Furono in tanti che dopo il decollo della “nuova” Alitalia si chiesero quale fossero i compiti che gli “italici investitori” volessero assegnare alla task force che costituirono fin dal 2008, arruolando i colleghi che si offrivano volontari a svolgere presso l'aeroporto di Fiumicino, spesso a titolo gratuito e solitamente fuori dall'orario di lavoro, mansioni di “supporto al passeggero”.
In realtà la Cub Trasporti fin da subito denunciò tale progetto, invitando i lavoratori a diffidare di iniziative che miravano solo a diminuire l'impatto determinato dal sottorganico prodottosi dopo i licenziamenti di migliaia di lavoratori nel passaggio dalla “vecchia” alla “nuova” Alitalia.
Quanto è accaduto nello sciopero del 6.9.2011 sembra confermare ancora una volta le nostre peggiori previsioni: la task force è stata utilizzata per diminuire l'impatto dello sciopero effettuato dai lavoratori dello scalo.
L'ambiguità dunque è fugata! La Task Force è stata utilizzata come “truppa antisciopero”.
Ormai è inutile qualsiasi tentativo di coprire la verità che è divenuta lampante ed inaccettabile. Come inutili ed irritanti sono le scuse di chi crede, esercitando il proprio diritto a non aderire ad uno sciopero, di poter nascondere il proprio operato raccontando di non aver effettuato sostituito i propri colleghii ma di aver “…solo supportato il passeggero”.
Il confine è sottile ma netto: lo sciopero è un diritto inviolabile ed è una forma di lotta che i lavoratori pagano di tasca propria. Chiunque decide di non scioperare è doveroso che si attenga alle proprie funzioni senza rendersi disponibile a svolgere mansioni ed interventi che esulano dalle proprie strette funzioni.
Qualunque iniziativa di sabotaggio messo in atto o dall’azienda o dai colleghi è e resta un attacco inaccettabile alle libertà individuali dei lavoratori.
Roma, 12 settembre 2011    

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