DA ALTRI SCALI

Aeroporto di Fiumicino: il sequestro preventivo del molo D un atto dovuto per la salute di chi ci lavora.

Adesso chi ha avallato questa decisione si dimetta!

 

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150,5 milioni di passeggeri in volo

Sono le persone transitate nei 35 scali aeroportuali italiani nel 2014 con un aumento di ben 6,5 milioni rispetto al 2013 secondo Assaeroporti.

Cresciuto dello 0.6% il traffico degli aeromobili. A incidere sull’incremento, sia la ripresa del traffico nazionale +2,5%, sia l’aumento di quello internazionale +5,9% specie nella UE +7,5%.

In crescita anche il settore del Cargo +5%.

 

Manifestazione

in aeroporto di Fiumicino dalle ore 10,30

Area Tecnica – davanti palazzina nhq

(via nassetti)

 

La Cub Trasporti ha indetto per il giorno 19.1.2015 presso l’aeroporto di Fiumicino, nell’area tecnica del Leonardo da Vinci, davanti alla sede legale della “nuova” Alitalia-Sai, dalle ore 10,30, una MANIFESTAZIONE per dare visibilità allo scempio occupazionale determinatosi con i circa 2000 licenziamenti nel passaggio della ex-Compagnia di Bandiera dalle mani dei fallimentari capitani coraggiosi ad Etihad: una “mattanza” consumatasi nel silenzio generale che, seppur celata anche dai Ministri Lupi e Poletti, deve essere al più presto sanata con il riassorbimento immediato di coloro che non possono e non devono…essere lasciati a terra!

Alla manifestazione dei lavoratori di Alitalia licenziati a fine 2014, parteciperanno anche precari in attesa di una stabilizzazione che sembra allontanarsi ed ex-dipendenti AZ espulsi nel 2008 ma ancora in attesa di una ricollocazione, nonché lavoratori aeroportuali che, come nel caso degli ex-dipendenti Groundcare, pagano con il licenziamento la decisione dei “vecchi e nuovi” proprietari della ex-Compagnia di Bandiera di non assumerli, in barba alla Clausola Sociale, all’atto dell’acquisizione di alcune commesse nel mercato dell’handling di Fiumicino e di altri aeroporti.

Montezemolo e Hogan festeggiano e annunciano obiettivi ambiziosi per la nuova Ali-Etihad, ma intanto il costo sociale di questa ennesima operazione è stato scaricato ancora una volta sulle spalle dei lavoratori: VERGOGNA!

Ali-Etihad decolla mentre cresce vertiginosamente il traffico aereo nazionale, europeo e mondiale.

Anche l’abbattimento del costo del petrolio sembra soffiare in poppa alla “nuova” Alitalia, favorendo il successo di una operazione che non può e non deve continuare ad assicurare lauti profitti agli investitori, riservando ai lavoratori solo licenziamenti, tagli salariali,  peggioramento delle condizioni di lavoro ed abbattimento dei livelli di tutela per la salute degli addetti.

E’ ora che Montezemolo ed Hogan, prendendo atto del disastro occupazionale prodotto, peraltro mentre la stessa Alitalia ha assunto nuovi lavoratori precari, definiscano da subito un piano di riassunzioni dei lavoratori licenziati ed un programma di stabilizzazioni per i precari che da anni attendono una conferma che non è mai arrivata, nonché, manifestando la volontà di rispettare le regole esistenti, applichino la Clausola Sociale e riassorbano immediatamente anche i lavoratori aeroportuali, attualmente rimasti senza lavoro, addetti alle attività acquisite dalla stessa Alitalia negli ultimi tempi (…che fine ha fatto la normativa europea che vieta ai vettori di effettuare l’handling a terzi?), approfittando del dumping contrattuale ottenuto con la complicità delle OO.SS. firmatarie degli accordi a perdere e dei contratti capestro.

L’AEROPORTO DI FIUMICINO È UN BENE COMUNE

E NON PUÒ CONTINUARE A SUBIRE LA ATTUALE DEVASTAZIONE SOCIALE, PERPETRATA NELL’ESCLUSIVO INTERESSE DI AFFARI E PROFITTI PRIVATI.

 

Groundcare Fiumicino:

LA STANGATA: la subiscono i lavoratori e

la organizzano le altre OO.SS. ed il curatore fallimentare

Purtroppo anche questa volta nel comparto aereo-aeroportuale-indotto sono i lavoratori a pagare, con la scusa di una crisi che non esiste, il prezzo della riorganizzazione delle aziende effettuata sulle spalle ed alla faccia della categoria.

Mattanza occupazionale, scippo dei diritti e saccheggio dei salari

Pure l’epilogo della vertenza Groundcare è drammatico: oltre 450 licenziamenti su poco più di 850 lavoratori in forza nel principale operatore di handling degli aeroporti romani di Fiumicino e Ciampino.

Per chi resta (400 dipendenti) un futuro occupazionale incerto, oltre ad un cospicuo taglio salariale (oltre il 15%) ed un pesante peggioramento normativo che si concretizzeranno non appena il curatore fallimentare, a cui il Tribunale di Civitavecchia ha affidato la liquidazione aziendale, scioglierà il nodo della vendita di quanto resta della Groundcare e del passaggio a terzi delle attività.

