GLI ORARI

ORARI LAVORO IN AVIAPARTNER:

IMPORTANTE SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI MILANO!

Lo scorso dicembre, la Corte di Appello di Milano, con una sentenza su causa promossa dalla Filt-Cgil, ha dichiarato antisindacale il comportamento di Aviapartner, nell’aver imposto ai propri dipendenti, in occasione del passaggio da part-time a full-time, orari anomali e non concordati con il sindacato.

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MALPENSA:

NON RIESCONO AD INTRODURRE LE COOPERATIVE,

MA POI USANO GLI STESSI SISTEMI!

A fine novembre 2015, con la mobilitazione di tutte le ooss, e con il pronunciamento del Giudice di Busto A., il tentativo di Ryanair/Sea di introdurre la coop Alpina, tra i lavoratori del trasporto passeggeri di Malpensa, è stato sventato.

Malpensa resta l’unico aeroporto dove nel trasporto passeggeri, non operano le coop.

Ciò non significa che le varie società, con l’obbiettivo di ridurre salari e diritti, abbiano deciso di rinunciare in questa loro strategia. Anzi da mesi assistiamo allo stillicidio di azioni contro i lavoratori, che appaiono dalle iniziative aziendali, come soggetti senza diritti, o quando ne hanno, questi o sono negati o sono barattati in cambio di “piaceri” che il padrone concede.

Spesso i lavoratori, ignari dei loro diritti e per paura accettano questi soprusi.

Per questo motivo, come sindacato abbiamo deciso di predisporre oltre che materiale che spiega come comportarsi, anche una struttura in difesa dei lavoratori.

ORARIO DI LAVORO. Il rapporto di lavoro, prevede:

  • Obbligo del lavoratore di fornire la prestazione lavorativa per le ore previste dalla lettera di assunzione, con le modalità regolate dal contratto nazionale.
  • Obbligo del padrone di comandare in servizio il lavoratore per le ore settimanali previste dalla lettera di assunzione.

Di conseguenza, il lavoratore ha il diritto di lavorare le ore settimanali previste dal suo contratto. In mancanza di ciò, può richiedere al padrone il pagamento di tutte le ore non lavorate.

In alcune società, verso la fine turno, a fronte di mancanza di lavoro, le aziende (vedi Aviapartner ed altre) chiamano i lavoratori  e senza consegnare nulla li invitano ad andare a casa. Con questo stratagemma, non solo risparmiano ore di stipendio, che qualche volta viene coperto con soldi del lavoratore usando ROL o Ferie, ma non si prendono neppure responsabilità.

In questi casi non si deve firmare nulla e richiedere una lettera dell’azienda che consente l’allontanamento dal posto di lavoro, altrimenti il lavoratore rischia oltre alla perdita di salario, anche la contestazione per abbandono del posto di lavoro.

Se questo non avviene avvisare subito in nostro delegato o chiamare la sede.

9/2/2017

Non farti fregare. Se non conosci i tuoi diritti informati.

Chiedi al Delegato o al sindacato.

E se non ti fidi o non ci sono

telefona al 347-7173746 (massima riservatezza)

 

Avis 150 in mobilità

La società di noleggio veicoli pronta a tagliare posti di lavoro negli aeroporti di tutt'Italia.

A Malpensa rischiano in diciotto

Un nuovo terremoto occupazionale si sta per abbattere sull’aeroporto di Malpensa.
L’Avis budget Italia Spa, più nota semplicemente come Avis, società che noleggia veicoli, ha comunicato l’intenzione di procedere a una riduzione collettiva di personale che toccherà 150 dipendenti (quasi un terzo del totale, pari a 474) sparsi nelle sedi di Bari, Catania, Firenze, Milano, Palermo, Pisa, Roma, Torino, Varese e Genova.
In brughiera rischiano il licenziamento diciotto persone. Ma i lavoratori non ci stanno: "A Malpensa il lavoro non manca. Vogliono soltanto esternalizzare le attività ad una cooperativa".
 

SEA:

Presentata la causa di un lavoratore di Sea H. di Malpensa per la trasformazione del contratto da part-time a full-time.

