E' la punta dell'iceberg di una situazione più allarmante, che vede al momento elusi gli accordi sindacali legati alla clausola sociale. Il mancato rispetto dei patti mette in pericolo anche i 4500 dipendenti Alitalia attualmente in cassa integrazione
Senza lavoro tra circa due settimane. Lo spettro disoccupazione incombe sui 76 lavori Argol, la società che per conto di Alitalia si occupa della movimentazione dei componenti aeronautici e della logistica.
A Fiumicino torna dunque il caos.
I dipendenti, insieme ad alcuni addetti alla manutenzione Alitalia, occupano il Terminal 1, improvvisano un'assemblea-dibattito e si incatenano come gesto di protesta. Il sostegno arriva anche dalla politica, Rifondazione comunista, Idv, Federazione della sinistra e Sel. “I lavoratori Argol lottano contro i licenziamenti”, “Altri 76 licenziati! E' questo lo sviluppo dell'aeroporto di Fiumicino?”, “Licenziato dal 1 febbraio 2012: anche io vittima della macelleria Cai”, recitano i cartelli che campeggiano all'ingresso del Terminal. Il nodo è legato alla decisione di Alitalia di non affidare più il servizio dell'handling specialistico a una società esterna. Internalizzando la movimentazione a terra, si apre la strada ai licenziamenti in blocco dei dipendenti delle società esterne, come la Argol, o nella migliore delle ipotesi alla generale precarizzazione dei lavoro.
Un cordone di forze dell'ordine controlla a vista anche i lavoratori dei settori mense, pulizie e catering, che aderiscono allo sciopero di 4 ore indetto dalla Cub trasporti, scattato peraltro in concomitanza con la scadenza lanciata dall'Enac alle compagnie aeree che si sono rifiutate di pagare quanto dovuto per l'utilizzo di Net 6000, l'ultramoderno sistema di smistamento bagagli inaugurato lo scorso anno.
Sul tavolo dei sindacati c'è appunto la richiesta di rispettare la clausola sociale prevista, nero su bianco, nell'accordo firmato da Assaeroporti e sindacati, che garantirebbe ai lavoratori di essere riassorbiti nel passaggio di società.
L'allarme più generale per la situazione Alitalia viene rilanciato dal vicepresidente del consiglio regionale Bruno Astorre e dal capogruppo del Pd in Regione Esterino Montino, che lancia un appello direttamente al premier Monti e punta il dito contro il silenzio del governo del Lazio. Alla preoccupazione per l'imminente rischio vissuto dai 76 dipendenti della società Argol, si aggiunge il caso dei 4500 dipendenti in cassa integrazione ai quali potrebbe non essere garantita la ricollocazione.
Sulla questione bagagli e la vicenda legata al sistema Net 6000, Aeroporti di Roma avverte invece che ogni rischio è al momento scongiurato e il servizio sarà garantito almeno fino al parere dell'avvocatura richiesto dall'Enac