopo l’iniziativa della Cub Trasporti e degli avvocati di San Precario, e dopo le prime cause vinte, i sindacati confederali che nulla avevano fatto fino a quel momento, chiamati da Sea preoccupata delle centinaia di cause, hanno siglato accordi per la stabilizzazione dei precari.

Stabilizzazione avvenuta con un accordo a perdere, i lavoratori pur di avere un posto fisso dovevano firmare che per il passato non dovevano pretendere più nulla.

in quell'accordo veniva inoltre stabilito che i nuovi assunti, avranno un salario ed dei riposi in meno dei dipendenti Sea. 
In due anni, delle centinaia di lavoratori di Malpensa che si sono rivolte alla nostra organizzazione, oltre 100 hanno ottenuto l’assunzione definitiva, e 250 hanno conciliato ottenendo un risarcimento economico per un ammontare complessivo di oltre 2 milioni di euro.
Questi importanti risultati, non ci debbono far dimenticare che ancora parecchie centinaia di lavoratori di Malpensa sono precari, come i soci lavoratori delle cooperative, che pur essendo assunti a tempo indeterminato, sono precari perché regolarmente lasciati a casa senza lavoro e senza stipendio.
Inoltre, sicuramente dopo un periodo di sosta dovuto anche alla crisi, riprenderà da parte delle società presenti a Malpensa, l’utilizzo delle agenzie interinali.
Sul lavoro precario, e sui contratti a termine in particolare, da parte del Governo, continua il tentativo di liberalizzare ancora di più il suo utilizzo, come è avvenuto con il decreto del giugno 2008.
Per questo la lotta al lavoro precario a Malpensa, non è per niente finita, in quanto ancora centinaia di lavoratori precari operano nello scalo, ma soprattutto non può essere combattuta solo con le cause, ma anche con le iniziative di lotta sindacale di tutti i lavoratori.