STORIA DI UNA MORTE ANNUNCIATA

Dopo solo qualche mese dalla nascita della Groundcare S.P.A sorgono sempre più pesanti interrogativi sulle modalità e finalità di questa operazione e sui reali interessi dei soggetti coinvolti.
Interrogativi divenuti ancora più preoccupanti, dopo la richiesta di apertura del concordato preventivo e le manifeste difficoltà economiche dell’azienda tali da mettere in discussione il puntuale pagamento di stipendio e quattordicesima.

• Questa è la logica conclusione di una gestione fallimentare da parte di un management aziendale che ha sperperato milioni di euro risparmiati grazie ai sacrifici dei lavoratori con Cassa Integrazione, perdita di salario, aumento vertiginoso di carichi e ritmi di lavoro, permanente condizioni di sottorganico.
Questo management non ha mai predisposto un Piano Industriale di rilancio dell’azienda, condannandola alla perdita continua di compagnie aeree da assistere e ad un futuro di smembramento o di vera e propria liquidazione.
Forse era proprio questo l’obiettivo dell’operazione Groundcare definita ormai da più parti un fallimento pilotato.

FALLIMENTO PILOTATO DA CHI E A FAVORE DI CHI?
Aeroporti di Roma ha operato negli anni la scelta di dismettere l’area dei servizi di handling e dei servizi in generale, per dedicarsi esclusivamente all’attività di gestione in regime di concessione in monopolio delle strutture e infrastrutture aeroportuali. Scelta operata senza nessuna imposizione prevista dalla legge o dalle normative europee, sussistendo solamente l’obbligo di separazione contabile tra l’area holding e l’area handling.
La terziarizzazione dei settori, la proliferazione delle società di handling da un parte hanno concorso a determinare la frammentazione societaria e contrattuale della categoria (gran parte dei lavoratori Groundcare hanno già subito la cessione ad ADR HANDLING e la successiva vendita alla Flight Care Italia) e dall’altra garanzia di profitti per gli azionisti ADR.
Simili effetti ha comportato l’interminabile vertenza Alitalia con l’espulsione di migliaia di lavoratori (10mila AZ e 20mila indotto nel 2008), l’uscita dal CCNL, con abbattimento di salari e diritti, e l’entrata dell’AZ/CAI nel mercato dell’handling con condizioni discutibili e di favore nei confronti dei concorrenti.
• ADR E AZ/CAI SONO QUINDI TRA I PRINCIPALI RESPONSABILI DELL’ATTUALE SITUAZIONE DELL’HANDLING NELL’AEROPORTO DI FIUMICINO, UNICO AEROPORTO IN EUROPA CON 6 HANDLERS E NUMEROSI ALTRI OPERATORI DISLOCATI NEI VARI SEGMENTI DI ATTIVITÀ.
L’AEROPORTO bene comune o terra di conquista?

Il bilancio ADR al 31.12.12 registra milioni di utili e sono previsti 13 miliardi di investimenti da qui al 2044 per raddoppiare il sedime aeroportuale e per passare da 37 milioni a 100 milioni di passeggeri annui.
Il calo di passeggeri registrato a Fiumicino nell’ultimo anno è dell’ordine di pochi punti percentuali e le previsioni per il 2014 indicano tutte un aumento del traffico aereo mondiale.

La torta da spartire fa gola a molti, mentre per le lavoratrici e i lavoratori che attraverso il loro lavoro rendono questa ricchezza possibile solo lacrime e sangue.

ALITALIA, WINDJET, MERIDIANA, BLUE PANORAMA, PERSONALE ITALIANO COMPAGNIE STRANIERE, AEROPORTI DI ROMA, SEA, GLOBEGROUND, GROUNDCARE, ARGOL, GIACCHIERI, DUTY FREE, SODEXO, NAS, PULIZIE, ESERCIZI COMMERCIALI, ECC. ECC.…TUTTE SOCIETÀ DOVE LE VERTENZE IN ATTO HANNO COMPORTATO PRIVATIZZAZIONI, TERZIARIZZAZIONI, PRECARIETÀ, FLESSIBILITÀ, ESPROPRIO DI DIRITTI, ATTACCO AI SALARI, CASSA INTEGRAZIONE, MOBILITÀ, LICENZIAMENTI.

Tutto ciò in un settore definito da tutti SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE!!!

• E’ arrivato il tempo che le istituzioni pubbliche responsabili dell’Attività Aeroportuale e di Trasporto Aereo – Governo, Ministero dei Trasporti, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero del Lavoro, Enac - assumano il compito di riordinare il sistema e le sue regole, con l’obiettivo prioritario di garantire sviluppo economico in termini di mantenimento e crescita dell’occupazione, dei salari e dei diritti dei lavoratori del settore.

• le OO.SS. sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl, rinchiuse nei confini delle singole aziende, hanno subito ,vertenza-dopo-vertenza, il ricatto dei padroni che facendosi scudo della pressione di una concorrenza incontrollata, hanno ottenuto con accordi sindacali a perdere continue opportunità di aumentare la precarietà e la flessibilità, peggiorando salari e normative.

È ORA DI CAMBIARE COMPLETAMENTE ROTTA!!!
• TUTTI I 1000 POSTI DI LAVORO GROUNDCARE vanno garantiti, cassaintegrati e precari compresi.
• TUTTO IL SALARIO E TUTTI I DIRITTI dei lavoratori Groundcare vanno mantenuti.
• APPLICAZIONE INCONDIZIONATA E PIENA DELLA CLAUSOLA SOCIALE.
• RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEI LAVORATORI – CCNL, scaduto il 31.12.2011 – che diventi reale strumento di tutela e di unità di tutti i lavoratori aeroportuali e non un’opportunità per le aziende per diversificare e livellare verso il basso salari e diritti.
• PARTECIPAZIONE DIRETTA DEI LAVORATORI ALLE TRATTATIVE. Dopo le giornate delle assemblee, in Groundcare è calato di nuovo il silenzio sugli sviluppi della vertenza; allo stesso modo Cgil-Cisl-Uil e Ugl discutono da mesi con le Aziende in merito al rinnovo del CCNL senza alcun coinvolgimento e senza alcun mandato dei lavoratori.

Roma 10.7.2013