CABINA DI REGIA MALPENSA

VENERDì 26.10.12 SCIOPERO
DI TUTTO IL PERSONALE DI MALPENSA E LINATE

 DALLE 13:00 ALLE 17:00 REPARTI OPERATIVI
 4 ORE FINE TURNO SETTORI NON OPERATIVI

PRESIDIO MANIFESTAZIONE AL TERMINAL 2 (partenze)

E’ ORA DI FERMARE LO STILLICIDIO DI LICENZIAMENTI ED
IL SACCHEGGIO DEI DIRITTI IN AEROPORTO


 LO SCIOPERO E' INDETTO PER FERMARE LA PRECARIZZAZIONE DEL LAVORO, I TAGLI AI SALARI, IL PEGGIORAMENTO NORMATIVO, LE PRIVATIZZAZIONI, LE CESSIONI E LE DISMISSIONI DELLE ATTIVITA'.
 LO SCIOPERO E' INDETTO CONTRO IL MANCATO RISPETTO DELLE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA SOCIALE DA PARTE DELLE AZIENDE E CONTRO I LICENZIAMENTI.
 PERCHE' NEI CAMBI DI APPALTO CHE AVVENGONO NEI SEDIMI AEROPORTUALI SI APPLICHINO CLAUSOLE SOCIALI CERTE E UGUALI PER TUTTI CON IL RISPETTO DELL'OCCUPAZIONE E DELLE CONDIZIONI ECONOMICHE E NORMATIVE DEI LAVORATORI.

TUTTI I LAVORATORI POSSONO SCIOPERARE!

CUB TRASPORTI
FLAICAUniti CUB


per informazioni
ALCOBAS CUB
Via Pasubio, 8 Gallarate
t.0331/076413 fax.0331/1832254

 

GIOVEDì 18 OTTOBRE ORE 15.00,
PRESSO LA SEDE DI GALLARATE via Pasubio, 8:

ASSEMBLEA DEI DELEGATI E LAVORATORI DI MALPENSA,
IN PREPARAZIONE DELLO SCIOPERO DI TUTTI I LAVORATORI DEL SEDIME AEROPORTUALE DI MALPENSA E LINATE PER IL 26 OTTOBRE

 

SCIOPERO GENERALE DI TUTTI I LAVORATORI CHE PRESTANO SERVIZIO NEGLI AEROPORTI di LINATE E MALPENSA, NEL RELATIVO INDOTTO ED IN TUTTE LE COMPAGNIE AEREE DEL 26 OTTOBRE 2012 – DALLE ORE 13,00 ALLE ORE 17,00 – 4 ORE A FINE TURNO NEI SETTORI NON SOGGETTI ALLA L.146/90 E L.83/00.

Lo Sciopero Generale e' indetto contro la precarizzazione del lavoro, i tagli ai salari, il peggioramento normativo, le privatizzazioni, la polverizzazione delle aziende, le cessioni e le dismissioni delle attivita', il mancato rispetto delle clausole di salvaguardia sociale da parte delle aziende e contro i licenziamenti.

Inoltre lo Sciopero Generale è indetto per la difesa delle clausole sociali nei cambi di appalto e per l'applicazione di regole certe e uguali per tutti con il rispetto dell'occupazione e delle condizioni economiche e normative dei lavoratori.

Durante lo sciopero generale saranno garantiti i servizi minimi essenziali. eventuali diverse articolazioni di categoria saranno comunicate a cura delle stesse.

CUB Trasporti

 

Il ministro Passera

per salvare Malpensa, ridimensioniamo Linate

L'antico duello tra Malpensa e Linate torna. Lo spunto è uno studio presentato da The European House Ambrosetti e Sea-Aeroporti di Milano al workshop di Villa d'Este, in cui viene tracciata la strada per riconfigurare i due scali, trasformando Linate nel terminale per la navetta Roma-Milano e massimizzare così Malpensa in modo da concentrare il traffico su un'unica grande infrastruttura lombarda.
Non averci pensato a suo tempo è stato «un grave errore» ha commentato il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, che a Cernobbio ha annunciato la messa a punto «in poche settimane» del nuovo piano aeroporti . «Si è persa una grandissima occasione - per Passera -. Colpa delle amministrazioni, un po' tutte di questa parte d'Italia, che non hanno avuto coraggio quando era ovvio che tenere l'internazionale da una parte e l'intercontinentale avrebbe impedito di creare un vero hub». Un'occasione mancata ma non persa: «Se c'è la volontà - ha aggiunto il ministro -, c'è ancora il tempo per farlo. L'opportunità c'è». Ora c'è anche il progetto per realizzare il piano «a costo zero, creando occupazione» ha detto il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, soddisfatto per l'apertura del governo. «Finalmente - ha detto - ci sono una sensibilità e una volontà di introdurre un modello di traffico che preveda e possa portare a una maggiore concentrazione di voli di breve e medio raggio su Malpensa, per favorire investimenti e voli di lungo raggio da Malpensa».

