DA ALTRI SCALI

Sigonella:

R I C A T T I, “F A V O R I”, C O M P R O M E S S I   E  S I L E N Z I
N O   A L L A  C A N C E L L A Z I O N E   D E I   D I R I T T I
E   D E L L A  D I G N I T A’ !

Soffia forte il vento del cambiamento sindacale nelle gestioni aeroportuali di Sigonella: con la recente adesione di numerosi lavoratori (operai ed impiegati) si è ulteriormente rafforzata e costituita, sul piano organizzativo interno, la Confederazione Unitaria di Base (C.U.B.) Trasporti-Settore Aereo. Decisamente  e qualitativamente al di là della crisi epocale che imperversa, ma solo per i meno abbienti, della protesta, giusta e “naturale”, che nasce dal mancato rispetto da parte aziendale del C.C.N.L. (erogazione degli arretrati inclusa), delle ansie “da necessità e responsabilità” che anticipano la scadenza dell’appalto, l’iscrizione al Sindacato di Base rappresenta il raggiungimento di una coscienza nuova, che rifiuta “in primis” le reiterate menzogne di un sistema di relazioni iniquo, venefica fonte di vergognosi compromessi e fautore di pesanti umiliazioni, e si pone con coraggio e determinazione l’obiettivo del conseguimento di tutti i diritti negati ed il ripristino di corrette relazioni industriali; nel cammino verso la “normalità” la C.U.B. ha intrapreso un percorso chiaro e rigoroso tanto nel merito quanto nel metodo: a partire dalla legittima necessità di comprendere tipologia, procedure, termini e contenuti del contratto “quinquennale” col Committente, alle dinamiche che hanno “regolato”, e regolano ancora, “stati di crisi”, riduzioni del personale, assunzioni, mancate assunzioni, promozioni, sanzioni, avanzamenti, bocciature, trasferimenti e quant’altro… Del resto, i procedimenti legali fin qui promossi dai coordinatori provinciali della C.U.B. catanese e quelli ad oggi in itinere hanno caratterizzato un confronto che alle costanti richieste, da parte sindacale, di legittimi adempimenti, ha visto opporsi, nel migliore dei casi, un sordo rifiuto… Ampia e variopinta l’arena delle asprezze Algese/Alisud, di cui la C.U.B., purtroppo “in esclusiva assoluta”, ha chiesto, chiede e chiederà conto e ragione… All’Assemblea generale degli iscritti, che avrà luogo a giorni, seguirà la domanda ufficiale di innegabili spazi di democrazia e rappresentanza, a partire dalla Bacheca delle informazioni alla convocazione della R.S.A… Questa è NORMALE attività sindacale, quella attività sindacale che molti hanno ormai da anni sacrificato sull’altare del profitto, aziendale, personale e di “casta”… Salutiamo infine con simpatia e con affetto tutti quei lavoratori che sceglieranno… la normalità,                         
                                                  
F I N A L M E N T E  !!!

Catania, 1 Settembre 2012                          Coordinamento Provinciale. C.U.B Trasporti -  Coordinamento Regionale C.U.B.    

 

ALITALIA-CAI:

PASSATI APPENA 3 ANNI
DOPO IL MASSACRO SOCIALE DEL 2008/2009
(10.000 LICENZIATI IN AZ E OLTRE IL DOPPIO NELL’INDOTTO)
LA CORDATA DI ITALICI INVESTITORI SI PREPARA A LICENZIARE IN CAI ALTRI 1000 LAVORATORI
Altro che progetto di rilancio! Oggi è più chiaro di sempre:
IL PIANO FENICE PUNTA AD INCENERIRE IL FUTURO
DEL TRASPORTO AEREO ITALIANO
E’ ORA DI FERMARE LO STILLICIDIO DI LICENZIAMENTI ED
IL SACCHEGGIO DEI DIRITTI CHE PROSEGUE INDISTURBATO
IN ALITALIA ED IN TUTTO IL COMPARTO DEL T.A.

