Quanto successo ieri sera è, però, l’epilogo di una allarmante scia di guasti e problemi tecnici occorsi ai velivoli della Carpatir operante sui voli nazionali in nome e per conto di Alitalia-Cai, dopo che la cordata dei “coraggiosi patrioti italiani” ha appaltato, da febbraio 2012, alcune tratte domestiche alla compagnia romena.

Le cause dell’incidente sono ancora al vaglio degli inquirenti ma sono fortissime le perplessità e le polemiche sull’affidabilità della Carpatair, tant’è che la dirigenza di Alitalia-Cai sembra essere stata costretta a sospendere l’accordo con la compagnia romena e a ripristinare il servizio con aerei ed equipaggi AZ sulle tratte subappaltate.

Il subappalto delle rotte: una scelta inaccettabile e miope

Oggi più che mai è evidente la gravità e la miopia della scelta dei “patrioti italiani” che hanno, di fatto, ceduto a terzi la gestione di alcuni voli domestici: un’altra decisione assunta in nome del ridimensionamento di quanto era rimasto dell’Alitalia, all’indomani della privatizzazione della ex-Compagnia di Bandiera italiana.

Altro che rilancio e salvataggio dell’Alitalia!

Gli effetti della privatizzazione

Nella privatizzazione, sono stati inceneriti, sull’altare dei sacrifici e del ridimensinamento, migliaia di posti di lavoro, peggiorate le condizioni normative, tagliati i salari, aumentata la precarietà del lavoro e abbattuti gli standard di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori: un armamentario di soluzioni che, come la Cub Trasporti ha denunciato nel 2008 e come ribadisce da anni, non hanno affatto tutelato gli interessi del Paese, dei cittadini italiani e dei lavoratori del settore.

La Cub Trasporti è stata l’unica organizzazione sindacale che non sottoscrisse l’Accordo di privatizzazione e non avallò l’avventuroso Piano Fenice, comprendendo fin dall’inizio l’immane disastro che incombeva sul futuro dell’Alitalia, del Trasporto Aereo italiano, nonchè sugli interessi della collettività.

Inaccettabili le lacrime che fingono di versare le 9 sigle (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl-Usb e Ass. di piloti e aa/v) che sottoscrissero la privatizzazione e 10.000 licenziamenti, spalancando le porte sia alla definitiva liquidazione della ex-Compagnia di Bandiera italiana sia alla cessione a terzi del controllo del Trasporto Aereo italiano.

E’ ora che si inverta la rotta!

E’ il momento che si intervenga per tutelare gli interessi collettivi e che la politica, rinunciando al progetto bipartisan di cessione a terzi dell’Alitalia e del controllo del ricco mercato italiano del Trasporto Aereo, predisponga un piano in grado di rilanciare il comparto, a tutela degli interessi collettivi e dei lavoratori, evitando così anche di sperperare il patrimonio di conoscenza e professionalità esistenti.