ALITALIA-CAI:

PASSATI APPENA 3 ANNI
DOPO IL MASSACRO SOCIALE DEL 2008/2009
(10.000 LICENZIATI IN AZ E OLTRE IL DOPPIO NELL’INDOTTO)
LA CORDATA DI ITALICI INVESTITORI SI PREPARA A LICENZIARE IN CAI ALTRI 1000 LAVORATORI
Altro che progetto di rilancio! Oggi è più chiaro di sempre:
IL PIANO FENICE PUNTA AD INCENERIRE IL FUTURO
DEL TRASPORTO AEREO ITALIANO
E’ ORA DI FERMARE LO STILLICIDIO DI LICENZIAMENTI ED
IL SACCHEGGIO DEI DIRITTI CHE PROSEGUE INDISTURBATO
IN ALITALIA ED IN TUTTO IL COMPARTO DEL T.A.

Continua senza sosta lo smantellamento della ex-Compagnia di Bandiera, proseguono i licenziamenti, aumenta la precarietà, non si fermano i tagli salariali e peggiora la normativa: per i lavoratori un calvario che non conosce soste ormai da numerosi anni.
Prima con la “frantumazione” dell’azienda e poi con la privatizzazione (…conclusasi con il pacco-contropacco di Cai!), si è consumato un inesorabile ridimensionamento del nostro vettore e del suo ruolo sia in Italia, sia in Europa, sia nel mondo intero.
Da compagnia con aspirazioni “globali”, l’Alitalia, complice anche il passaggio da “vecchia a “nuova”, si è ridotta a piccola ancella dei cieli d’Europa: sempre più esposta alle turbolenze del mercato e alla rapacità di chi da tempo pretende di mettere le mani sul ricco mercato del Trasporto Aereo italiano.
Il salvataggio della Compagnia di Bandiera ed il Piano Fenice si sono dimostrati un armamentario per la propaganda che ha nascosto ben più crude realtà: nulla è risorto dalle ceneri di quanto esisteva, né sembrano migliorare le previsioni per il futuro di Cai che continua a spostare la data del pareggio di bilancio e prepara altri licenziamenti. Eppure i tagli sono stati enormi e non si sono mai arrestati.
Dopo i licenziamenti, i tagli salariali, il peggioramento normativo e la precarietà, la cordata italiana si è accanita sulle attività in appalto: pur di far cassa hanno licenziato gli operai dell’Argol, hanno rivisto al ribasso i contratti delle pulizie e quello delle mense, nonché una serie di altri provvedimenti dal costo sociale tutt’altro che indifferente.
Ma a Colaninno e agli altri non basta: con il CCNL scaduto da 7 mesi ed i salari erosi da un aumento del costo della vita senza precedenti negli ultimi 50 anni, preparano un altro assalto alla categoria! Ancora licenziamenti. Ancora tagli e sacrifici.
Peraltro, il tutto mentre la cassintegrazione e la mobilità si preparano ad andare in soffitta, per far posto ad ammortizzatori sociali, tutt’altro che universali ed assolutamente inconsistenti (…anche il futuro del Fondo di integrazione è segnato!) per durata e copertura economica.
E’ ORA DI DIRE BASTA E CHE LA CATEGORIA SI SVEGLI DAL LETARGO IN CUI È PRECIPITATA!
Preoccupanti i segnali di una accelerazione dello smantellamento della compagnia.
MANUTENZIONI
 crescono le delocalizzazioni delle attività manutentive: manutenzione ordinaria e di linea migrano verso MI e VE vedendo il nuovo Embrear lontano dalla base manutentiva di Fco, mentre per le manutenzioni pesanti il lungo-raggio va verso la Bedek in Israele e il corto-medio raggio verso l’Atitech di Napoli;
CUB TRASPORTI
 aumentano le cessioni a terzi delle attività strategiche del settore: quella della revisione delle ruote degli aeromobili, continua ad essere dirottata alla Mach;
 non si arresta la vendita del patrimonio aziendale (vedi lo stock dei componenti aeronautici ceduti ad Air-France): sono notevoli le conseguenze determinatesi per le officine componenti e la gestione della “nuova” logistica.
SCALO, RAMPA E CARICO/SCARICO
continua a dilagare la precarietà in ogni settore dell’aeroporto mentre l’annuncio della mancata riconferma dei contratti in scadenza allunga un’ombra sinistra sul futuro di centinaia di lavoratori da anni sfruttati e senza diritti.
AA/VV e Piloti
i licenziamenti del personale di volo sembrano essere l’essenza della decisione che il management di Cai sembrerebbe voler brandire (…un ricatto?) nei confronti dell’antitrust che è intervenuta contro Alitalia per sollecitare la “restituzione” di slots sulla rotta Milano-Roma, considerata in regime di monopolio.
CED e Call Center
notevoli le ombre che si allungano sul futuro dei dipendenti del settore informatico e del call center, i quali, secondo indiscrezioni, verranno colpiti in modo notevole dal taglio dei posti di lavoro che sta predisponendo la dirigenza.
IN QUESTO MODO NON C’È FUTURO PER L’INTERO COMPARTO
Servono investimenti in ogni ambito aziendale. E’ urgente una politica di re-industrializzazione del comparto del trasporto aereo. E’ impellente che Alitalia ri-diventi il volano per il rilancio dell’intero comparto, puntando ad esercitare un ruolo da comprimaria nel panorama internazionale.
E’ inaccettabile che mentre il traffico passeggeri e merci continua ad aumentare nel nostro Paese, lo Stato abbia deciso di rinunciare ad esercitare il proprio ruolo, anche di investitore, consentendo peraltro che sui lavoratori si abbatta la scure dei licenziamenti, dell’impoverimento e del peggioramento delle condizioni.
FERMIAMOLI!
LA CUB TRASPORTI HA AVVIATO LE PROCEDURE DI RAFFREDDAMENTO AFFINCHÈ I LAVORATORI POSSANO AL PIÙ PRESTO FAR SENTIRE LA LORO VOCE:
 BASTA ESUBERI / BASTA LICENZIAMENTI;
 BASTA CON LE PRIVATIZZAZIONI E LO SCEMPIO DEL T.A. ITALIANO;
 SI AGLI INVESTIMENTI PER IL RILANCIO DELLA COMPAGNIA;
 SI ALLE ASSUNZIONI DI PRECARI E CASSINTEGRATI;
 RINNOVO CONTRATTUALE PER LA RICONQUISTA DEI DIRITTI SCIPPATI
E’ ORA CHE I LAVORATORI SI RIAPPROPRINO DEL DIRITTO
DI “PENSARE”, DI “PROPORRE” DI “RIVENDICARE”.
Tutti coloro che ci hanno prefigurato un roseo avvenire con le privatizzazioni, hanno mentito ed il disastro è evidente: MANDIAMOLI A CASA. RIAPPROPRIAMOCI DEL NOSTRO FUTURO!

01.08.12                                                                C.U.B. TRASPORTI