PERCHE’ I LAVORATORI DI AVIS, MAGGIORE, SACAR E SACAR SERVICE SCIOPERANO?

Da anni assistiamo al continuo peggioramento della situazione lavorativa,  provocata da:

  • Disorganizzazione produttiva con carenza del personale,  che di conseguenza provoca stress e conflitti continui tra lavoratori e clienti;
  • Decentramento produttivo a partire dal car-care, con società fittizie che non pagano correttamente i lavoratori e che finita la loro funzione spariscono, lasciando i lavoratori senza stipendi e in mezzo ad una strada;
  • Precarizzazione del lavoro.

CON QUESTE CONDIZIONI LAVORATIVE, ALLA RICERCA DEL SEMPRE MAGGIORE PROFITTO, CHI NE PAGA LE CONSEGUENZE SONO I LAVORATORI ED I PASSEGGERI!

In un settore con sempre in forte espansione e con record di profitti, Avis e Maggiore, leader del settore, pur di combattere i lavoratori, per arrivare alla massima precarietà, stanno inoltre introducendo forme illegali di controllo del personale.

Presso le società di navettamento vetture Sacar, che operano a Malpensa per Avis e Maggiore, dal febbraio scorso, è stato infiltrato un “agente segreto”.

Di origine albanese, da poco cittadino italiano, poliziotto durante la guerra civile a Valona, questa persona è stata assunta come semplice lavoratore addetto al navettamento vetture senza alcuna comunicazione del suo ruolo di “guardia” in violazione di quanto previsto dallo Statuto dei Lavoratori che impone la preventiva identificazione, di fronte ai lavoratori, di chi svolge simile mansione.

L’agente “coperto” è stato scoperto perché i lavoratori, già insospettiti dai suoi continui inviti a fare qualche trasgressione alle discipline aziendali, quando sono arrivati ben 2 licenziamenti, hanno capito che alla base di essi poteva esservi proprio quel signore e che le sue provocazioni erano proprio dirette a creare situazioni per dimostrare la sua bravura.

contemporaneamente, tramite una società investigatrice, legata allo stesso “spione”, i lavoratori più attivi sindacalmente, sono stati pedinati fuori dal posto di lavoro e controllati per mesi, alla ricerca di pretesti per poterli licenziare. Con questo meccanismo, di provocazione all’interno del posto di lavoro e controllo all’esterno, la Sacar ha sospeso, con pretesti assurdi, già tre rappresentanti sindacali della cub trasporti.

E’ stata, dunque, posta in atto una nuova strategia per “normalizzare” una delle situazioni più combattive di Malpensa, che ha visto in questi anni, prima, la lotta contro la terziarizzazione da parte di Avis verso società fittizie con il solo scopo di pagare di meno i propri dipendenti e, poi, continue iniziative per ottenere le retribuzioni dovute, culminate proprio  in queste settimane con il recupero del tfr e delle spettanze per tutti e 70 lavoratori occupati a Malpensa e Linate.