E ieri, alle dieci, la clamorosa protesta del leader dei Cobas della Fiat di Pomigliano. L‘operaio, 49 anni, moglie e una figlioletta di 5 anni, è penetrato nell'edificio del Tribunale civile ed è salito sul tetto. Obiettivo: protestare contro le lungaggini della causa civile intentata contro la Fiat per chiedere il reintegro in fabbrica. Una volta sul cornicione del palazzo Mignano ha appeso uno striscione più che significativo: “sei anni per una udienza”. Udienza fissata a ieri ma che i giudici hanno rinviato all'ottobre del 2014.

 

Mignano è stato poi bloccato dalla polizia e portato in una stanza ai piani bassi. Poi però c’è stato un fuori programma. Il presidente della sezione lavoro del tribunale, il giudice Paolo Landi, ha voluto incontrare l’ex operaio esasperato. Landi ha dato “la sua disponibilità a prendere in esame l’anticipazione dell’udienza”. Mignano era stato licenziato dall'azienda sei anni fa e da allora è rimasto senza soldi e senza posto. Il leader del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat era stato licenziato dal Lingotto nel 2007 per aver manifestato, striscione e megafono nei pugni, all'interno della filiale Fiat di Napoli, al corso Meridionale. Secondo l’azienda Mignano aveva manifestato in modo violento, danneggiando beni di proprietà della Fiat e seminando panico tra il personale e i clienti della concessionaria.