CORSICARIZSERVICE: accordi, vertenze e volantini

VENERDì 16 MARZO ORE 15.30

ALLA SEDE DI GALLARATE VIA PASUBIO, 8

ASSEMBLEA DEI LAVORATORI DELLA CORSICA

 

LAVORO NERO A MALPENSA:
TUTTI SAPEVANO MA NESSUNO INTERVENIVA

Questa mattina la guardia di finanza in una conferenza stampa ha comunicato la scoperta di 930 lavoratori in nero in due coop di Novate Milanese, la Corsica e la CFS, ha sequestrato case e terreni al titolare, sono stati nascosti al fisco 80 milioni di euro.

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CARGO:

ASSEMBLEA LAVORATORI COOP LA CORSICA

VENERDì 13 GENNAIO ALLE ORE 15,30
PRESSO LA SEDE DI GALLARATE VIA PASUBIO, 8

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Malpensa, accuse (e inchieste) sulla Cargo city
“Precariato selvaggio, ricatti e caporalato”

La procura di Milano indaga sulla cooperativa "La Corsica", sospettata di pagamenti fuori busta, fatture false, creazione di fondi neri. I lavoratori sono pronti allo sciopero: "Enac e Sea fanno finta di non vedere, siamo operai di serie B"

Pagamenti fuori busta, fondi neri e accuse di caporalato. Le indagini delle procure di Milano e Busto Arsizio aprono uno squarcio su quella che dovrebbe essere l’isola felice dell’aeroporto di Malpensa. Dovrebbe essere, ma non è. Perché la Cargo city, a differenza dello scalo passeggeri, fa segnare numeri in forte crescita (nel 2010 sono transitate 422mila tonnellate di merci, con un incremento del 26,6%) ed è una voce decisiva per gli utili di Sea, la società che gestisce i due aeroporti milanesi. Eppure i suoi lavoratori sono pronti a scioperare, “perché – spiega il sindacato Cub Malpensa, che rappresenta oltre la metà degli operai – qui non esistono regole e gli enti che dovrebbero controllare sulla regolarità del lavoro, cioè Enac e la stessa Sea, girano alla larga dall’area Cargo”.

Le società che hanno in gestione lo scalo merci sono due, Argol e Alha, ed entrambe hanno appaltato a cooperative esterne l’intero comparto. E’ a questo livello della filiera che emergono i problemi. Le cooperative si avvalgono di personale esterno, che non è soggetto alle regole di Sea. La coop “La Corsica” (che lavora per Alha e ha 280 soci-dipendenti), è al centro di un’indagine della procura di Milano, coordinata dal pm Maria Teresa Latella, che ha autorizzato la Guardia di Finanza a effettuare una serie di verifiche fiscali a partire dal 23 giugno 2010. Dal verbale dei finanzieri emerge la conferma dei sospetti: fatture su operazioni inesistenti e pagamenti in nero di circa la metà delle ore lavorate, con il sospetto della creazione di fondi neri.

Nelle 148 pagine del verbale, le Fiamme gialle contestano violazioni fiscali per circa 15 milioni di euro. Numeri da capogiro. Ad esempio nell’anno fiscale 2007, figurano 161mila euro di ricavi non dichiarati, 5 milioni e 500mila euro di costi non deducibili, 287mila euro di Iva dovuta e bem 9 milioni e mezzo di valore della produzione non dichiarato ai fini dell’Irap. Viste le “numerose e reiterate irregolarità di natura contabile rilevate”, i finanzieri hanno messo sotto la lente d’ingrandimento anche i principali fornitori de La Corsica: le ditte individuali “Carlo Lucchese” e “Aldo Rizzotti” che si sono rivelate due “cartiere”, ovvero società il cui unico scopo è quello di produrre fatture false.

Tuttavia è la struttura stessa di “cooperativa” ad essere messa in forte dubbio: “Per poter operare – spiega Renzo Canavesi, sindacalista di Cub trasporti – le leggi impongono precise norme, che non sono rispettate. Non vengono fatte assemblee periodiche dei soci, non vengono redatti regolamenti e non esiste mutualità: La Corsica, infatti, si arroga il diritto di chiamare il lavoratore ‘a gettone’, avvertendolo all’ultimo momento. E al contrario, se lo vuole punire, non lo chiama facendogli perdere lo stipendio”.

Nonostante le indagini siano formalmente avviate e il presidente de La Corsica Cristofaro Palumbo abbia ricevuto formalmente la comunicazione di notizia di reato dalla Finanza, all’interno dell’aeroporto nulla si è mosso. Nessuna indagine interna, nessun provvedimento nei confronti della cooperativa che, anzi, ha ampliato il suo business dopo la revoca dell’appalto alla cooperativa Riz service, con la quale fino allo scorso anno condivideva l’appalto di Alha. Il capo di Riz Giovanni Caforio è passato alla “concorrenza”, portando con sé una parte dei lavoratori da una coop all’altra. E guadagnandosi una denuncia per caporalato alla procura di Busto Arsizio (il pm ha chiesto l’archiviazione, ora si aspetta la decisione del Gup).

Anche in Argol, l’altra società che gestisce le merci dello scalo, non mancano i problemi: a luglio i lavoratori della cooperativa Air service, dopo un cambio di appalto che ha comportato il taglio di una parte degli operai e il regime a orario ridotto per altri, hanno dovuto allestire un presidio e bloccare i camion in entrata nello scalo solo per riuscire a ottenere il trattamento di fine rapporto. E solo l’interessamento dei legali del sindacato di base ha permesso, dopo mesi di trattative, di ottenere la promessa di liquidazione.

