Presentazione dello studio promosso da SEA – Aeroporti di Milano
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Milano, 5 luglio 2010 – “SEA- Aeroporti di Milano e i controlli sull’immigrazione irregolare: pratiche e buone prassi”, questo il titolo del primo studio sul fenomeno dell’immigrazione irregolare attraverso le frontiere aeree, promosso dal gestore degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa e presentato questa mattina dal Professor Giulio Sapelli, Ordinario di Storia Economica all’Università Statale di Milano, alla presenza del Ministro dell’Interno Roberto Maroni e del Presidente di SEA, Giuseppe Bonomi.
La disponibilità di rotte particolari, le diverse politiche in materia di visti e l’esistenza di reti criminali in grado di gestire l’organizzazione del viaggio sono le principali variabili da cui dipendono i flussi p<>. “Siamo stati i primi in Europa a promuovere questo tipo di ricerca – ha affermato Giuseppe Bonomi, Presidente di SEA – in quanto oggi un aeroporto delle dimensioni di Malpensa rappresenta una vera e propria città, con fenomenologie particolari, come possono essere quelle legate all’immigrazione irregolare che se pur poco note al grande pubblico, rappresentano un’importante sfida per il buon funzionamento di ogni aeroporto internazionale.”
L’Italia è un paese di destinazione e di transito verso l’Europa centrale e settentrionale. L’aeroporto di Malpensa, insieme agli altri grandi aeroporti europei di Parigi Charles De Gaulle, Londra Heathrow, Francoforte e Amsterdam, è uno dei nodi principali dell’immigrazione per via aerea in Europa, particolarmente favorito per la vicinanza alla Svizzera e alla Francia.
p<>. Tuttavia i viaggi irregolari per via aerea sono più costosi e difficili da organizzare. In media servono 10.000, 15.000 euro per un servizio illecito dei network illegali. Somme corrispondenti al reddito totale di un individuo per 5/10 anni di lavoro, che le persone in fuga da situazione di guerra scelgono di pagare perché a fronte di un costo elevato, il viaggio è molte più sicuro.
Presso l’aeroporto di Malpensa dal 2006 al 2009 si è assistito ad una forte diminuzione dei respingimenti anche in virtù della riduzione dei voli intercontinentali. Dai 3986 casi del 2006 ai 2750 del 2007 le cifre si sono dimezzate nel 2008 con 1401 e nel 2009 che registra 784 casi.
Tra il 2005 e il 2009 i Paesi da cui si sono registrate entrate irregolari corrispondono alle aree geografiche di Africa Sub-Sahariana, Paesi estremo oriente e Sud America. Marocco e Algeria, Egitto e Turchia sono una presenza costante. Aumentano i casi di emigrazione irregolare – ad esempio partenza dall’Italia di cittadini extra –Schengen verso Paesi dell’Europa del Nord e in particolare verso Regolamento Dublino II introdotto dal Consiglio Europeo.
L’Italia rappresenta una delle prime frontiere esterne dello spazio Schengen sulla via delle rotte migratorie verso l’Europa utilizzate dai richiedenti asilo per fare il loro ingresso nel continente europeo. Nel 2009 i “Casi Dublino” trasferiti da altri Paesi dell’Unione Europea a Malpensa sono stati 457 a fronte di un totale nazionale di 1.304.
La ricerca sottolinea quindi che l’impegno degli aeroporti, nel nuovo sistema di controllo del fenomeno dell’immigrazione irregolare non si esaurisca nel mero controllo degli ingressi irregolari e nel rimpatrio dei passeggeri privi di documenti validi, ma in misura sempre crescente si caratterizzi per la gestione dei casi di espulsione decisi sul territorio nazionale ed europeo, fornendo anche orientamento per i casi di protezione internazionale.
Lo studio ha evidenziato come SEA – Aeroporti di Milano, abbia supportato lo sviluppo di un’eccellente cooperazione inter-organizzativa nel campo delle procedure di controllo e di sorveglianza, per garantire un sistema-frontiera efficiente. Un‘efficienza che si riscontra non solo sul piano della prevenzione e del contrasto, ma anche nella capacità di limitare al minimo i disagi connessi all’adozione di procedure di controllo da parte di tutti i soggetti e enti coinvolti. Importanti operazioni contro l’immigrazione clandestina si sono svolte dall’apertura del Terminal 1 nel 1998 fino a oggi. Tra le più importanti “Sfinge Arancione” nel 2004, “Indian Door” e “Ceylon Express” nel 2005; “Grande Sorella” nel 2006; “Terra Promessa” nel 2008. La collaborazione tra gestore aeroportuale, forze dell’ordine, attori istituzionali e organizzazioni del terzo settore ha permesso la creazione di una filiera capace di gestire in modo rapido ed efficace sia le richieste di asilo, che i diversi casi di immigrazione irregolare. (agenzia stampa) 6/7/2010

 

2010-07-05 studio sea immigrazione_MXP.pdf