ALITALIA:

UN CdA A CARTE COPERTE!

L’appuntamento  previsto per il 23.11.2016 non svelerà interamente

il nuovo Piano che verrà reso noto dopo il voto del Referendum del 4.12.2016

ESUBERI, ESTERNALIZZAZIONI, TAGLI

Renzi teme che il nuovo Piano AZ possa danneggiarlo:

contraddice le promesse di un rilancio che non c’è stato e rivela il disegno di ulteriori sacrifici per i lavoratori e di un ennesimo ridimensionamento per la ex-Compagnia di Bandiera.

nonostante Montezemolo-Hogan-Cramer rinvieranno l’annuncio di alcune decisioni sui licenziamenti e sul ridimensionamento dell’Alitalia a dopo il voto del 4.11.2016, LA Cub Trasporti ha proclamato un:

PRESIDIO DEI LAVORI – Mercoledì 23.11.2016 - ore 10,30

davanti alla palazzina NHQ in Area Tecnica nell'aeroporto di Fco

“…Vorrei chiedervi di allacciare le cinture perché qui stiamo decollando davvero. Piaccia o non piaccia”: erano queste le parole di un gongolante Renzi il 4.6.2015 durante la presentazione della nuova livrea Alitalia negli hangar di Fiumicino, a sei mesi dall’investimento degli emiratini dal 1.1.2015 dopo la chiusura, a fine 2014, della fallimentare privatizzazione degli “italici patrioti”della ex-Compagnia di Bandiera.

Come in ogni parata che si rispetti, i costi sociali dell’ennesima “benefica ristrutturazione” dell’Alitalia erano stati nascosti sotto al tappeto, pur di sciorinare una narrazione totalmente piegata alle esigenze di propaganda del nuovo Governo e del suo leader.

Ben si era guardato Renzi dal ricordare i 1600 licenziamenti avvenuti a fine 2014, la dilagante precarietà e i migliaia di lavoratori in attesa di una stabilizzazione che, nella migliore ipotesi, sarà finta (…con il Jobs Act!), i tagli salariali subiti dai dipendenti AZ e l’espulsione dei disabili e appartenenti alle categorie protette.

Né Renzi, durante l’effimera messa in scena negli hangar di FCO, si è ricordato di sottolineare che la “nuova” Alitalia nei primi 6 mesi della gestione italo-emiratina, approfittando dei regali concessi dal nuovo Governo ai “prenditori” italiani e stranieri, aveva ulteriormente allargato il bacino dei precari (…stabilizzandone  pochi con gli sgravi contributivi ma senza le tutele dell’art.18!) e soprattutto aveva reinserito in servizio centinaia di licenziati dopo un drastico taglio dei loro stipendi ed ai loro diritti.

Peraltro Renzi si era ben guardato dal riconoscere che la pioggia di ammortizzatori sociali utilizzati come un bancomat da parte di Alitalia erano stati concessi anche dal suo Governo, senza una concreta esistenza degli esuberi ma solo per favorire l’espulsione dei lavoratori a più alto costo e con diritti più reali delle aleatorie “tutele crescenti”.

Come è noto, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, quindi, la verità sta venendo a galla, rivelando l’inconsistenza degli annunci del Presidente del Consiglio sul futuro di Alitalia.

La nuova Alitalia-Sai è in procinto di effettuare un altro piano di ristrutturazione con esuberi ed un pacchetto di esternalizzazioni (l’IT, l’amministrazione, il call center, alcuni settori di staff ma anche nella DMO sono in atto consulenze esterne per "selezionare" probabili settori/attività da esternalizzare mentre anche il Ground sembra possa essere interessato da operazioni di cessione) che verranno “snocciolate”, una ad una, nel prossimo futuro.

Come se non bastasse, in attesa che si concretizzi l’immissione in flotta AZ degli aeromobili di lungo raggio, promessi da Etihad ma mai arrivati, circa 14 aerei di corto-medio raggio verranno messi a terra, nel solito silenzio-assenso di cgilcisluilugl: un ulteriore ridimensionamento di Alitalia, erosa dalla concorrenza delle low-cost che dettano al Governo addirittura il taglio delle tasse aeroportuali mentre beneficiano di contributi pubblici dai territori, pagano le tasse all’estero e versano altrove i contributi previdenziali, per non parlare dello sfruttamento del personale che sistematicamente impongono.

NEL SILENZIO PREPARANO UN'ALTRA MATTANZA: E’ ORA CHE LA CATEGORIA BATTA UN COLPO!