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Ciampino come Malpensa, i comitati:

“Troppi aerei, danni alla salute e moria di alberi”

Gli abitanti della zona denunciano l'eccessivo traffico di aeromobili: "Conseguenze negative sulla flora dei parchi vicini, intervenga il ministero". Già accertato l'aumento di malattie cardiovascolari per l'inquinamento
Ciampino come Malpensa. Quello milanese non è l’unico scalo il cui traffico aereo produce un inquinamento di vaste proporzioni. Da oltre dieci anni, da quando cioè è stato riaperto ai voli di linea – nel ’61 tutto il traffico commerciale venne trasferito sul nuovo scalo di Fiumicino, lasciando a Ciampino soltanto voli di Stato e charter – il secondo aeroporto romano è letteralmente preso d’assalto dalle compagnie low-cost. Un traffico che causa danni alla salute della popolazione locale, come già accertato dalla regione Lazio. E conseguenze negative sull’ambiente, almeno secondo le denunce di ambientalisti e comitati che reputano a rischio i due parchi confinanti.

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Fiumicino, sciopero di Cub trasporti. Rischio licenziamento per i dipendenti Argol

I 76 dipendenti della società esterna che gestisce la movimentazione e la logistica per Alitalia rischiano di ritrovarsi senza lavoro dal 1 febbraio.

 

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Argol Fiumicino:

E’ INIZIATO IL PRESIDIO PERMANENTE
DEI LAVORATORI AEROPORTUALI DELL’ARGOL
CONTRO I LICENZIAMENTI

IL PRESIDIO PERMANENTE DAVANTI ALLA MENSA CENTRALE
PUÒ E DEVE DIVENTARE  UN PUNTO DI RIFERIMENTO DI TUTTI
I LAVORATORI DELL’AEROPORTO DI FIUMICINO PER LA DIFESA DEL FUTURO DELLA CATEGORIA

IL 20 Dicembre è iniziato il presidio permanente dei dipendenti dell’Argol, addetti a Fiumicino alla logistica/movimentazione del materiale aeronautico negli hangar/officine/linea tecnica dell’Alitalia-Cai presso la Divisione Manutenzioni.

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ALITALIA-CAI/DIVISIONE MANUTENZIONE

SCIOPERO DELLE MANUTENZIONI
7 NOVEMBRE 2011 dalle ore 13,00 alle ore 17,00

CONTRO:
 LA PIAGA DEL SOTT’ORGANICO;
 LA MANCANZA DI INVESTIMENTI;
 LE TERZIARIZZAZIONI ED ESTERNALIZZAZIONI
 IL RIDIMENSIONAMENTO
 LA LIQUIDAZIONE  DI INTERI SETTORI
PER:
 IL RILANCIO DELLE MANUTENZIONI
 LA DIFESA DEL FUTURO DEI LAVORATORI
In occasione dello sciopero si terrà una:
ASSEMBLEA NEL PARCHEGGIO DEI PULLMAN

Pesanti le ombre sul futuro delle manutenzioni

E’ evidente a tutti la  crisi che sta vivendo l’intera Divisione Manutenzione di Alitalia.

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IL 6.9.2011 ALITALIA-CAI
SOSTITUISCE CON I “VOLONTARI”
IL PERSONALE DELLO SCALO IN SCIOPERO

L'ALTRO VOLTO DELLA TASK FORCE: SQUADRE DI CRUMIRI!
CUB TRASPORTI

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USB firma il contratto in CAI

Pur di avere permessi e agibilità sindacali USB/SdL ha sottoscritto il contratto CAI, scambiando i diritti e le tutele dei lavoratori con le agibilità sindacali previste dalla legge 300 e il tribunale di Civitavecchia ha accolto questa tesi.

