Vertenza Alitalia

Tagli all’Occupazione, al Salario e ai Diritti:

questi sono i veri e unici obiettivi

degli accordi tra AZ-Etihad, Governo e sindacati firmatari

Ancora una volta sulla pelle dei lavoratori, con il ricatto del “fallimento” e della “falsa crisi”, azienda, sindacati-firmatari e governo saccheggiano le tasche ed il futuro della categoria, sperimentando come aumentare lo sfruttamento.

 

DOMENICA 20 LUGLIO 2014

SCIOPERO VETTORI-AEROPORTUALI-INDOTTO

A FIUMICINO - DALLE ORE 10,00 ALLE ORE 18,00

INTERO TURNO PER I SETTORI NON-OPERATIVI

I LAVORATORI COMANDATI SONO TENUTI A SVOLGERE IL SERVIZIO

PER I SOLI VOLI GARANTITI DELLA LISTA PUBBLICATA DA ENAC

In nome di UNA CRISI DEL TRASPORTO AEREO CHE NON ESISTE (+10,3% pax e +16,6% merci nel periodo 2008-2013, nonché +3,5% pax e + 4,9% merci nel 2014) e di una rinnovata promessa di risanamento (…anche nel 2008 la privatizzazione doveva essere la cura ma si è rivelata, come da noi sempre sostenuto, peggio della malattia!), si prevede l’apertura delle procedure di licenziamento per 2.251 dipendenti: 1682 personale di terra, 149 piloti e 420 aa/vv

Di questi:

  • solo 250 aa/vv saranno “salvati” in solidarietà;
  • proposta di ricollocazione per 200 dipendenti volontari del personale di terra, in settori operativi presso uno scalo (…non solo Roma!) in part-time a 5/6 ore e con inquadramento fino a tre livelli più bassi;
  • espulsione di 52 lavoratori con contratto estero, uscita dall’azienda di 28 che hanno già presentato le dimissioni e di 86 che sono in possesso dei requisiti pensionistici;
  • per 681 dipendenti nell’intesa si riferisce di un vago impegno dell’azienda a ricollocarli presso non meglio definite “società esterne” (200 lavoratori presso società di Heavy Maintenance, 56 nella Security, 85 nell’IT, 100 presso fornitori CAI, 40 presso fornitori ADR, 100 piloti e 100 tecnici in ETIHAD, fatti emigrare ad Abu-Dhabi);
  • Inoltre, incentivo di  10.000 euro lordi (sic!) per tutti quei lavoratori che accetteranno volontariamente la risoluzione del rapporto di lavoro entro il 10 settembre 2014 (saranno in mobilità dal 15.9.14), con esclusione dell’obolo per quelli coinvolti nei programmi di ricollocazione presso altre aziende e per quelli che nel periodo matureranno i requisiti pensionistici;
  • i 954 esuberi rimasti, decrementati dal numero dei volontari ma sommati a tutti gli altri lavoratori che non si è riusciti ad esternalizzare e/o a ricollocare internamente, saranno tutti licenziati e messi in mobilità entro e non oltre il 31 Dicembre 2014;
  • abolita per i mobilitati l’attuale indennità di preavviso di licenziamento prevista dal contratto e concordata una nuova indennità economica pari a soli 5 giorni lavorativi;
  • nelle intese del 12 luglio 2014 (Accordo Quadro e Accordo Aziendale) non si prevede per Az/Etihad , dopo il “decollo” con 11.036 dipendenti a tempo indeterminato, il rispetto di alcun criterio nella selezione di ulteriore personale da “imbarcare” sia fisso che precario: una assenza di regole che, come è successo nel fallimento di Alitalia del 2008, consentirà il ripescaggio di raccomandati e la sopravvivenza di squallide clientele. L’accordo cita solo che i licenziati potranno essere assunti nella nuova società, in “via prioritaria”, a tempo determinato;
  • tutto il personale in mobilità percepirà l’indennità prevista dagli attuali strumenti di sostegno al reddito, integrata dal FSTA fino all’80% (…l’aliquota si abbatte se si esauriscono le risorse economiche!) del salario percepito nell’anno precedente al licenziamento. La regolamentazione nazionale prevede 3 anni di mobilità per gli over 50, 2 anni per chi ha tra 40 e 50 anni, 1 anno per gli under 40. Nell’intesa, inoltre, si prevede un generico impegno della parti a definire, con separato accordo, un allungamento dei tempi di erogazione di un eventuale sussidio da parte del FSTA, vincolandone durata ed importo alle risorse esistenti;
  • negli accordi in questione, come se non bastasse, si sperimenta l’applicazione del “contratto di ricollocamento” per i dipendenti messi in mobilità, ovvero di una trovata che mira a smantellare gli ammortizzatori sociali, costringendo i lavoratori a finire nelle mani di agenzie interinali (…un affare per i sindacati!) e ad accettare qualsiasi proposta di lavoro verrà loro imposta, passando così … dal furore arabo … al padrone sindacale;
  • in tema di sperimentazione sulla pelle dei lavoratori AZ, nell’intesa si stabilisce che il passaggio dei rami d’azienda da Alitalia-Cai alla nuova società, avverrà in base ad una “nuova” disciplina (comma 4 bis, dell’art.47 della L. 428/90) di dubbia legittimità e, comunque, contraria allo spirito della norma europea in materia di cessione di attività e personale da un’azienda all’altra. Insomma una “novità” inventata per lasciare in carico alla “old company” migliaia di lavoratori, privati della loro attività ormai traslocata nella “new company”.

