Piano Alitalia:

L’unica certezza sono i licenziamenti,

le esternalizzazioni, i tagli salariali e normativi

NON SE NE PUÒ PIÙ: ma VAFFA.......

Le parole sono finite. Purtroppo, però, non bastano neppure le parolacce: Sciopero 20.1.2016 ore 14-18!

Il Piano Alitalia al momento resta coperto. Azionista emiratino e banche (…quindi Governo!) sembrano ancora dover trovare la quadra sia sul progetto industriale che sul management (…speriamo non arrivi Passera!).  PER ORA SOLO SU UN PUNTO SONO TUTTI D’ACCORDO: COLPIRE LA CATEGORIA!

Per fermarli deve decollare la mobilitazione: solo così si può evitare l’aggressione alla categoria.

Il problema di Alitalia non è il costo del lavoro, ben al di sotto di quello dei principali vettori europei (low-cost escluse!). Per non parlare del numero di dipendenti per aeromobile: meno della metà delle principali compagnie europee, un terzo in meno di Etihad.

Di fatto sono fallite sia la privatizzazione, sia l’arabizzazione di Alitalia: due passaggi in cui è stata ridimensionata la ex-Compagnia di Bandiera e tagliata l’occupazione, la normativa e il salario.

Tutto ciò a nulla è servito, in quanto il problema è solo la mancanza di provento. Non è vero che per Alitalia serve l’esorcista, né il miracolo (…nonostante il Papa riceverà Montezemolo!).

Sono necessari urgenti investimenti, consistenti e finalizzati a restituire al nostro Paese un vettore in grado di tutelare gli interessi della collettività e del sistema industriale italiano: una missione che può centrare l’azionista pubblico che non ha altra scelta che nazionalizzare Alitalia e le principali aziende del ricco comparto.

Qualsiasi altra soluzione non lascerà scampo ad Alitalia che, per le dimensioni in cui è stata ridotta, non può competere con i principali vettori europei e non può neppure concorrere con i vettori low-cost, che, sfruttano il personale ma beneficiano di aiuti pubblici e di tassazioni e contribuzioni scontata.

Altro che blocco degli automatismi salariali, disdetta del contratto, “ low - costizzazione ” della normativa, ulteriori ammortizzatori sociali e prolungamento del Fondo del Trasporto Aereo.

Nessun sindacato può accettare di sottoscrivere ulteriori licenziamenti e sacrifici per i dipendenti Alitalia che poi, come sempre, sarebbero scaricati sui lavoratori aeroportuali e sull’intero indotto.

L’IMPOVERIMENTO NON METTE AL RIPARO IL NOSTRO FUTURO: ALMAVIVA LO INSEGNA! Nonostante i salari a 500/600 euro al mese, hanno licenziato 1666 dipendenti a Roma.

1600 licenziamenti: un numero che ricorre pure in Alitalia. Più di sempre, è inaccettabile! E’ urgente imporre che venga rimesso in discussione il modello industriale. E’ improrogabile la necessità di imporre una svolta nell’approccio politico-istituzionale-sindacale, affinché i lavoratori non continuino a subire. SI PUÒ GUARIRE DALL’IMMOBILISMO: LA MOBILITAZIONE È L’UNICO INVESTIMENTO PER IL FUTURO DEL COMPARTO  SCIOPERO 20.1.2017 ore 14 – 18 (4 ore a fine turno per i non operativi) Presidio allo scalo di  Fiumicino dalle ore 14  (lo sciopero era indetto per di 24 ore ma la Commissione di Garanzia ha imposto la riduzione a 4 ore in quanto anche CgilCislUilUgl per ora hanno confermato la loro indizione per il 20.1.2017 dalle ore 14-18)

CORTEO CITTADINO CONTRO LA MATTANZA OCCUPAZIONALE ALITALIA E ALMAVIVA: SABATO 21.1.2017 ORE 14,30 PIAZZA DELLA REPUBBLICA Fiumicino