ALITALIA : INACCETTABILI ALTRI SACRIFICI PER I LAVORATORI!

Il 12.12.2016 si riunisce il CdA Alitalia Sai:

licenziamenti, esternalizzazioni, tagli salariali,

precarietà e ridimensionamento della compagnia

Altro che decollo promesso da Montezemolo e Renzi!

PRESIDIO DEI LAVORATORILunedì 12.12.2016 - ore 10,00

davanti alla palazzina ALFA in Area Tecnica nell'aeroporto di Fco

A quanto pare anche l’Alitalia italo-emiratina si sta inesorabilmente avvitando e precipitando in una situazione identica a quella in cui sono finite sia la Cai e, prima ancora, la ex-Compagnia di Bandiera.

Altro che decollo promesso da Renzi e Montezemolo nel 2015. Sono bastati 2 anni dall’ingresso di Etihad e di nuovo si è determinata una situazione finanziaria e debitoria delicatissima per la “nuova” Alitalia.

Ormai è assodato: finora il nuovo management alla cloche di Alitalia Sai dal 1.1.2015, come era stato con i “capitani coraggiosi” alla guida della privatizzata ex-Compagnia di Bandiera, sono solo riusciti a licenziare, tagliare i salari, peggiorare le condizioni di lavoro, diminuire gli standard di sicurezza per chi è in servizio, aumentare la precarietà.Con buona pace delle altre OO.SS. che hanno firmato e si accingono a stipulare accordi di ulteriori sacrifici e rinunce per la categoria.

Tutti gli altri obiettivi per il rilancio di Alitalia sono miseramente falliti, peraltro in una condizione di traffico passeggeri e merci crescente, in un periodo in cui si registra un’ampia crescita dei profitti per le compagnie aeree (la Iata ha reso pubblico che nel 2016 si è raggiunto il record di utili per le aerolinee: 36 MLD di dollari!) ed in un arco temporale in cui il costo del petrolio è ai minimi storici.

L’aumento delle rotte intercontinentali non si è mai adeguatamente concretizzato, sia per gli accordi penalizzanti sottoscritti dalla Cai con AF, KLM e Delta, sia, soprattutto, per il mancato ingresso in flotta degli aeromobili di lungo raggio più volte promessi dall’investitore emiratino ma mai “atterrati” a Fiumicino.

In realtà l’Alitalia, ieri come oggi, senza un vero piano di impresa (…a parte il recente restyling delle divise e degli aerei!) e senza il supporto di un Governo capace di imprimere un cambio di rotta, è rimasta esposta alla aggressiva concorrenza delle compagnie low-cost soprattutto sul corto e medio raggio, con l’inevitabile epilogo che tutti ormai conosciamo ed in molti davamo per scontato.

Nonostante ciò il management AZ, senza la minima esitazione, puntuale come un orologio svizzero, fa piombare sulla categoria le pretese di nuovi tagli e nuovi sacrifici da scaricare sulle spalle dei lavoratori.

VERGOGNA!

Paradossale è il silenzio e l’immobilismo delle altre OO.SS. che come successo in più occasioni, sanno bene che il management AZ sta predisponendo ulteriori inaccettabili conseguenze per la categoria, le cui condizioni saranno ulteriormente trascinate in un inesorabile dumping che, a partire dai dipendenti Alitalia, travolgerà tutto il comparto, come successo negli ultimi anni.

Altro che licenziamenti, esternalizzazioni, precarietà e tagliE’ ora che si torni a parlare di stabilizzazioni e che riprendano servizio i lavoratori licenziati, alcuni dei quali tenuti fuori dalla compagnia nonostante i Tribunali del Lavoro ne abbiano ordinato la reintegra: una pagina drammatica che ha coinvolto addirittura i disabili e che non accetteremo di nascondere sotto il tappeto.

PRESIDIO DEI LAVORATORI (fuori dal servizio o in permesso personale) Lunedì 12.12.2016 - ore 10,00

davanti alla palazzina ALFA in Area Tecnica nell’aeroporto di Fco

Fiumicino 10.12.2016