2012-09-07 il caso malpensa linate.pdf

2012-09-07 il filo logico della ricerca.pdf

 

Quotazione per il 25% di Sea

Si aprono nuovi scenari intorno alla vendita della società aeroportuale Sea e della holding stradale Serravalle, la prima controllata dal Comune di Milano (col 54,8%) e la seconda dalla Provincia di Milano (col 52%, attraverso la holding Asam). Per Sea si procederà con la quotazione entro gennaio 2013 di circa il 25%, utilizzando una procedura Consob già avviata tra il 2010 e il 2011 e non ancora archiviata (e da cui Palazzo Marino spera di incassare almeno 300 milioni). Negli anni successivi, lo sbarco a Piazza affari potrebbe estendersi e completarsi con tutte le altre azioni in mano a Provincia e Comune.
Per Serravalle invece è prevista una vendita congiunta delle quote provinciali e comunali (che sommate superano il 70%) entro fine anno, così da permettere rapidamente ai due enti pubblici di chiudere il bilancio previsionale 2012. Questi gli accordi tra i vertici di Palazzo Marino e Palazzo Isimbardi, che dovrebbero essere ufficializzati oggi.
Si dovrebbe chiudere così una vicenda che dura da quasi due anni. Con la necessità del Comune e della Provincia di Milano di usare i propri asset per fare cassa e rispettare il patto di stabilità, stanno prendendo forma gli accordi di vendita delle due partecipate più importanti e ricche, recentemente interessate da inchieste delle procure di Milano e Monza.
Fino a poche settimane fa si parlava di una permuta tra i due enti: Palazzo Isimbardi avrebbe dovuto cedere a Palazzo Marino il 14,56% di Sea, in cambio del 18,6% di Serravalle. Così Provincia e Comune avrebbero ricostituito pacchetti di maggioranza più ampi e più appetibili per il mercato nella prospettiva di bandi pubblici entro il 2013. Ma l'accordo è saltato dopo la diffida del fondo F2i, che a fine 2011 ha acquisito dal Comune il 29,75% di Sea tramite gara (e i cui vertici sono ora nel mirino della procura di Milano per turbativa d'asta). La contestazione si è basata sul fatto che due azionisti non possono scambiarsi quote senza aprire un bando pubblico. La Provincia quindi ha bloccato l'iter.
Ora il nuovo progetto sembra mettere in difficoltà proprio F2i, che da tempo punta a rilevare la maggioranza di Sea. La quotazione costringerebbe infatti il fondo, se ancora guardasse al controllo della gestione di Linate e Malpensa, a rastrellare azioni dal mercato di Borsa. Con il rischio di sborsare più di quanto avrebbe fatto per una quota più piccola comprata attraverso una gara, meno costosa ma in grado di assicurare il controllo.

INCHIESTA SULLA VENDITA SEA

Sea, perquisizione della Guardia di Finanza negli uffici di Linate

L'inchiesta riguarda la vendita delle quote della società aeroportuale al fondo F2I
Una perquisizione è in corso negli uffici della Sea a Linate nell'ambito dell'inchiesta sulla vendita del 29,75% della società, in capo al Comune di Milano, al fondo F2I. Negli uffici della società di gestione degli aeroporti milanesi sono arrivati gli uomini delle Fiamme Gialle per acquisire una serie di documenti. Le perquisizioni sono state disposte dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo titolare dell' inchiesta nella quale al momento sono indagati, dallo scorso maggio, Vito Gamberale, amministratore delegato di F2I ed ex Ad di Società Autostrade, e Mauro Maia, socio nel fondo per le infrastrutture.
L'INCHIESTA - L'indagine, che sempre lo scorso maggio aveva visto le fiamme gialle acquisire documentazione in Comune a Milano, intende far luce sulla cessione del 29,75% di azioni della società che gestisce gli aeroporti milanesi a F2I e capire come mai, questa l'ipotesi, Gamberale e Maia sapessero quattro mesi prima del bando di gara poi vinto dal fondo per le infrastrutture. Da quando si è saputo le perquisizioni presso Sea sono «presso terzi» e dunque non c'è alcun indagato tra i manager della società. L'inchiesta che ha portato Gamberale e Maia ad essere accusati di turbativa d'asta è nata da una telefonata del 14 luglio dell'anno scorso intercettata nell' ambito di un'indagine della procura di Firenze e trasmessa, assieme ad altri atti, a quella di Milano, nella quale l'amministratore delegato di F2I conversando con Maia aveva parlato della possibile indizione di parte di Palazzo Marino del bando di gara e di un appalto «fatto su misura» per le esigenze del fondo. Si tratta di un dialogo che ha aperto una serie di interrogativi e in base al quale inquirenti e investigatori vogliono accertare se siano state commesse irregolarità nello stesso bando di gara e se c'è stato qualcuno che ha avvertito con largo anticipo i due di un'operazione con cui alla fine F2I si è aggiudicata per 385.000.001 euro (un euro in più rispetto alla base d'asta) una fetta consistente di Sea.

 
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