Ora la battaglia solitaria dei lavoratori (in larga parte pakistani, senegalesi, marocchini) difesi solo dal Cub, ha trovato negli ultimi giorni anche l’appoggio della Filt Cgil di Milano, che in un comunicato durissimo denuncia l’assenza dell’Ente nazionale aviazione civile: “La decisione, prima tra tutti quella di Enac, dovrebbe essere quella di verificare la correttezza dell’intera filiera delle imprese coinvolte. L’intervento immediato è obbligatorio. Siamo in una catena di super-sfruttamento, senza che nessuno abbia la determinazione di capirne le origini. La pratica dell’appalto per l’abbattimento del costo avviene stravolgendo le regole”.

E se le autorità aeroportuali e i gestori continuano a tacere, ora sono i lavoratori ad alzare la voce: ieri pomeriggio si sono riuniti in assemblea e hanno dato l’ok alla cosiddetta “procedura di raffreddamento”, in pratica l’iter per ottenere la possibilità di scioperare con tutte le garanzie contrattuali richieste dal settore del trasporto aereo.

Fatto sta che il sistema di illegalità delle cooperative rischia di compromettere l’intera filiera delle imprese coinvolte nello scalo merci dell’aeroporto milanese. E’ per questo che la Filt Cgil si augura un’azione allargata che coinvolga ente gestore, forze dell’ordine e sindacati “così come è avvenuto in passato per il caso dell’Ortomercato di Milano”. Il paragone, non a caso, è con uno degli esempi di malaffare più clamorosi che avvenuti in città negli ultimi anni.

di Simone Ceriotti e Lorenzo Galeazzi Ilfattoquotidiano

 

COSA SUCCEDE AL CARGO DI MALPENSA?

Da anni denunciamo le illegalità che subiscono i soci lavoratori delle cooperative di Malpensa.
Non possiamo quindi che essere contenti degli accertamenti fatti dall’Ispettorato del Lavoro e dalla Finanza nei confronti della cooperativa La Corsica, come vengono riportati dall’articolo della Prealpina di sabato scorso.
Come organizzazione sindacale, abbiamo denunciato al Prefetto di Varese la pratica della coop LaCorsica, consistente nel pagare in busta paga solo una parte delle ore lavorate dai soci lavoratori, nel lasciare a casa senza lavoro chi “non ubbidisce” ai dirigenti della cooperativa e nella comunicazione telefonica solo poche ore prima dell’inizio del turno di lavoro.
Abbiamo anche denunciato al giudice del lavoro queste illegalità.
Mercoledì scorso, la coop LaCorsica al tribunale di Busto Arsizio, in una causa dal Giudice del Lavoro dott.ssa LaRussa ha conciliato con un socio lavoratore, nostro iscritto, il pagamento di alcune giornate non retribuite a causa della mancata comunicazione dei turni e si è impegnata, per il futuro, a programmare i turni di lavoro secondo decade prestabilite e con un anticipo di 3 giorni rispetto ad ogni decade lavorativa.

I SOCI LAVORATORI DELLA RIZ SERVICE, COSTRETTI A CHIEDERE IL FALLIMENTO DELLA COOP. PER POTER OTTENERE IL TFR.
Gli stessi soci di cooperativa che ora operano per LaCorsica, lo scorso anno lavoravano per la Riz Service, a cui Alha ha revocato l’appalto presso il cargo di Malpensa. La Riz Service ha trattenuto il loro tfr per versarlo al fondo pensione. All’atto del passaggio da Riz Service alla LaCorsica, i soci lavoratori si sono però accorti che la cooperativa non aveva versato il loro tfr al fondo pensioni. Siamo quindi alla truffa nei confronti dei soci della Riz che ora dichiara di non avere i soldi per rimborsare i lavoratori. Ora questi lavoratori per poter recuperare dall’INPS il loro tfr debbono chiedere il fallimento della cooperativa.

I SOCI DELLA COOP AIRSERVICE COSTRETTI A BLOCCARE I CAMION PER AVERE LE LORO SPETTANZE.
A luglio i lavoratori di AirService che operavano presso MLE-Argol, dopo l’ennesimo cambio di appalto, con l’assunzione solo di una parte dei lavoratori e ad orario ridotto, per ottenere le loro spettanze di fine lavoro, hanno dovuto allestire il presidio e arrivare anche al blocco dei camion. Ora dopo aver occupato la cooperativa per ottenere le buste paga, hanno attivato i nostri legali per avere dalla coop e da Mle tutto quanto il dovuto.

BASTA,
QUESTI RAGGIRI AD DANNI DI CENTINAIA DI LAVORATORI SOCI DI COOPERATIVE DEBBONO FINIRE.
Il trucco delle false cooperative, serve solo ad ALHA e MLE che così risparmiano milioni di euro.
Costruiamo una vertenza generale perché tutto questo finisca e le committenti assumano direttamente tutti i lavoratori.

MERCOLEDì 26 OTTOBRE ALLE ORE 15.00 presso la nostra sede di GALLARATE via Pasubio 8, ASSEMBLEA DI TUTTI I LAVORATORI DEL CARGO DI MALPENSA.

2011-10-16 15milioniinvolo.pdf

 
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