Ma non è finita. AZ/ETIHAD, nell’altro confronto sul rinnovo del contratto e sull’attuazione dei sacrifici economici, sta pretendendo e ottenendo, il taglio dei salari per tutti i lavoratori: dal  4% del loro CUD per i salari più bassi (tra 30 e 40 mila euro lordi/annui), al 10% per gli stipendi più alti (quadri, assistenti di volo e piloti). Tale importo sarà rateizzato fino a dicembre 2014 e detratto dalle buste paga sia di quelli che si “salveranno” e saranno assunti nella nuova società che di quelli che successivamente saranno licenziati. Un altro vero e proprio salasso delle già magre retribuzioni dei dipendenti.

Una vertenza nata male e continuata peggio…

Era sicuramente possibile un’altra soluzione ed era doveroso per il sindacato e per tutti i lavoratori imporre al Governo e a CAI un altro piano di rilancio e sviluppo.

La maggioranza delle organizzazioni sindacali non ha voluto e, invece, ha contribuito a spargere tra i lavoratori disinformazioni, disfattismo, divisione e rassegnazione.

Una categoria priva di rappresentanza politica e sindacale si è presentata in ginocchio e non è riuscita a reagire in massa alle pesanti richieste dei nuovi padroni arabi.

Una categoria prostrata ed incapace di reagire

Dopo più di un decennio di svendite e tradimenti sindacali (2005, 2008, 2014), firme di accordi a perdere con circa 15000 licenziamenti avallati in Alitalia dagli altri sindacati, con la precarizzazione selvaggia e senza regole di tutti i settori operativi di Alitalia e di tutte le altre aziende di Handling aeroportuali, la maggioranza dei lavoratori è incapace di reagire agli attacchi padronali e governativi ed è stata disabituata a partecipare alle lotte e ad esprimere solidarietà.

Avremmo avuto bisogno di una categoria compatta per respingere al mittente i ricatti di Etihad e di CAI. Avremmo avuto bisogno di un fronte sindacale degno di questo nome che avrebbe dovuto tutelare i lavoratori e organizzare le battaglie per respingere i licenziamenti e i tagli salariali e normativi.

Invece la Cub Trasporti è rimasta da sola, provando fin dall’inizio con scioperi e volantinaggi a cercare di organizzare la mobilitazione contro questo scempio che ora è sotto gli occhi di tutti.

Un altro Piano era possibile!

Era possibile fare scelte diverse. I Governi, non solo non hanno voluto nazionalizzare Alitalia, come da noi sempre richiesto, né prima, né dopo la fallimentare privatizzazione ma ora addirittura si svende un asset strategico del paese ad Etihad.