 

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Per tutti i lavoratori, quando si parla di orari di lavoro, si sa quante ore si lavora al giorno ed alla settimana, si sa quando si inizia e quando si finisce il proprio turno. Tutti i lavoratori italiani, con un minimo di certezze, si possono organizzare la propria vita sapendo, sempre quando debbono lavorare.
A Malpensa è il contrario.
I lavoratori delle cooperative del cargo, dei parcheggi del catering o delle decine di coop che operano a Malpensa, non sanno quando iniziano il lavoro giorno dopo giorno, ed in quali giorni della settimana lavorano. Giornalmente vengono chiamati dal “caporale”, che un paio di ore prima con una telefona gli dice quando devono iniziare a lavorare. Una volta incominciato il lavoro, non sanno quando finiranno, se dopo 3-4-8 o 12 ore. Il giorno che non ricevono la telefonata, non lavorano. Così succede che se fanno i bravi, lavorano sempre, anche 230 ore al mese, altrimenti, se qualche volta chiedono un permesso o delle ferie per problemi familiari, per un po’ non vengono chiamati al lavoro e stanno a casa senza stipendio. Questi lavoratori nella quasi totalità Senegalesi, Marocchini, Pakistani o Sudamericani, sono completamente in balia dei “moderni caporali” con telefonino, che decidono quando e come lavorano e di conseguenza quanto guadagnano al mese. Se non fai il bravo e non dici sempre di si, stai a casa per settimane e non guadagni nulla.
Per i lavoratori delle società aeroportuali, la situazione è diversa. A secondo della società in cui operano, questi lavoratori sanno, più o meno anticipatamente i loro turni ed orari. Ma per questi i problemi sono altri. Con il nuovo contratto nazionale, firmato nel gennaio scorso, i sindacati confederali hanno accolte le richieste delle controparti, che Sea aveva già introdotte anticipatamente con un accordo aziendale, per alzare la percentuale dei part-time rispetto ai full-time da 35% al 45%.

A Malpensa, nelle società di Handling o di Catering, la metà dei lavoratori è assunta a 20 o 30 ore settimanale, e quindi con uno stipendio mensile che varia dalle 600 alle 900 euro. Con uno stipendio che non consente di vivere, questi lavoratori sono quindi alla continua ricerca di fare più ore, e di conseguenza sono in balia di capi e capetti vari, che spesso sono anche attivisti sindacali, che per fare ore suppletive, straordinarie o giornate di lavoro in giorni di riposo settimanale, in cambio chiedono l’iscrizione al loro sindacato. A questa situazione, per Sea, si è poi aggiunta la cassa integrazione. La cassa volontaria, viene gestita in modo clientelare favorendo amici e sindacalisti vari, la cassa settimanale invece spesso e gestita in modo repressivo colpendo quelli che danno fastidio. 
Con la firma dell’ultimo accordo sulla mensa Sea, i ricatti vengono ulteriormente aumentati. Infatti per i lavoratori che fanno l’orario continuato, non andando a mangiare hanno la possibilità di andare a casa prima. Ma questa possibilità non viene regolarizzata con delle precise norme esigibili per tutti, lo potrà fare solo chi sarà autorizzato dal suo superiore.
In Sea a fronte della concessione della cassa integrazione, abbiamo centinaia di lavoratori che fanno ore suppletive o straordinarie e mancati riposi, per poter “arrotondare” il misero stipendio. Abbiamo la direzione che in modo arbitrario e senza nessuna comunicazione ha trasformato d’ufficio le giornate di ferie in giorni di cassa.

I ricatti a questi lavoratori sono quindi più sottili ed affinati, rispetto alla situazione delle cooperative, con tutte le altre organizzazioni sindacali che anziché affrontare questo problema, hanno accettato le richieste delle controparti, per poi far finta di raccogliere firme per una vertenza per la trasformazione dell’orario da part-time a full-time.
Su questo terreno, appare fondamentale per una organizzazione sindacale come la nostra, affrontare questo problema, e far diventare l’orario di lavoro esigibile per ogni lavoratore e che consenta un salario dignitoso per poter vivere.