Enormi le responsabilità istituzionali e sindacali

Pesantissime le responsabilità del Governo, del Ministero dei Trasporti, dell’Enac e, come accade sempre più spesso, di CgilCislUilUgl. Comunque, esemplare il fallimento delle politiche di privatizzazione e liberalizzazione del settore sostenute dai Governi succedutisi negli ultimi 15 anni e abbracciate da CgilCislUilUgl, interessati solo a tentare di mantenere i propri privilegi.

Groundcare: un’avventura pericolosa, benedetta da Enac e Ministero

Dopo la privatizzazione di AdR, la nascita di AdR Handling e la successiva vendita a Fligthcare, ancora resta oscuro nel 2012 il passaggio delle attività del principale operatore di handling del sistema aeroportuale romano ad una società del Gruppo Groundcare, facente capo alla famiglia Sertori (…imprenditore vinicolo!), da poco avventuratosi nel settore aeroportuale e in possesso già di società che, come la Groundcare Milano, non godevano  di ottima salute, il cui fallimento si sancirà già alla fine di maggio 2014.

Da quel momento la vertenza entra nel porto delle nebbie, più e peggio di prima.

Nessuno dei lavoratori viene mai informato su quanto accade e sulle fasi che si succedono: soprattutto nessuno tra i dipendenti conosce quali siano le ricadute sui lavoratori che si stanno concordando.

Anche la regia irresponsabile dell’improbabile Ministro Lupi, con l’ausilio dei suoi fidati sindacati, punta solo a mantenere separata la vertenza Groundcare da quella Alitalia: il rischio di un cortocircuito avrebbe potuto far esplodere a Fiumicino e Ciampino una vertenza gravida di ripercussioni…positive per i lavoratori!

Tagli occupazionali: un vero bagno di sangue!

La vertenza emerge solo a metà novembre 2014 quando a tutti è ormai chiaro che le “soluzioni” sul tavolo sono subordinate a pesantissimi tagli salariali e normativi, nonché, soprattutto, ad un insostenibile sacrificio occupazionale. NEPPURE IN QUESTA VICENDA, CGILCISLUILUGL, COME ACCADUTO IN ALITALIA, EVITANO DI INDIRE LE ASSEMBLEE E LO SCIOPERO!

Restano inascoltati gli appelli della Cub Trasporti a prorogare l’esercizio provvisorio fino all’esaurimento della cigs previsto a maggio 2015 e successivamente al riordino del sistema aeroportuale romano sbandierato da Enac e AdR.

Purtroppo le numerose mobilitazioni indette dalla Cub Trasporti sono state disertate dalla maggioranza dei lavoratori, abbindolati dalle sirene di quei sindacalisti che irresponsabilmente hanno tentato di celare la verità e tranquillizzare i dipendenti.

Un segno indelebile della deriva di CgilCislUilUgl

Imbarazzante il comportamento dei sindacati, spesso divisi e spudoratamente schierati a sostegno di questa o quella cordata imprenditoriale, sono rimasti immobili ed in silenzio rispetto alla mattanza occupazionale in arrivo, pronti solo a sottoscrivere una girandola di accordi a perdere.

Paradossale anche il comportamento del Curatore Fallimentare

Inaccettabile anche la “sordità” del Curatore Fallimentare alle numerose richieste di incontro formulate dalla Cub Trasporti ed ai numerosi inviti a rendere pubblici i documenti trasmessi alle altre OO.SS.

Inaccettabile in particolare il silenzio del Curatore Fallimentare in merito agli sviluppi della diffida inoltrata dallo stesso Dott. Di Fani alle aziende che si sono rifiutate di rispettare la clausola sociale, evitando di assumere quota parte dei lavoratori addetti alle attività rilevate nel corso del tempo e svolte precedentemente dalla stessa Groundcare.

L’improvvisa apertura delle procedure di licenziamento collettivo il 28.12.2014 e la chiusura di un accordo con CgilCislUilUgl per il licenziamento di oltre 450 dipendenti (…nessun sindacalista delle sigle firmatarie!) sono stati gli ultimi di una serie di atti secretati che devono essere resi pubblici al più presto, così come peraltro già sollecitato formalmente dalla Cub Trasporti.

Emblematico dell’intera vicenda è quanto successo durante la consegna delle lettere di licenziamento.

Nelle giornate del 30.12.2014 e del 31.12.2014, a moltissimi lavoratori invitati (…a voce dai sindacalisti o per telegramma dall’azienda) a recarsi presso una sala della palazzina Epua a Fiumicino per ritirare la lettera di licenziamento, oltre alla firma sulla comunicazione della risoluzione del rapporto di lavoro è stata richiesta la sottoscrizione di una liberatoria, al fine di rinunciare sia al pagamento del mancato preavviso (così come peraltro previsto nell’accordo del 29.12.2014), sia a qualsiasi azione legale rispetto alla mancata applicazione dei criteri di selezione del personale da espellere.

UN’INFAMIA ORGANIZZATA DA SINDACALISTI E DA RAPPRESENTANTI AZIENDALI

La firma su tale liberatoria, peraltro priva di alcuna previsione risarcitoria per il dipendente, in molti casi è stata sollecitata da alcuni rappresentanti aziendali e sindacali delle sigle “firmatarie”, con l’esplicito riferimento che, in caso di rifiuto della sottoscrizione della conciliazione, oltre al mancato inserimento nel bacino di ricollocazione, il licenziamento sarebbe stato recapitato successivamente al 1.1.2015, in modo da penalizzare il lavoratore nell’accesso alla mobilità che, appunto, dalla suddetta data ha subito una drastica riduzione per effetto dell’entrata in vigore delle modiche agli ammortizzatori sociali  varate dalla riforma Fornero.

