ALITALIA-CAI DICHIARA ALTRI 700 ESUBERI

 

Siamo al solito paradosso che assilla e assedia i lavoratori di Alitalia e dell’intero comparto del trasporto aereo italiano ormai da anni: mentre si annuncia il rilancio del settore, si preparano i licenziamenti, si precarizza il lavoro, si taglia il salario dei dipendenti e si peggiora la normativa.

Oggi gli “italici investitori”, dopo aver lasciato a terra nel 2008 oltre 10.000 lavoratori della ex-Compagnia di Bandiera, si apprestano a licenziarne altri 700, in nome di un risanamento che non è mai arrivato: un taglio degli organici inaccettabile e che il management Az pretende di infliggere ai lavoratori, mentre giorno-dopo-giorno Alitalia-Cai continua ad utilizzare centinaia di lavoratori precari in moltissime attività di terra e di volo.

 

La realtà è che si continua ad alleggerire la ex-Compagnia di Bandiera per favorirne l’imminente e definitivo passaggio nelle mani di Air France, attuale azionista di riferimento del vettore italiano, prossimo acquirente delle quote che saranno “liberate” dai capitani coraggiosi, ormai in fuga dal settore.

E’ il naturale epilogo di una operazione di smantellamento della ex-Compagnia di Bandiera iniziata da oltre 15 anni e che la privatizzazione del 2008 ha accelerato a danno dell’intero paese e del futuro di migliaia di lavoratori.

Incomprensibile il silenzio-assenso della politica e dei Governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Il trasporto aereo italiano è un settore strategico, il cui controllo non può essere ceduto, senza gravissime ripercussioni per l’intera economia del Paese.

Inaccettabile che a pagare il prezzo dello smantellamento del comparto siano i lavoratori del settore, da anni spremuti ed esposti a continue ristrutturazioni, finalizzate all’impoverimento dei dipendenti e alla precarizzazione del lavoro.

Pesantissimo il silenzio calato sull’intera vicenda, peraltro all’indomani del licenziamento e dall’entrata in mobilità di oltre 4000 lavoratori della “vecchia” Alitalia: costo di una ristrutturazione prevista dal Piano Fenice e presentata all’opinione pubblica come l’inevitabile sacrificio per consentire che la “nuova” Alitalia-Cai risorgesse dalle ceneri della vecchia Compagnia di Bandiera.

La Cub Trasporti contro tale ennesima sciagura e contro i licenziamenti ha indetto per il 26.10.2012 uno Sciopero di tutto il personale di Alitalia-Cai: piloti, assistenti di volo e personale di terra.

Lo Sciopero è proclamato anche per tutti i lavoratori degli aeroporti italiani: personale aeroportuale e dell’indotto nonché di tutte le compagnie italiane.

Contro i licenziamenti, la precarizzazione, i tagli salariali, il peggioramento normativo, per la difesa della “clausola di salvaguardia sociale” e delle condizioni di lavoro del comparto.

La Cub Trasporti comunicherà le eventuali iniziative che si terranno a Fiumicino e negli altri aeroporti italiani  il giorno 26.10.2012