ALITALIA/CAI FCO:

DISMISSIONI – TERZIARIZZAZIONI – ESTERNALIZZAZIONI

ALTRO CHE “CURA” !

QUESTE SONO STATE LE SOLUZIONI CON CUI È STATO SMANTELLATO IL PRINCIPALE POLO MANUTENTIVO AERONAUTICO DEL NOSTRO PAESE

Tutti ricordiamo la strategicità della Divisione Manutenzione della ex-Compagnia di Bandiera italiana: ogni tipo di revisione/manutenzione veniva effettuata in house amplificando il prestigio di Alitalia in tutto il mondo.

Di quella bellissima storia rimane quasi niente…solo i ricordi…dopo la dismissione l’anno passato dell’Area Carrelli non rimane quasi nulla delle manutenzioni dei componenti aeronautici…a parte qualche presidio e l’officina ruote dove ritarda da tempo l’internalizzazione delle commesse ruote Embraer, necessaria per la sopravvivenza e sviluppo del settore portando a zero l’esuberi nel reparto.

Nelle ultime settimane siamo stati testimoni dello squallido balletto dei sindacati firmaioli che unanimemente hanno avvallato attraverso firme, referendum farsa, immobilismo e revoche di scioperi ed assemblee, accordi capestro che colpiscono tutta la categoria e fanno pagare un ulteriore conto salato ai Lavoratori della DMO con centinaia di licenziamenti e ulteriore ridimensionamento delle attività

Di ciò che era la Divisione Manutenzione rimane veramente poco. Ora la si può considerare non più che un Presidio di Manutenzione dove la quasi totalità delle attività sono state delocalizzate all’estero. Sono rimasti in casa, appunto, solo piccoli presidi per alcuni componenti aeronautici e la manutenzione leggera per gli aeromobili negli Hangar.

L’INTERNALIZZAZIONE DELLA REVISIONE DEGLI AEROMOBILI DI LUNGO RAGGIO (SVOLTA DA ANNI PRESSO BEDEK IN ISRAELE) A FCO ATTRAVERSO ATITECH, RIMANE PER ORA UN MIRAGGIO, INCHIOSTRO SU CARTA, DI CUI NON SI HA PIU’ NOTIZIE NÈ TANTO MENO SE NE TROVANO RISCONTRI.

Le politiche aziendali hanno portato all’intera deindustrializzazione del territorio e alla liquidazione di un know how eccellente, acquisito in decenni di esperienza di cui vantarsi in tutto il mondo. Per non parlare del costo sociale di certe scelte di ridimensionamento che ancor oggi, con la stipula dell’accordo sugli esuberi, vede nella sola DMO 388 licenziamenti di cui 195 tra i tecnici/operai OFFIC.COMPONENTI 46; MEDIO RAGGIO 59; LUNGO RAGGIO 32; CABINA/VERNICIATORI 31;NDO 2

Emblematiche è la vicenda dei lavoratori dell’Officina Carrelli.

Officina dismessa un anno fa pur continuando ad attrarre sul mercato importanti commesse per terzi. Ora dei circa 90 Lavoratori (l’estate passata ricollocati in vari settori) una parte rischia di essere messa in mobilità in quanto il trasferimento in altri settori della DMO li ha lasciati orfani delle loro abilitazioni quindi considerati ora esuberi dalla stessa azienda che li ha trasferiti con l’avvallo di CGILCISLUIL (ricordiamo che solo la CUB Trasporti si oppose fattivamente alla chiusura del settore con scioperi ed incontri istituzionali) una parte invece è rimasta “prigioniera” di settori, come la sicurezza, e verranno espulsi fuori da Alitalia attraverso l’esternalizzazione dell’attività. Stesso epilogo potrebbe capitare pure ai tecnici delle ex Officine Componenti (avionica, elettronica, meccaniche ecc.) anche esse un fiore all’occhiello della Direzione Operazione Tecniche (ricordiamo bene i vari delegati sindacali che si vantavano di aver messo in giacca e cravatta degli operai…).

Infine citiamo AMS l’Officina Motori che, dopo una lunga e tortuosa storia fatte di terziarizzazioni e scelte scellerate, “versa” in concordato preventivo e ad un passo dalla chiusura. I 300 Lavoratori (da quasi 4 anni in cigs a rotazione) stanno per essere messi sul lastrico con la conseguente distruzione della loro alta professionalità.

La liquidazione dell’industria manutentiva è una delle più grandi vergogne della storia della nostra ex-Compagnia di Bandiera italiana.

Le delocalizzazioni delle attività non hanno determinato neppure una diminuzione dei costi: sono il risultato del ridimensionamento di Alitalia imposto dall’Europa e subito dalla politica e dal sindacato italiano.

ASSORDANTE E’ IL SILENZIO SINDACALE E POLITICO CALATO SULLO SMANTELLAMENTO DI UNA DELLE AREE INDUSTRIALI PIU’ IMPORTANTI DEL CENTRO-SUD ITALIA

In questi anni la politica e sindacati firmaioli hanno completamente abbandonato i lavoratori della DMO, offrendo il fianco alle scellerate politiche aziendali della vecchia, nuova e prossima Alitalia.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: devastazione occupazionale, ridimensionamento industriale, sperpero delle professionalità, dilapidazione del patrimonio collettivo, delocalizzazione delle attività.

SOLO CON LA MOBILITAZIONE I LAVORATORI POTRANNO TENTARE DI RIMETTERE IN DISCUSSIONE IL DISATRO CHE INCOMBE

Non ci sono scorciatoie. Non esiste una alternativa alla mobilitazione. La prova è ormai sotto gli occhi di tutti: nel silenzio e nell’immobilismo si consuma la mattanza dei diritti dei lavoratori!

La categoria non può continuare a fingere di non capire che solo attraverso l’unità dei lavoratori si potrà tentare di difendere il futuro del nostro comparto.

I lavoratori è ora che decidano di investire sul loro futuro e di abbandonare i sindacati firmaioli, dando forza alla Cub Trasporti, unico sindacato in grado, senza raggiri, di tutelare la categoria, minacciata da un attacco senza precedenti.

FERMIAMOLI!

LOTTA E ORGANIZZATI CON LA CUB-TRASPORTI!

Può darsi che non Siate Responsabili della situazione in cui Vi trovate… ma lo diventerete se non fate nulla per Cambiarla [ Martin Luther King ]