Tale infame iniziativa è cessata solo quando è intervenuta la polizia, chiamata da alcuni delegati della Cub Trasporti e alcuni lavoratori il 31.12.2014: solo da quel momento e dopo un colloquio a porte chiuse tra dirigenti aziendali e sindacali con le forze dell’ordine,  la liberatoria è diventata, come doveva essere dall’inizio, “facoltativa” e la consegna delle lettere di licenziamento è ripresa regolarmente, anche se è proseguito il rifiuto da parte dell’azienda di consegnare, ai dipendenti che ne facevano richiesta, il testo degli accordi sindacali citati nella stessa comunicazione di soluzione del rapporto di lavoro.

Quanto deve subire ancora la categoria per reagire?

L’asciutta cronaca di questo ennesimo disastro occupazionale, in uno dei comparti più ricchi e più in salute dell’intero sistema industriale italiano, rende ancor più evidente la correttezza delle analisi e delle strategie proposte ed attuate, nel silenzio generale, dalla Cub Trasporti: SOLO UNA VERTENZA GENERALE E GENERALIZZATA DELL’INTERO COMPARTO AEREO-AEROPORTUALE-INDOTTO PUÒ RIUSCIRE AD “INVERTIRE LA ROTTA” E IMPORRE LA DIFESA DELLA CATEGORIA SU CUI DA ANNI SI SCARICA IL PREZZO DI UNA CONCORRENZA CHE PUNTA SOLO ALLO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI.

3.1.2015 Cub Trasporti

 

 

Mentre in Italia aumenta il traffico passeggeri e merci

Dal 2009-2013 si è registrato +10,3% pax / +16,6% merci e nei primi 5 mesi del 2014 si è consolidato +3,4% pax / +4,9% merci.

Alitalia, Groundcare, Sea, Meridiana, società di handling e gestione, indotto:

QUASI IL 30% DELLA FORZA LAVORO DEL COMPARTO È INTERESSATA DA MOBILITÀ, CIGS E SOLIDARIETÀ!

NO: licenziamenti, precarietà, abusi cigs/solidarietà, tagli salariali, peggioramenti normativi, privatizzazioni e cessioni, liberalizzazioni

SI: clausola sociale, contratto unico personale di terra/aeroportuali, stabilizzazione precari, sicurezza sul lavoro, moratoria vertenze, intervento pubblico

RESPINGIAMO IL RICATTO DEL FALLIMENTO E

FERMIAMO LO SFRUTTAMENTO!

 

APPUNTAMENTO DAVANTI A PALAZZO CHIGI

VENERDÌ 4 LUGLIO 2014 dalle ore 10.00

MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI

DEL COMPARTO AEREO-AEROPORTUALE

ALITALIA, GROUNDCARE, SEA, MERIDIANA,…:

LA CRISI NON ESISTE,

È SOLO SFRUTTAMENTO!

 

Cub trasporti

 

Bagni sporchi e poco shopping Malpensa e Fiumicino bocciati

Nella top ten l'Italia c'è, peccato solo che la classifica in questione sia quella dei peggiori aeroporti d'Europa.

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SCIOPERO GROUNDCARE FCO E CIA
 MERCOLEDÌ 8 GENNAIO 2014
 dalle ore 13.00 alle 17.00 settori operativi
 4 ore a fine turno settori non operativi
 MANIFESTAZIONE - ASSEMBLEA
 dalle ore 13.00 alle 17.00 presso Partenze Internazionali Terminal T3 (davanti fontana)

In quasi 4 anni di CIGS, nonostante la perdita di salario e l’aumento dei carichi di lavoro, non è migliorata la pesante situazione debitoria della società. È infatti continuata l’emorragia di attività a vantaggio dell’agguerrita concorrenza favorita da dumping sociale e dalla mancata applicazione della clausola sociale.
Dopo 4 anni di pesanti sacrifici, dopo anni di incontri tra azienda, sindacati trattanti, e istituzioni – Ministeri, Enac, Regione -    dopo l’apertura del concordato preventivo e della procedura di mobilità per l’intero personale – 850 unità – le uniche ipotesi in campo sono ulteriore cigs, riduzione del personale, dei salari e dei diritti.

È lo stesso film di sempre: portare le aziende al fallimento per liberarsi di personale costoso e per rimpiazzarlo con precari a buon mercato e ricattabili. Sono questi gli obiettivi perseguiti con la proliferazione incontrollata delle società di handling in selvaggia concorrenza tra loro e con il mancato rispetto della clausola sociale. Queste le condizioni che pone la GH: licenziamenti e tagli retributivi.

E tutto questo avviene in un sistema aeroportuale romano che produce ricchezza giorno dopo giorno sia a Fiumicino che a Ciampino!

Solo un rinnovato protagonismo diretto dei lavoratori e delle lavoratrici può ribaltare il destino che vogliono imporci come inevitabile.

Solo con la lotta è possibile imporre una soluzione diversa alla vertenza Groundcare con una riforma strutturale dell’handling a FCO e CIA e un coinvolgimento diretto di chi ha la responsabilità politica, istituzionale, economica, gestionale del sistema aeroportuale romano, Ministeri, Enac e ADR in primo luogo.

