A stilarla è stato il portale Misstravel.com, un sito web che mette in comunicazione i single in giro per il mondo, consentendo loro di organizzare non dei semplici appuntamenti, ma dei viaggi in compagnia.

 

 

Se state già storcendo il naso pensando che questa fonte sia poco attendibile, sappiate che questo sito, nato da poco più di un anno, ha circa 300mila utenti nel globo e, sebbene ancora poco noto qui da noi, oltreoceano è parecchio famoso, tanto che le osservazioni che arrivano da i suoi frequentatori sono state citate da testate come Huffington Post, Business Insider e Chicago Tribune, che lo considerano un punto di riferimento in tema di viaggi e vacanze. Ebbene, in base al sondaggio realizzato tra gli utenti di questo social network per globetrotter, il nostro Paese vince due medaglie al demerito. Lo fa con lo scalo milanese di Malpensa, che si piazza a metà classifica, giusto al quinto posto, e con quello di Fiumicino, che se la cava un po' meglio, conquistando una più dignitosa (si fa per dire) posizione numero otto. I criteri di giudizio: pulizia, selezione nell'offerta di posti per mangiare e negozi per fare acquisti, presenza di altri servizi d'intrattenimento. I due principali scali del nostro Paese appaiono quindi, agli occhi dei turisti, deludenti. L'ambiente generale è freddo, spoglio, le sale d'attesa sono poco accoglienti, i bagni non sufficientemente igienizzati. I particolari rivelano scarsa cura. E a quanto pare Malpensa e Leonardo Da Vinci sono percepiti anche come luoghi (o non-luoghi, come li definirebbe l'antropologo Marc Augé) noiosi: forse la mancanza di boutique con i grandi nomi della moda italiana contribuisce a indisporre il viaggiatore che supera le Alpi con il preciso obiettivo di fare shopping. Né l'offerta di prelibatezze culinarie tipiche - scarsissima, in effetti, a Malpensa, e poca cosa a Fiumicino - contribuisce a metterlo buon umore. Insomma, con buona pace della sempre invocata valorizzazione del made in Italy, chi fa tappa in questi due scali si sente poco coccolato. Certo, a consolarci c'è il fatto che siamo in buona compagnia. E il podio in negativo, per una volta, ci sfugge. La medaglia d'oro del peggiore hub la conquista infatti il londinese Stansted, seguito dal russo Domodedovo e dal parigino Charles de Gaulles. Che si trova al terzo posto a pari merito con un altro inglese, Exeter. La top ten, insomma, deprimerà noi ma farà infuriare inglese e francesi, forse meno avvezzi ai primati negativi e sicuramente dotati di maggior amor proprio nazionalista. E se non siamo gli unici a fare una doppietta - la Russia è presente anche con l'altro scalo internazionale di Sheremetyevo - il Regno Unito compare addirittura tre volte: oltre al primo e terzo posto è anche in quarta posizione con l'altro scalo londinese di Luton. A sorpresa in sesta posizione troviamo l'aeroporto danese di Copenaghen, mentre in coda alla classifica ci sono due scali in altrettante isole, quello di Heraklion a Creta, e quello spagnolo di Gran Canaria.
da ilgiornale