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ARGOL DI FIUMICINO:

ERRORI SULLE BUSTE DA CORREGGERE,
PAUSA MENSA DA ALLUNGARE
 

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Via gli scali bonsai

Pochi passeggeri, molti debiti: da Bolzano a Lampedusa 24 a rischio chiusura. Spuntarono come funghi nell'era della deregulation selvaggia dei cieli, oggi sono piccole cattedrali nel deserto. Sul tavolo del governo un piano di tagli
di ETTORE LIVINI
Il mondo in overdose di aeroporti si prepara - causa austerity dei conti - a lanciare la crociata contro gli scali fantasma. Nel mirino, le decine di terminal formato bonsai spuntati come funghi nell'era della deregulation selvaggia dei cieli, ridotti oggi a piccole cattedrali nel deserto. Con pochi passeggeri, tanti debiti e conti puntellati ogni anno da generosi aiuti pubblici.
 
A guidare la guerra contro gli sprechi in pista sono stati finora Italia, Stati Uniti e Spagna. Con Washington - alle prese con un deficit pubblico da brividi - a fare da apripista a tutti.
Il Tesoro Usa già da qualche mese si è messo a spulciare i dati sulle uscite per vedere dove poteva risparmiare qualche dollaro. E alla voce airports, a fianco delle somme stanziate per strutture colossali come il Jfk a New York o l'Hartsfield Jackson di Atlanta (90 milioni di passeggeri nel 2009), ha trovato 1,2 miliardi l'anno spesi per tenere in vita 2.834 piste dove in 12 mesi non era atterrato nemmeno un volo di linea. Finanziamenti destinati ora ad andare incontro a una bella sforbiciata.

Spagna e Italia, dove i conti dello Stato non sono messi poi tanto meglio, si sono avviate sulla stessa strada. Il governo Zapatero sta valutando come riorganizzare i suoi scali dopo che i mille campanilismi iberici (tutto il Mediterraneo è paese) hanno generato - sotto la poderosa spinta del boom delle low-cost - una vera e propria ammucchiata aeronautica: cinquanta nuovi aeroporti nati nel giro di pochi anni, dissanguando in molti casi le casse degli enti locali. Moraleoggi molte di queste realtà sono coperte di debiti. Mentre altre dopo qualche mese di gloria sulle ali delle bizzarre rotte partorite dalla fantasia dei vettori a basso costo - Vueling è arrivata a collegare Lleida e Barcellona, città lontane appena 135 km.! - si ritrovano oggi con un pugno di mosche (e di passeggeri) in mano. Tradite dall'ex aerolinea di riferimento, fallita o emigrata altrove, e con due o tre miseri voli al giorno sul tabellone della partenze.

La guerra agli scali fantasma rischia però di fare il botto proprio nel Belpaese. Sul tavolo del governo c'è un documento che scotta: il piano per la riorganizzazione del sistema aereo nazionale messo a punta da Nomisma, One Works e Kpmg. Più di un centinaio di paginette di numeri tabelle, analisi e cifre che arrivano a una conclusione drastica: in Italia ci sono 24 aeroporti di troppo. Foggia, Parma, Rimini, Forlì, Brescia, Cuneo, Perugia, Bolzano e tanti altri. Strutture senza passeggeri - a Siena ne passano sì e no un migliaio l'anno - o con forti limiti di crescita strutturali come Ciampino cui lo Stato dovrebbe, suggerisce il piano, sospendere gli aiuti pubblici (2-3 milioni l'anno l'uno solo per il servizio assistenza volo e i pompieri) condannandoli con ogni probabilità a una lenta eutanasia.

Strutture come queste - dicono gli esperti - hanno bisogno di un traffico minimo di 500mila persone l'anno per sperare di arrivare all'equilibrio economico. E nel 2009 in Italia sopra questa soglia di sopravvivenza ce n'erano solo 25 su 100.