SCIOPERO E MANIFESTAZIONE
PER TUTTI I LAVORATORI E LE LAVORATRICI
GROUNDCARE FCO E CIA

• Garantire tutti gli 850 posti di lavoro, tutto il salario e tutti i diritti
• Riduzione delle società di handling a 3/4 operatori con requisiti di dimensione, stabilità economica e finanziaria adeguati
• Definizione delle tariffe di handling in linea con la media europea
• Piena applicazione del CCNL nelle società di handling
        (uguali retribuzioni, inquadramenti e mansioni ) 
• Applicazione piena della clausola sociale

Roma, 7 gennaio 2014 

 

GROUNDCARE:

UN SILENZIO INACCETTABILE!!!

I lavoratori e le lavoratrici Groundcare e ex Globeground/Groundcare Milano, rischiano di raccogliere i frutti amarissimi del comportamento irresponsabile da parte delle OO.SS. trattanti che, accordo-dopo-accordo, hanno accompagnato e favorito le scellerate decisioni aziendali orientate ad un fallimento pilotato.

  • Quasi 4 anni di CIGS: milioni di euro di risparmio per l’azienda, perdita di salario e aumento dei carichi e dei ritmi di lavoro per il personale.
  • L’attuale proprietà dopo l’oscura acquisizione dell’ex FlightCare, senza manifestare nessuna intenzione di rilancio, ha magicamente accorpato le 2 realtà societarie affittando i lavoratori ex Groundcare Milano nonostante la pregressa e perdurante CIGS. Ha poi aperto il concordato preventivo per arrivare infine a scaricare tutti i lavoratori.
  • La GH, approfittando della situazione,  pretende condizioni capestro per una sua eventuale acquisizione: oltre 400 esuberi e tagli salariali.

 

È inammissibile che si arrivi all’apertura della mobilità per 850 lavoratori e lavoratrici SENZA NEMMENO UN’ORA DI SCIOPERO O DI ASSEMBLEA.

 

La revoca dello sciopero del 22 novembre da parte di Cgil-Cisl-Uil-Ugl e Usb è stato un errore grave e irresponsabile.

Lo sciopero, confermato solo dalla Cub Trasporti, è stato l’unico tentativo in campo di contrastare l’azienda e di far pesare le rivendicazioni dei lavoratori sulla trattativa e sul tavolo ministeriale.

 

I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DEVONO ABBANDONARE LA LORO PASSIVITÀ MENTRE LE SEGRETERIE SINDACALI TRATTANO CENTINAIA DI ESUBERI E ULTERIORI TAGLI SALARIALI E NORMATIVI.

 

ABBIAMO GIÀ DATO E ABBONDANTEMENTE!

 

  • Intervento immediato di Ministero, Enac e ADR
  • Garantire tutti gli 850 posti di lavoro, tutto il salario e tutti i diritti
  • Applicazione piena della clausola sociale
  • Partecipazione diretta dei lavoratori alle trattative

MERCOLEDÌ 8 GENNAIO 2014

SCIOPERO PER TUTTI I LAVORATORI E LE LAVORATRICI

GROUNDCARE FCO E CIA

DALLE ORE 13.00 ALLE 17.00 SETTORI OPERATIVI

4 ORE A FINE TURNO SETTORI NON OPERATIVI

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verniciatura aeromobili AZ:

 

dopo la dismissione/delocalizzazione e la cigs/mobilità per gli operai delle manutenzioni alitalia,

 

l’attività torna a fiumicino, ma ad effettuarla…

 

… e’ una società irlandese (Eirtech AVIATION) che si avvale della manodopera di operai bulgari che prestano servizio senza i requisiti minimi di tutela della sicurezza e salute

 

la cub trasporti presenta un esposto all’ispettorato del lavoro, allo spresal roma d e alla procura della repubblica  

oltre a sollecitare l’intervento della direzione aeroportuale di fco

 

Alla speranza è succeduta la delusione e l’indignazione degli operai AZ

 

 

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Orio al Serio:

come al solito i confederali in difesa delle aziende e contro i cittadini

«La sospensione dei voli notturni mette a rischio l'aeroporto»

Gli ordini del giorno approvati all'unanimità lunedì scorso in consiglio comunale a Bergamo impegnano il Comune di Bergamo ad agire in seno al Consiglio d'Amministrazione di Sacbo al fine di sospendere i voli notturni nella fascia oraria dalle ore 23 alle ore 7.00.

 

«Un'eventualità che - scrivono i segretari di Cgil, Cisl e Uil, - , se divenisse realtà, comprometterebbe l'operatività stessa dell'aeroporto mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. I principali voli che sarebbero sospesi sono quelli del carico merci che atterrano e decollano nelle ore notturne per garantire la regolare attività di due importanti aziende: DHL e UPS. Se divenisse realtà le aziende potrebbero decidere di abbandonare Bergamo mettendo a rischio i posti di lavoro e la stabilità economica di tutto l'insediamento aeroportuale. Ricordiamo la vertenza difficile con Dhl e Ups quando sembrava concreta la delocalizzazione delle due Aziende a Malpensa. Allora tutte le forze politiche si mossero per evitare questa soluzione ed è quindi incomprensibile, oggi, la votazione di quell'ordine del giorno».

 

 

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I LAVORATORI DELL’AEROPORTO DI FIUMICINO, LICENZIATI DALL’ARGOL, MANIFESTANO AL MINISTERO DEL LAVORO.

