14 O 8  GLI AEROMOBILI IN ARRIVO?  LA DIFFERENZA NON ESISTE:

SONO SOLO BUGIE!

Siamo alle plateali bugie ed invenzioni, pur di nascondere che per Alitalia non esiste alcun Piano di rilancio e di ristrutturazione ma che il vero obiettivo degli azionisti (banche ed Etihad), con il consenso strisciante del Governo (… Renzi docet !), è quello di ridimensionare ulteriormente la ex-Compagnia di Bandiera per prepararne la definitiva svendita ad una delle major straniere (Lufthansa?).

E così durante l'illustrazione del Piano Alitalia spunta l'invenzione dell'errore nelle slides: non sarebbero 8 gli aeromobili che verranno inseriti nella flotta AZ ma 14!

Chissà se domani diranno che, per effetto di un altro errore di stampa, non ci saranno licenziamenti ma assunzioni e che i salari aumenteranno invece di diminuire: FINITELA DI PRENDERCI PER IL CULO.

UNA RISATA VI SEPPELLIRÀ

Ormai non è un mistero per nessuno che gli oltre 2400 licenziamenti dichiarati (...e gli oltre 600 non palesati!), le esternalizzazioni, il taglio salariale e la pretesa di erodere  i diritti acquisiti dalla categoria sono interventi  funzionali solo ad alleggerire la Compagnia e renderla un “affare” per chi l'acquisterà.

D'altra parte sembra ormai chiaro a tutti che Etihad, dopo la fallimentare esperienza europea e la rocambolesca uscita da Air Berlin, voglia mollare quanto prima anche Alitalia, archiviando in fretta la sortita europea: un investimento dalla incerta profittabilità.

LO SANNO AL GOVERNO E LO SANNO I SINDACATI

A quanto pare, però, né i Ministri interessati, né i rappresentanti delle altre OO.SS.  sembrano voler interrompere la “ recita ” iniziata ai tavoli, ove non esiste alcuna trattativa e dove il destino della categoria è ipotecato da un progetto pericoloso e privo di credibilità,  dal costo sociale inaccettabile.

Paradossalmente già echeggia in categoria la trovata del referendum: una consultazione con cui, con il ricatto del fallimento,  qualcuno pretende di chiedere ai lavoratori (una maggioranza) se sarà giusto sacrificare qualche migliaia di colleghi (una minoranza) in nome di un rilancio che non esiste.

NESSUNO HA IL MANDATO PER AVALLARE UN'ALTRA SCONFITTA

UN’ALTERNATIVA ESISTE: SOLO UN CONSISTENTE INTERVENTO PUBBLICO POTRÀ GARANTIRE IL RILANCIO DI ALITALIA. ALTRO CHE PRESTITO ALLE BANCHE!

LA CATEGORIA POTRÀ SALVARSI, ANCHE NELL'INTERESSE DELLA COLLETTIVITÀ:  SERVONO COMPATTEZZA E DETERMINAZIONE!

E' URGENTE E NECESSARIO DISOBBEDIRE E RESPINGERE L’INACCETTABILE SPECULAZIONE ORCHESTRATA SULLE NOSTRE SPALLE!

La Cub Trasporti, oltre allo sciopero di 24 h del 5 aprile 2017,  indirà lo STATO DI AGITAZIONE e altre iniziative di lotta:

UNA MOBILITAZIONE AD OLTRANZA CHE NON PUÒ E NON DEVE FERMARSI! LA NAZIONALIZZAZIONE È L’UNICA SOLUZIONE