Il governo Renzi non solo non sancisce un contratto unico di settore, regole  e salari uguali per tutti gli operatori e rispetto della “clausola sociale” ma addirittura, dopo essersi presentato negli emirati con il cappello in mano, ora, si impegna a soddisfare le richieste di Etihad (alta velocità nelle stazioni ferroviarie dei principali aeroporti, liberalizzazione del traffico su Linate, limitazione della concorrenza delle low-cost), ignorando le tutele per i lavoratori.

E’ una vertenza generale dove servono regole generali per evitare che la concorrenza tra aziende in un settore liberalizzato avvenga solamente a colpi di tagli salariali.

Un dumping sociale in cui vince chi paga di meno e sfrutta di più i lavoratori, ormai tutti, fissi e precari, vittime di odiosi ricatti occupazionali.

Falsa crisi e tradimenti

Aver accettato le scuse della “falsa crisi” e dei conseguenti ricatti aziendali è stato un vero e proprio tradimento, l’ultimo di una lunga serie, da parte di Cisl Uil Ugl e dei sindacati autonomi dei piloti e assistenti volo Anpac, Avia e Anpav.

L’ennesima svendita di salari, diritti e posti di lavoro avallata da questi signori che hanno manifestato con dichiarazioni e lettere al padrone arabo, prima di iniziare la trattativa con il Governo e le aziende, la disponibilità totale delle loro sigle promettendo “mutande calate” e tregua sindacale in cambio del riconoscimento del loro ruolo ”istituzionale” di rappresentanti dei lavoratori.

Un epilogo scontato

In Alitalia-Cai non esistono gli esuberi, visto che, prima ancora che decolli l’alta stagione, sono utilizzati oltre 1300 lavoratori precari: i problemi di bilancio derivano da ben altre cause e non certo dai lavoratori.

Purtroppo tutte le altre OO.SS. il 14 febbraio 2014 hanno sottoscritto un pericoloso accordo che ha sancito l’esistenza di circa 3000 esuberi in Alitalia: una “ipoteca” di cui Etihad ha voluto subito approfittare.

Non firmare l’intesa-truffa non basta:

occorre respingere al mittente il vergognoso accordo del 12 luglio 2014

e non sottoscrivere ulteriori sacrifici per i lavoratori Alitalia-Cai

Bene ha fatto la Cgil e a non firmare l’accordo capestro sottoscritto da cisluilugl e anpac, avia e anpav.

Male ha fatto, però, a non aver coinvolto la categoria durante la trattativa AZ e soprattutto a non dare inizio ad una mobilitazione generale per respingere il tentativo di moltissime aziende del settore e del Governo a scaricare sui lavoratori il prezzo della ristrutturazione e le ricadute della selvaggia liberalizzazione che da anni soffoca l’intero comparto aereo-aeroportuale-indotto.

Peggio ancora sta facendo a concordare il taglio dei salari dei lavoratori AZ, imponendo sacrifici ormai insostenibili così come continua a fare in altre aziende (Sea, Groundcare, ecc)

Ormai il re è nudo: con il ricatto del fallimento, aziende e governi tentano di mettere con le spalle al muro l’intera categoria.

Società-per-società, isolano le vertenze e colpiscono duramente i lavoratori.

Succede in Alitalia come in Sea, in Groundcare, in Meridiana, ecc.

Tutta la categoria è ostaggio di un identico raggiro.

Per unificare le vertenze la Cub Trasporti ha indetto:

DOMENICA 20 LUGLIO 2014

SCIOPERO VETTORI-AEROPORTUALI-INDOTTO

A FIUMICINO - DALLE ORE 10,00 ALLE ORE 18,00

INTERO TURNO PER I SETTORI NON-OPERATIVI

I LAVORATORI COMANDATI SONO TENUTI A SVOLGERE IL SERVIZIO

PER I SOLI VOLI GARANTITI DELLA LISTA PUBBLICATA DA ENAC

Lavoratori alzate la testa, difendete i vostri diritti e organizzatevi con la CUB

Fiumicino 17 luglio 2014 Cub Trasporti