Dopo il licenziamento ed il mancato riassorbimento da parte di Cai,  il negato accesso all’integrazione salariale e l’accorciamento dei tempi di cigs/mobilità, per i 76 operai dell’Argol di Fiumicino rischia di arrivare il blocco degli ammortizzatori sociali e la richiesta da parte dell’Inps della restituzione delle somme finora percepite:
UN DANNO INACCETTABILE CHE LE ISTITUZIONI DEVONO EVITARE, INTIMANDO ALL’ARGOL LA IMMEDIATA REGOLARIZZAZIONE DEI VERSAMENTI CONTRIBUTIVI E LA CORREZIONE DELL’INQUADRAMENTO PREVIDENZIALE.

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NAS Fiumicino:

AEROPORTO CONTESTATO IL RICORSO A MANO D'OPERA ESTERNA

I «netturbini» degli aerei sono in agitazione e le compagnie di Fiumicino ricorrono alle task-force fai da te. Sta creando notevoli disagi allo scalo capitolino, la protesta dei 400 lavoratori della National Airport Service, ditta che si occupa delle pulizie di bordo dei velivoli. Da giugno cesserà le attività a Roma e i suoi addetti rischiano non solo di perdere il lavoro, ma anche stipendi e anzianità, anche se, si spera, saranno riassorbiti in altre aziende. Ma ciò che ha scatenato la rivolta all'aeroporto, è il «reclutamento» da parte dei vettori di quelli che i sindacati non stentano a definire «krumiri». L'attacco in primis va contro Alitalia, che sta chiedendo ai dipendenti di sostituire gli ex Nas: una vertenza che, si appella ai suoi la compagnia, «ha determinato una situazione di estrema criticità e disagio per i nostri passeggeri». Una situazione tale che in questi giorni persino gli equipaggi, piloti e hostess, si sono trovati a dover pulire gli aerei. «Contro i lavoratori a rischio, Alitalia Cai organizza squadre antisciopero. ? denunciano da Cub Trasporti e da Cgil, Cisl, Uil e Ugl Nas? Persino l'American Airlines ha fatto arrivare addetti da mezzo mondo per le pulizie. Una guerra tra poveri, ci si scorda che chiunque, a Fiumicino, può ritrovarsi senza lavoro» Da Alitalia sottolineano come le «task-force siano una soluzione tampone, obbligatorie per garantire decoro agli aerei e quindi ai clienti».

 

CRONACA DI UN INCIDENTE…ANNUNCIATO!

Anche stavolta, l’incidente capitato ieri sera a Fiumicino sul volo AZ proveniente da Pisa, effettuato da Carpatair, solo per un soffio, non si è trasformato in una drammatica tragedia, con un altissimo costo di vite umane.

 

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Il comparto aereo italiano allo sbaraglio| |  

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Traffico civile su Sigonella a rischio droni
di Antonio Mazzeo