Chiudere i mini-aeroporti, nel paese dei localismi, non sarà naturalmente una passeggiata. A Roma, per dire, mentre con la mano destra si pensa a dove e come tagliare, con la sinistra si lavora per varare un nuovo scalo (su cui lo studio One Works è molto perplesso) a Viterbo. In Sicilia Stato e Regione litigano per chi dovrà aprire il portafoglio per Comiso, struttura che ha già divorato 53 milioni di euro di soldi pubblici, pronta da due anni ma ancora congelata. E destinata a questo punto a nascere già vecchia. In Toscana è derby fratricida - come tradizione regionale - tra Firenze (rimasta un po' al palo, 1,3 milioni di transiti da gennaio a fine settembre) e Pisa (già a 3,2 milioni grazie ai low-cost). Ma non contente di questo affollamento aeroportuale le autorità locali stanno cercando di far risorgere dal nulla pure Siena.

Sopra il Po, con un pizzico di dirigismo, si sta cercando di mettere un po' d'ordine sull'asse Torino-Venezia dove ogni 50 chilometri c'è una pista d'atterraggio. Troppe, come ovvio. E i risultati a volte sono scontati: a Brescia Montichiari, stretta tra la concorrenza di Bergamo a ovest e di Verona a est è decollato mestamente pochi giorni fa l'ultimo volo di linea in tabellone. Ieri il sito della società di gestione, alla voce arrivi e partenze, era mestamente vuoto e durante la settimana ospita ormai solo qualche volo charter. Tanto che la società di gestione ha deciso di tappare i buchi del traffico passeggeri puntando tutto sul servizio cargo.
La focalizzazione su business precisi, dicono gli esperti, è l'unica strada per evitare il crac. La Lombardia - con la Sea in cabina di regia - vuole fare di Bergamo la capitale dei low-cost, di Malpensa l'hub intercontinentale, di Linate il city airport per i voli a breve raggio e di Brescia, appunto, lo snodo per le merci. E se la crociata contro i mini-aeroporti chiuderà i rubinetti dei soldi pubblici, questi panda dei cieli - grazie alla specializzazione - avranno una chance in più per sfuggire all'estinzione.
8/11/2010

 

Sigonella:
gravissimo un operaio addetto al  carico/scarico delle merci che resta schiacciato sotto una piattaforma adibita al sollevamento dei colli
L’AUMENTO DEI CARICHI DI LAVORO, IL SOTT’ORGANICO, LA PRECARIETÀ, LE PRIVATIZZAZIONI E LA DIMINUZIONE DEI LIVELLI DI SICUREZZA SONO LE CAUSE DEI CRESCENTI INCIDENTI SUL LAVORO NEGLI AEROPORTI ITALIANI

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AVIAPARTNER: INPS, REVOCA CIGS IN DEROGA, ILLEGITTIMA!!!

 

Inps, a seguito di segnalazioni e consequenziali atti ispettivi delle Autorità competenti, da aprile ad agosto 2010 ha “sospeso” integralmente l’erogazione della CIGS in deroga, autoriz...zata dalla Regione Piemonte!!

