Sindacatini e sindacatoni

E’ stato un grande successo lo sciopero dei Trasporti del 16 giugno, indetto da CUB , SGB, SiCobas, AdlCobas, Usi-Ait e Slai.


 

 

Uno sciopero di tutti i settori dei trasporti e della logistica mai proposto finora, per cercare di dare una prospettiva generale ai problemi dei settori, a partire dalla loro pubblicizzazione e per offrire spazio e strumenti di affermazione ad uno scontento sociale crescente.

Un successo quindi perché ha interessato in maniera visibile tutti i settori dei trasporti compresa la logistica, e perché territorialmente esteso in tutta Italia dalla Sicilia a Torino e a Venezia passando per Roma Firenze e Milano, coinvolgendo numerosi centri minori ma quantitativamente molto importanti. Si può definirlo un successo, inoltre, perché hanno aderito molti altri sindacati e perché molti lavoratori e pezzi di organizzazioni anche confederali hanno manifestato il loro dissenso alle politiche governative e padronali liberandosi dalla cappa di caserma di cgil-cisl-uil.

Contro questo sciopero, a causa della forza e della capacità di aggregazione dimostrata, si sono subito levate le invettive del governo e dei segretari di cgil cisl uil. In modo coordinato, hanno subito affermato che i sindacatini, minoritari senza iscritti e seguito, non possono fermare il paese e pertanto promettono immediate misure per impedire che possano dichiarare lo sciopero.

Invece di interrogarsi sulla loro capacità di comprendere le condizioni dei lavoratori per darvi risposte, semplicemente ipotizzano altri interventi repressivi! Viva la democrazia! Governo padroni e cgil-cisl-uil pensano di cambiare ulteriormente le regole del gioco, rendendo ancora più difficile la possibilità di indire lo sciopero riservandola sostanzialmente ai soli sindacati fedeli o sanzionando i sindacati e i lavoratori che si opporranno agli accordi da loro firmati. E’ giusto ribadire che lo sciopero si è svolto tutto all’interno delle regole repressive ed autoritarie della legge 146 che vincolano fortemente questo diritto; malgrado tutte le limitazioni, i lavoratori hanno scioperato e dimostrato il loro dissenso alle politiche di lor signori e il sostegno alle rivendicazioni.

E’ demenziale definire minoritari sindacati che mobilitano in una azione di sciopero il 30/40% o più dei lavoratori. Minoritarie oggi sono le organizzazioni che si sono ritagliate su misura il monopolio della rappresentanza in accordo con i padroni e, in virtù di tale monopolio, svendono i diritti dei lavoratori ed espropriano il loro potere di decidere. Attenti però! Può anche accadere che questi lavoratori diano altro vigore alla loro protesta e, rafforzati dal successo ottenuto, tornino in piazza ancor più numerosi. Non ci appassiona il sapere di essere sindacatino o sindacatone, tantomeno cosa inventeranno per bloccare o contenere le proteste: noi lavoreremo per costruire tutti insieme una grande stagione di lotta in autunno che coinvolga altri sindacati, movimenti e lavoratori per cambiare questa società, per ridare diritti, reddito, lavoro stabile e tutelato a disoccupati e precari, e combattere le disuguaglianze diventate ormai insopportabilmente grandi ed inaccettabili.

Milano 20 giugno 2017

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