Tutto pronto o quasi per il cosiddetto Piano Sigonella 2012: da lunedì 5 novembre sino a mercoledì 5 dicembre il più grande scalo militare Usa e Nato del Mediterraneo ospiterà il traffico aereo civile del vicino aeroporto internazionale di Catania Fontanarossa dove saranno effettuati i lavori di rifacimento delle piste e di realizzazione delle strip di sicurezza. Settantadue voli al giorno con quattro movimenti l’ora tra partenze e ritorni, dalle ore 6 a mezzanotte, grazie all’accordo sottoscritto tra l’Aeronautica militare italiana, l’ente nazionale di aviazione civile (Enac) e Sac, la società di gestione dello scalo etneo.
“Grazie a Sigonella 2012, l’aeroporto di Fontanarossa, per tutta la durata dei lavori straordinari di riqualificazione della pista, eccezionalmente resterà aperto al pubblico, proprio in considerazione dell’importanza che esso riveste per i siciliani”, spiegano i dirigenti Sac. Lo scalo catanese è oggi il più grande del Sud Italia ed occupa il sesto posto fra quelli nazionali quanto a volume di traffico, con circa 7 milioni di passeggeri l’anno. Secondo la società di gestione, il trasferimento dei voli su Sigonella causerà solo “difficoltà di ordine logistico” per gli utenti. Essi dovranno raggiungere l’aeroporto di Catania per le operazioni di check-in e controllo sicurezza almeno tre ore prima della partenza prevista, mentre le operazioni di accettazione si chiuderanno 90 minuti prima della partenza.
“Dopo il passaggio ai varchi di sicurezza e le eventuali operazioni di dogana e frontiera i passeggeri, ormai in area sterile, verranno trasportati a bordo di bus navetta nella base di Sigonella, scortati da personale della security”, spiega la Sac. I bagagli, invece, giungeranno a bordo di furgoni blindati. “Non è consentito l’accesso autonomo a Sigonella da parte di passeggeri e/o eventuali accompagnatori”, avvertono i gestori. “All’interno della base non sarà consentito fare foto o riprese video e i trasgressori saranno puniti secondo quanto previsto dal Codice penale”. Disagi pure all’atterraggio: per lo sbarco e il trasporto con bus navetta a Fontanarossa ci vorrà non meno di un’ora dall’arrivo a Sigonella. La Sac però mette in guardia sulla possibilità di ulteriori ritardi “in considerazione della complessità delle operazioni di sbarco e di trasferimento a Catania dei bus per i passeggeri e dei furgoni per i bagagli”. Sempre per ragioni di “sicurezza”, i passeggeri disabili e a ridotta mobilità dovranno raggiungere Sigonella a bordo di “mezzi di trasporto speciali” e senza i loro accompagnatori.
Il Piano Sigonella con relativo vademecum per i passeggeri è stato approvato dalla società di gestione lo scorso 28 settembre. La Sac si farà carico dei costi aggiuntivi per il trasporto da e per Sigonella e di quelli per attrezzare lo scalo militare all’attività del traffico civile, condizione richiesta da Enac e ministero della Difesa per autorizzare l’uso delle piste.
L’accordo che consentirà di coprire il 60% circa del traffico massimo ospitato a Fontanarossa ha sollevato perplessità e interrogativi tra gli attivisti della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella che da un decennio invocano la riconversione ad uso civile dell’infrastruttura e la sua trasformazione in hub mediterraneo. “Dalla grande stazione aeronavale di Sigonella decollano quotidianamente i famigerati droni, gli aerei senza pilota utilizzati dalle forze armate statunitensi per la sorveglianza e i bombardamenti in Africa e in Medio oriente”, afferma Alfonso Di Stefano. “Oltre ad essere strumenti di morte, i velivoli telecomandati rappresentano un rischio insostenibile per il traffico civile e le popolazioni che risiedono nelle vicinanze dello scalo utilizzato per i loro decolli e atterraggi. A questo punto è d’obbligo chiedersi se si potrà volare da Sigonella solo con qualche disagio in più per i passeggeri oppure in condizioni di sicurezza insufficienti. Chi ha voluto che si utilizzasse la grande stazione Usa per il traffico aereo civile è a conoscenza che l’intensità operativa dei droni crescerà in modo esponenziale proprio il prossimo mese di novembre?”.
Gli attivisti No war siciliani rilevano in particolare come lo scorso 3 settembre, prima che venisse varato il Piano Sigonella, sono state emesse tre notificazioni a tutti i piloti di aeromobili (i cosiddetti “NOTAM”), distinti dai codici B6164, B6166 e B6167, che hanno prorogato sino al 30 novembre 2012 i provvedimenti che impongono la sospensione delle procedure strumentali standard nelle fasi di accesso, partenza e arrivo degli aerei a Catania Fontanorssa, “causa attività degli Unmanned Aircraft”, gli aerei senza pilota delle forze armate statunitensi e Nato. “Tre NOTAM con identiche prescrizioni sono stati emessi pure per lo scalo di Trapani Birgi nel periodo compreso tra il 31 agosto e il 28 novembre 2012 a riprova che il traffico dei droni sarà intensissimo e riguarderà buona parte dello spazio aereo siciliano”, aggiungono i portavoce della Campagna per la smilitarizzazione.
A determinare l’ennesima escalation nell’uso dei velivoli senza pilota, oltre all’acutizzarsi delle crisi in Corno d’Africa, nella regione dei Grandi Laghi, in Yemen e in Siria, la decisione della Casa Bianca di autorizzare un blitz militare in Libia contro i presunti responsabili dell’attacco jihadista dell’11 settembre scorso al consolato di Bengasi, nel quale furono uccisi l’ambasciatore Chris Stevens, un agente dei servizi segreti e due contractor statunitensi. Secondo alcuni quotidiani Usa, le attività d’intelligence per individuare i potenziali obiettivi sono state affidate proprio ai droni ospitati in Sicilia. E come accaduto lo scorso anno durante la guerra in Libia, è presumibile che saranno ancora una volta gli aerei telecomandati di Sigonella ad assumere un ruolo centrale nei bombardamenti. Il Pentagono, congiuntamente alla Cia e al Dipartimento di Stato, hanno predisposto piani di attacco con droni pure contro le milizie di al-Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi) che hanno assunto il controllo del Mali settentrionale.
