Pensioni 2017: dal tavolo del governo ai pensionati

solo sgocciolamenti. Tanto fumo e molta confusione.

Cambiare la legge Fornero.

Con la  legge di stabilità 2017 il Governo conferma la Legge Fornero e, come è suo stile, elargisce solo spiccioli a chi è veramente alla canna del gas. L’introduzione dell’Ape, l’estensione della quattordicesima e l’innalzamento della no tax area affrontano alcune situazioni di emergenza ma senza un disegno organico.

Cgil cisl e uil, coinvolte dal Governo in una sorta di accordo, plaudono le proposte contente di essere al tavolo a prescindere dai contenuti.

In sintesi gli interventi, salvo modifiche del parlamento:

Anticipo Pensionistico – Ape volontaria

A partire da maggio 2017, si consente di abbandonare il lavoro a 63 anni di età, quindi con 3 anni e sette mesi di anticipo a condizione avendo però almeno 20 anni di contributi e una pensione non inferiore a circa 700 euro al mese (1,4 volte il trattamento minimo inps).

L'operazione sarà attuata con prestiti dalle banche coperti da assicurazione ed erogati dall'Inps; detti prestiti dovranno poi essere restituiti con rate di ammortamento costanti in venti anni. Ciò rappresenterà una decurtazione di 150-200€ mensili in base all’ammontare della pensione.

In sostanza si potrà avere un prestito, commisurato all'importo della futura pensione, esente da imposizione fiscale erogata mensilmente per 12 mesi sino al raggiungimento dell'età di vecchiaia. Somma da restituire, a partire dalla data di pensionamento, sino al completo rimborso del capitale e degli interessi alle banche che hanno fornito l'anticipo.

I modelli e le procedure saranno stabilite da apposito decreto ministeriale attuativo.

In caso di decesso, il capitale residuo sarà rimborsato alla banca dalla polizza assicurativa stipulata contro il rischio premorienza e quindi non si rifletterà sugli eredi e sulla pensione di reversibilità.

APE e Ristrutturazioni

Consentirà di accedere all’anticipo della pensione ai lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione aziendale. Il padrone, con accordo tra le parti, al fine di agevolare il licenziamento del lavoratore, sosterrà i costi dell’APE volontario attraverso un versamento all’INPS di una contribuzione correlata alla retribuzione percepita prima della cessazione del rapporto di lavoro; in presenza di accordi collettivi anche attraverso appositi fondi bilaterali in modo da compensare in tutto o in parte gli oneri relativi alla concessione dell’APE.

Ape sociale

L’anticipo pensionistico è una prestazione assistenziale a carico dello stato (APE sociale) senza alcuna penalizzazione futura. Possono accedervi le seguenti categorie di lavoratori:

  • Disoccupati con almeno 30 anni di contributi senza indennità da almeno tre mesi;
  • lavoratori che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado con handicap grave: anche in questo caso, ci vogliono almeno 30 anni di contributi;
  • persone con riduzione della capacità lavorativa pari almeno al 74%, e 30 anni di contributi
  • lavoratori impiegati in mansioni usuranti da almeno sei anni, con almeno 36 anni di contributi.

Le mansioni usuranti sono le seguenti: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici, conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni, conciatori di pelli e di pellicce, conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante, conduttori di mezzi pesanti e camion, professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni, addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza, professori di scuola pre-primaria, facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia, operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

L’APE sociale non può superare i 1500 euro mensili, è compatibile con redditi da lavoro che non superino gli 8mila euro annui.

Lavoratori precoci: Lavoratori che hanno almeno 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni, possono andare in pensione con 41 anni di contributi se rientrano nei seguenti casi:

  • disoccupati senza indennità da almeno tre mesi,
  • lavoratori che assistono coniuge o parenti di primo grado con handicap grave,
  • lavoratori con riduzione della capacità lavorativa del 74%, lavoratori con mansioni usuranti da almeno sei anni (le tipologie di mansioni usuranti sono le stesse previste per l’APE).

Rita (rendita integrativa anticipata) I lavoratori con almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi versati a fondi integrativi hanno la possibilità di chiedere la liquidazione frazionata del montante accumulato richiesto. Le somme erogate sono tassate con aliquota al 15%, ridotta dello 0,30 % per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione del 6%.

Quattordicesima Alzata la soglia per il diritto alla quattordicesima da una 1,5 a 2 volte il minimo e varia a seconda dell’entità della pensione e degli anni di contribuzione. La 14esima va dai 437 euro per i lavoratori dipendenti che hanno una pensione fino a 1,5 volte il minimo e 15 anni di contributi (con un aumento annuo di 101 €), ai 504 dei pensionati con assegno da 1,5 a 2 volte il minimo con più di 25 anni di contributi.

Cumulo gratuito dei contributi La pensione si calcola pro rata con le regole delle singole gestioni. Possono scegliere il cumulo anche i lavoratori che avevano giù iniziato a versare rate per la ricongiunzione onerosa o che avevano scelto la totalizzazione dei contributi.

La pensione minima non tassabile annua sale a 8.000 euro anche sotto i 75 anni. Si tratta di uno sgravio medio di 38€ all’anno.

Eliminate le penalizzazioni per le pensioni anticipate e la crescita dell’età pensionistica per lavori usuranti legata alla speranza di vita.

Per gli esodati prevista l’ottava salvaguardia per 27.700 lavoratori licenziati o in mobilità rimasti senza pensione a seguito della riforma Fornero. Nessuno è in grado di stabilire se con questa ottava salvaguardia si risolve il problema esodati.

Per i pensionati Cub rivendica: il recupero integrale delle perequazioni scippate dai governi dal 2000 e di quelle riconosciute dalla Corte Costituzionale, pensioni a 60 anni o con 35 anni di contributi, anticipo per lavori usuranti e calcolo retributivo, trasferimento contributi aziendali dai fondi privati alla previdenza pubblica.

Confederazione Unitaria di Base

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