CABINA DI REGIA MALPENSA

BONOMI SU PANORAMA 

Come avete raggiunto la cifra di 53,2 milioni di utile netto nel 2009?
L’utile netto industriale è di 22 milioni, il resto viene da dismissioni. Comunque non daremo dividendo, i ricavi li destiniamo ai nuovi investimenti infrastrutturali. I risparmi sono venuti in particolare sul costo del lavoro. La cassa integrazione a rotazione e volontaria porta mediamente i dipendenti a stare a casa due giorni al mese e andrà avanti fino al 2011. Non abbiamo certo fatto macelleria sociale, tant’è vero che non abbiamo avuto neanche un’ora di sciopero da parte dei nostri 5.500 dipendenti, organizzati in dieci sigle sindacali.

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Il lato oscuro del lavoro a Malpensa
Cooperative con comportamenti irregolari nel catering, parcheggi e merci

MILANO
2010-03-03 Matteo Prioschi sole24ore
Visto da fuori Malpensa appare suggestivo. Aerei, grandi spazi, le divise di piloti e assistenti di volo, destinazioni famose o esotiche. Un mondo scintillante che però, da un altro punto di vista, appare profondamente diverso e che secondo l'allarme lanciato dal Cub Trasporti a Malpensa, rischia di trasformarsi in una nuova Rosarno.
La prospettiva in questione è quella delle decine di lavoratori che operano nel mondo delle cooperative. Se i piloti, nel mondo aeroportuale, costituiscono il vertice di una sorta di scala sociale-lavorativa, questi addetti si trovano molto vicini all'estremo opposto. Per contenere il costo complessivo del lavoro, infatti, nel settore cargo, nel catering, nella gestione dei parcheggi le società principali appaltano le attività a basso valore aggiunto a cooperative.
Nell'area merci, per esempio,si occupano della movimentazione dei bancali all'interno dei magazzini e del carico e dello scarico dei camion. Un sistema di per sé legale, che, a detta degli stessi addetti, fino a qualche tempo fa funzionava bene e consentiva di guadagnare fino a 1.200 euro al mese, che potevano diventare anche 1.600 con straordinari e notturni.
Negli ultimi tempi, però, la situazione è peggiorata, anche se non ovunque allo stesso modo. Mancanza di autonomia gestionale (in pratica la società che si serve delle cooperative comanda direttamente tali addetti); contributi versati non corrispondenti alle ore effettivamente lavorate, maggiorazioni per festivi e notturni calcolate erroneamente. Queste alcune delle irregolarità che si leggono in due relazioni dell'Ispettorato del lavoro risalenti all'autunno scorso riguardanti due cooperative, Gedima e General project che avevano fornito servizi nell'ambito del catering e dei parcheggi. I lavoratori sono quasi tutti extracomunitari: albanesi, marocchini, pakistani, senegalesi e altro ancora. «A tali condizioni, che includono una programmazione dei turni inesistente, con chiamata giorno per giorno – commenta Renzo Canavesi del sindacato Cub Trasporti – gli italiani se possono fannoa meno di un posto di lavoro di questo tipo». Oggi una delle situazioni più critiche, secondo il Cub Trasporti, è quella dei lavoratori delle cooperative Riz Service e La Corsica che svolgono attività per conto di Alha,il più grande cargo handler d'Italia, come la società stessa si definisce sul suo sito. Nei mesi scorsi, secondo il sindacato, si è verificato uno "strano" passaggio di addetti dalla prima cooperativa alla seconda, senza criteri chiari e addirittura, come messo nero su bianco in una lettera indirizzata alla divisione di vigilanza sulle cooperative del ministero delle Attività produttive, la proposta di passaggio è stata accompagnata da richieste di denaro da parte dei responsabili. Con il risultato che chi non ha accettato, ora è rimasto in carico alla Riz e in cassa integrazione.
Un'accusa respinta dai responsabili de La Corsica che sottolineano come, a fronte di un aumento di lavoro, sia stato offerto a tutti i gli addetti dell'altra cooperativa il passaggio senza alcuna richiesta di denaro e che al contrario, alcuni lavoratori dopo aver cambiato si siano dimessi da soci. Si tratta di passaggi volontari secondo il responsabile di Riz Service, di addetti che, a fronte di un calo di lavoro e della prospettiva di cassa integrazione, hanno trovato un'altra occupazione. Quanto a richieste di denaro per favorire i passaggi, dalla Riz fanno sapere che non ci sono elementi per affermare o smentire ma se ci sono state dovranno essere affrontate dalle autorità competenti. Il passaggio da una cooperativa all'altra,del resto,non è una novità. Tre anni fa si era già verificato in senso opposto, da La Corsica a La Riz, pare senza difficoltà.
Anche in altri settori, come nei parcheggi, presenti anche fuori dal sedime aeroportuale, la situazione non è delle migliori, perché spesso, segnalano alcune sigle sindacali, i lavoratori vengono inquadrati con il contratto Unci, specifico per le cooperative, che nega alcuni diritti previsti dai contratti nazionali dei settori in cui operano e retribuzioni inferiori del 30-40 per cento. «Ci sono anche dipendenti –afferma Saverio Innocenzio della Cgil Filt Varese – che non ricevono gli stipendi da 2-3 mesi. Una situazione che ha modo di svilupparsi perché il settore è deregolamentato e senza un intervento vedrà proseguire la crescita del ricorso alle cooperative. Da questo punto di vista, la recente divisione del tavolo tra Assaeroporti e Assohandling che si è verificata in occasione del rinnovo dei contratti nazionali complica le cose».