Due anni fa, l’Aeronautica militare e l’Enac siglarono un accordo tecnico per le attività di aeronavigazione nello spazio aereo italiano dei Global Hawk, gli aeri senza pilota di grandi dimensioni schierati a Sigonella da Washington. Senza attendere una normativa europea che disciplini in via definitiva l’impiego degli aeromobili a pilotaggio remoto nel sistema del traffico aereo generale, è stato consentito che essi operino nell’ambito di spazi aerei “determinati” e con l’adozione di procedure di coordinamento tra autorità civili e militari “tese a limitare al massimo l’impatto sulle attività aeree civili”. Secondo l’accordo, i profili delle missioni, le procedure operative, le aree di lavoro e gli equipaggiamenti dovrebbero essere stabiliti “nel rispetto dei principi della sicurezza del volo”, fermo restando che in caso di “operazioni connesse a situazioni di crisi o di conflitto armato” l’impiego dei droni non può essere sottoposto a limitazioni di alcun genere.
La pericolosità di questi nuovi sistemi d’arma è documentata in numerosi studi. “Effettivamente il rateo d’incidenti dei sistemi aerei senza pilota (UAS) non è incoraggiante per poter essere ottimisti sui tempi di integrazione di questi sistemi nello spazio aereo nazionale”, ammette il maggiore dell’aeronautica Luigi Caravita, autore di una ricerca sui droni pubblicata per il Centro Militare di Studi Strategici (Cemis). “Da fonti ufficiali si apprende che nelle prime 100.000 ore di volo il tasso d’incidente del MQ-1 Predator ammontava a 28, oltre il doppio del cacciabombardiere F16. Altri sistemi a pilotaggio remoto come il Pioneer, l’Hunter e l’RQ-7 Shadow hanno invece un rateo di incidenti di almeno uno-due ordini di grandezza superiore (…) Ad oggi gli UAS militari non sono autorizzati a volare, se non in spazi aerei segregati, perché non hanno una banda aeronautica protetta, non sono ancora considerati sufficientemente affidabili, non sono dotati di una tecnologia sense & avoid (senti ed evita) matura, non hanno ancora totalizzato un numero di ore di volo sufficiente da costituire un safety case rappresentativo e convincente, non è stata ancora dimostrata adeguata resistenza da attacchi di cyber warfare”.
Nel marzo 2010, l’agenzia europea per il controllo del traffico aereo (Eurocontrol) ha indicato le linee guida a cui gli stati membri dovrebbero attenersi per la gestione dei Global Hawk nello spazio europeo, considerato il fatto che “sino a 20 velivoli Uav di questo tipo saranno schierati a Sigonella dalle forze armate statunitensi o entreranno in funzione con la Nato con il nuovo programma di sorveglianza terrestre AGS”. Eurocontrol raccomanda di prevedere “normalmente rotte specifiche” evitando che i droni “sorvolino aree densamente popolate aree o uno spazio aereo congestionato o complesso”. In considerazione che i droni “mancano delle capacità di sense & avoid e di prevenzione delle collisioni con altri velivoli che potrebbero incrociare le proprie rotte”, Eurocontrol ha chiesto inoltre d’isolare i Global Hawk nelle fasi di ascensione ed atterraggio (le più critiche) e durante le attività di volo in crociera che “devono avvenire in alta quota al di fuori dello spazio aereo riservato all’aviazione civile”. Sigonella è tutt’altro che un aeroporto isolato e gli aerei che atterrano a Fontanarossa eseguono rotte che sfiorano il perimetro della base militare. Come sia stato possibile autorizzare la trasformazione del grande scalo Usa in “capitale mondiale” dei droni è un interrogativo sino ad oggi senza risposta. Che oggi si appresti a far convivere il traffico civile con le evoluzioni belliche di Global Hawk e Predator sembra quasi una follia.
Che l’uso dei droni fosse incompatibile con l’ipotesi di trasferire a Sigonella il traffico aereo di Fontanarossa, lo aveva ripetutamente dichiarato il comando del 41° Stormo dell’Aeronautica militare italiana nel corso della prima decade di settembre. In un articolo pubblicato l’8 settembre sul quotidiano La Sicilia, il noto giornalista Tony Zermo, citando fonti militari, aveva rilevato come il vero problema per il trasferimento degli aerei di linea nella base militare fosse rappresentato proprio dai velivoli senza pilota “che quando atterrano e decollano non possono avere vicini aerei civili”. Tre giorni dopo, il capo ufficio stampa dell’Aeronautica, colonnello Cazzaniga, pubblicava su La Sicilia una nota per spiegare le ragioni che “impedirebbero il regolare flusso del traffico civile e commerciale da e per l’aeroporto di Sigonella”: la presenza dei cavi di arresto installati sulla pista per l’atterraggio dei caccia utilizzati nel 2011 durante la guerra in Libia e – testuale - le operazioni dei velivoli senza pilota (droni).
Ciononostante, sotto il pressing dei parlamentari, degli industriali e degli operatori turistici siciliani e dopo un vertice tra i ministri Corrado Passera (sviluppo economico) e Giampaolo Di Paola (difesa), il 13 settembre veniva istituito un tavolo tra l’Enac, l’Ami e la Sac per trovare una soluzione alle “criticità” evidenziate e consentire di trasferire a Sigonella il traffico civile di Fontanarossa. Giorno 16, era ancora Tony Zermo ad annunciare il raggiungimento dell’accordo per l’utilizzo da parte degli aerei di linea di “entrambe le piste di volo” di Sigonella. “I Global Hawk destinati a controllare dall’alto le emergenze certamente si muoveranno, ma a Sigonella sono soltanto tre”, aggiungeva l’editorialista. “L’unica difficoltà che ci può essere è che quando questi grandi aerei dall’apertura alare di 40 metri stanno per atterrare o stanno per partire dalla base hanno bisogno di avere tutti gli spazi aerei: e quindi gli aerei commerciali dovranno stare in stand by consumando più benzina del solito. È un costo che le compagnie sosterranno”. Come dire che pur di non perdere affari e profitti si è sempre pronti a tutto…