L’avevamo già detto almeno un anno fa, subito appena dopo la firma dello scellerato accordo sulla mobilità! Adesso, dopo un pesante intervento censorio dell’Ispettorato del Lavoro, anche l’INPS, con lettera prot. N° 8180.16/08/2010,0004346 avente per oggetto: “Aviapartner SpA Autorizzazione CIG in deroga e suo utilizzo”, rileva che diversi lavoratori sono stati “impropriamente sospesi”.
Solo per onor di cronaca riportiamo l’esatta citazione: “nel corso della fruizione della CIG in deroga la Società ha sospeso lavoratori le cui attività sono state svolte da altro personale di una società terza, cui sono state appaltate. Pertanto, per le prestazioni di lavoro sostituite, che costituiscono parte di quelle complessivamente sospese, veniva meno la specifica causale di ammissione”Partendo da questo assunto appare quanto mai vergognoso il comportamento della Regione Piemonte che attraverso l’Assessore competente, in Consiglio Regionale si limita a trattare l’atto ufficiale ricevuto come una semplice partita di giro economico della quota fraudolentemente sborsata, assicurando all’intero Consiglio Regionale che una somma pari a €41.030,75 a titolo di CIG indebita, sarà regolarmente recuperata e versata nelle casse regionali.
Palesemente scabroso questo comportamento che difetta sia sul Piano Politico che su quello Amministrativo e vi diciamo perché:
Piano straordinario per la difesa del lavoro, Trasparenza e Legalità, Indirizzo Politico (deliberato dall’intera Assemblea elettiva), per l’immediata assunzione dei Cassintegrati Aviapartner a fronte dei finanziamenti pubblici per lo sviluppo dell’Aeroporto, risultano essere gli impegni assunti dall’attuale Presidenza e dalla sua Giunta. Ma l’Assessore competente se ne guarda bene di entrare nel merito del rispetto degli atti amministrativi, delle leggi, della legalità degli atti autorizzati dai propri uffici, e se ne guarda bene dal riconoscere che dietro la CIGs indebitamente autorizzata ci sono persone, famiglie, redditi, sopravvivenze, a cui è venuto meno non solo la difesa ma anche lo svuotamento della dignità persona .
L’Assessore Regionale al Lavoro, sul piano amministrativo omette anche di dare immediate disposizioni al proprio competente ufficio regionale affinché il tutto venga ricondotto sul piano della legalità degli atti e della legittimità del diritto di chi ha subito il torto. Riteniamo che anche in quest’ambito si sia giocata una palese omissione della funzione dell’Amministrazione pubblica. All’Assessore ed al proprio Ufficio Regionale del lavoro (ente che autorizza la cassa integrazione), da alcuni mesi è nota che una rilevante parte di CIG in deroga concessa ad Aviapartner è illegittima! Tale Autorità, senza curarsi del fatto che questa cassa è stata da lei concessa e che in quel momento sia stata messa in atto un’ipotesi di “distorsione di danaro pubblico”, se ne sta a guardare le stelle come nell’omonimo romanzo di Cronin (la citazione è dovuta perché racconta di un minatore e di suo figlio che studia per poter migliorare le condizioni dei lavoratori cioè della discriminazione dei lavoratori).
Noi che abbiamo avuto lo scippo, ancora una volta siamo costretti da POLITICA, BUROCRAZIA e SINDACATI a rimanere attaccati al filo della speranza; anche se tra poco più di un mese il tempo che scorre, grida inesorabilmente che sta per finire lo status di cassintegrati e presto saremo relegati nella definitiva condizione di DISOCCUPATI. Abbiamo cercato d’insegnare ai nostri figli che la Democrazia è la migliore delle condizioni dell’uomo, perché essa assicura la difesa dei deboli dalle prevaricazioni. Ma oggi non siamo più in grado di spiegare loro perché noi, in nome di questa democrazia, veniamo buttati fuori dal mondo del lavoro .
Quindi diremo loro che forse ci siamo sbagliati o che qualcuno ha stabilito che c’è una democrazia formale, quella delle leggi, del diritto scritto, a cui può non corrispondere quello esercitato.
Però di una cosa siamo certi: “ tra l’odio e la speranza chiederemo loro di aiutarci a gridare verso questi tecnocrati il più profondo VAFFA…….”!!!

Caselle-Aeroporto, 04 ottobre 2010 COMITATO CASSINTEGRATI AEROPORTUALI

 

I facchini stranieri dei cargo radioattivi
"Qui a Orio al Serio manca la sicurezza"

A Bergamo arrivano ogni anno 35mila colli "pericolosi". Cinquemila negli altri aeroporti
A protestare sono i lavoratori stranieri: i colleghi italiani non vogliono toccare quella merce
 

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