 

 

I lavoratori delle imprese di pulizia di Fiumicino da mercoledì in assemblea permanente.

 


 

UN OPERAIO DI AVIAPARTNER
È MORTO ALL’AEROPORTO DI FIUMICINO
IN UN INCIDENTE SUL LAVORO

Per dare una risposta immediata alla gravità e alla insostenibilità della situazione, la Cub Trasporti ha indetto 12 NOVEMBRE 2012 DALLE ORE 13,00 ALLE ORE 15,00 – DALLE ORE 17,00 ALLE ORE 19,00 SCIOPERO DI TUTTI I LAVORATORI
DELL’HANDLING DELL’AEROPORTO DI FIUMICINO (SOCIETÀ DI HANDLING E VETTORI)

A perdere la vita sul lavoro ieri sera è stato un collega aeroportuale, un operaio di poco più di 40 anni, addetto all’handling, schiacciato tra il carrello elevatore ed il portellone posteriore di un aeromobile, durante le operazioni di scarico di un volo della compagnia portoghese TAP, proveniente da Lisbona, appena atterrato all’aeroporto di Fiumicino.
Le cause dell’incidente e le eventuali responsabilità saranno individuate dagli inquirenti e dalla Procura di Civitavecchia i cui rappresentanti, a quanto pare, sono giunti sul luogo poco dopo il mortale infortunio.
Ciò che è evidente, però, è che la sicurezza sul lavoro negli aeroporti italiani negli ultimi anni è drasticamente diminuita. Sono sempre più frequenti gli infortuni che, solo per caso, non si trasformano in tragedie come quella accaduta al collega nella serata di ieri: in nome del profitto delle aziende, la salute e la sicurezza degli addetti sono messe a repentaglio e non sono più assicurate.
Sono aumentati vertiginosamente i carichi di lavoro ed i ritmi di impiego del personale, in particolare per gli addetti al carico/scarico degli aeromobili ed in tutti i settori operativi.
La sfrenata concorrenza tra gli operatori aeroportuali, innescata dalle liberalizzazioni che hanno investito il comparto a partire dagli anni ’90, è essenzialmente fondata sullo sfruttamento dei lavoratori.
La deregulation del settore aereo/aereoportuale ed i processi di privatizzazione del comparto, avallati ed imposti dai governi che si sono succeduti negli ultimi 20 anni nel nostro paese, con la scusa del miglioramento del servizio per l’utenza, hanno determinato negli aeroporti una vera e propria giungla, priva di regole, ove il profitto delle aziende è “giocato” sulle spalle dei lavoratori, le cui condizioni sono drasticamente peggiorate anche per ciò che riguarda l’esponenziale aumento della precarizzazione, l’incertezza del futuro, nonché la diminuzione della sicurezza sul lavoro.
L’aeroporto di Fiumicino, in particolare, è l’emblema della drammatica situazione in cui versa il comparto visto che, a differenza di quanto accade nei principali aeroporti europei sono addirittura in sette gli handlers che si contendono la spartizione del traffico passeggeri, sempre più spesso, come detto, sulle spalle e sulla pelle dei lavoratori.
La CUB Trasporti si riserva la costituzione di parte civile nel processo che si avvierà per stabilire le cause dell’incidente sul lavoro che ha provocato la scomparsa del nostro collega.
Fiumicino 12.11.2012 C.U.B. Trasport
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I LAVORATORI DELLE PULIZIE
DELL’ATI NATUNA-ECOCLEANING DI FIUMICINO
SCIOPERANO 8 E 9 NOVEMBRE 2012
BASTA CON I TAGLI AL PERSONALE

La società, con la solita complicità di cgilcisluil, pretende di scaricare ulteriore cassa integrazione sugli addetti delle pulizie.
Eppure gli esuberi non esistono!
Il taglio al capitolato dell’appalto delle pulizie AZ che Alitalia-Cai ha imposto dall’inizio del 2012, ha offerto il pretesto all’Ati Natuina-Ecocleaning di battere cassa e di chiedere sacrifici insostenibili ai lavoratori già da 10 mesi.
Le pessime condizioni igienico-sanitarie dei locali AZ dell’area tecnica e degli uffici di Fiumicino dimostrano che il personale delle pulizie è in pesante sottorganico e che il taglio del 40% imposto dalla società e accettato dai soliti noti è una manovra che punta ad imporre la revisione al ribasso dei contratti del personale (nonostante i salari da fame che percepiscono!), dapprima colpendo i fulltime e a seguire i part-time!

VERGOGNA!

Tale situazione è il risultato dello stillicidio di licenziamenti, tagli salariali, precarietà,
peggioramento normativo che le aziende in tutto il comparto aereo e nell’indotto
continuano ad infliggere alla categoria: un saccheggio che i lavoratori subiscono
da anni nel silenzio generale ma che ormai si è diventato insostenibile ed
insopportabile.

NON VOLTARTI DALL’ALTRA PARTE SOSTIENI LA NOSTRA LOTTA:
UNITI SI VINCE!
Fiumicino 8 novembre 2012

USB - CUB TRASPORTI - ORSA

 

AEROPORTO DI FIUMICINO 
MA QUALE CRISI: E’ SOLO SFRUTTAMENTO!  
SCIOPERO DEI LAVORATORI DELLE PULIZIE 
DELL’ATI NATUNA-ECOCLEANING

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ALITALIA-CAI DICHIARA ALTRI 700 ESUBERI

 

Siamo al solito paradosso che assilla e assedia i lavoratori di Alitalia e dell’intero comparto del trasporto aereo italiano ormai da anni: mentre si annuncia il rilancio del settore, si preparano i licenziamenti, si precarizza il lavoro, si taglia il salario dei dipendenti e si peggiora la normativa.

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ALITALIA:

Da domani 4.200 dipendenti dell'ex Alitalia passeranno dalla cassa integrazione alla mobilità.Oltre 4.200 ex dipendenti dalla Cig alla mobilità. Nuova stangata per i lavoratori Alitalia

Dopo quattro anni, ai lavoratori del vettore nazionale spetterà fino al 2015 un'ulteriore decurtazione dello stipendio del 20%, arrivando così al 40% in meno del salario originario. Ma ci sono altri dipendenti dell'ex compagnia di bandiera (i sindacati parlano di un migliaio) che dalla prossima settimana rischiano di rimanere senza lavoro. Una situazione drammatica che ha portato la Cub ad annunciare per il 26 ottobre uno sciopero di quattro ore.

 
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