AIRPORT-SEA:

TUTTO TACE

Il 17 maggio scorso, le segreterie regionali dei sindacati riconosciuti in azienda, sono state convocate dalla direzione di Airport, presenti anche il Trustee e i responsabili europei di Dnata. In quella sede, dopo una breve spiegazione da parte di Dnata della loro strategia a livello Europeo, i responsabili di Dnata, chiesero ai sindacati il loro parere, sull’aumento della quota azionaria di Airport dal 30% al 70%, in favore della stessa Dnata.

Tutte le ooss, ad eccezione della Cub, si dissero favorevoli alla privatizzazione di Airport che si sarebbe dovuta concretizzare entro la fine di giugno 2018.

In quella sede, appariva evidente che tutti aspettavano l’esito delle elezioni delle rsu, che si sarebbero tenute la settimana successiva, chi perché sperava di “ribaltare il tavolo” e chi invece non vedeva l’ora di escludere la Cub da ogni discussione.

Successivamente in varie sedi, i vari interlocutori hanno continuato a ripetere che ormai tutto era deciso sia con gli accordi del 2014 che con le varie decisioni della commissione europea, e che quindi la strada della privatizzazione era ormai obbligata. Oltre a non essere veritiera questa tesi, non si capirebbe perché, se la decisione è inevitabile, ci dovrebbe essere un accordo sindacale per poter avallare la privatizzazione di Airport.

Ad oltre un mese da quell’incontro, ed a pochi giorni dalla decisione di privatizzare, tutti tacciono come se il problema non esistesse.

SPARITA LA DIREZIONE AZIENDALE!

Come già visto nel 2014, dopo l’esito del referendum su Sea H., in cui per settimane tutti i soggetti che hanno gestito quella situazione, non mossero foglia, quasi a voler criminalizzare i lavoratori che bocciarono quegli accordi, da settimane la direzione di Airport, non esiste e non rispetta neppure gli impegni precedentemente presi.

Si doveva discutere del riconoscimento 3° livello per i lavoratori del ck-in, dell’adeguamento delle buste paga a tutti i lavoratori part-time, del trasferimento in Sea dei lavoratori del Toboga di Linate e di alcuni ex autisti, ma nulla è dato sapere.

Ci sarebbe poi da affrontare i problemi del reparto PRM del T2, delle differenze di trattamento tra lavoratori ex Sea h. e gli altri, della mancata comunicazione dei turni 21 giorni prima, delle centinaia di interinali di Adecco da regolarizzare, dei ticket, del premio di risultato e del ritiro delle sanzioni disciplinari.

Invitiamo perciò tutti alle loro responsabilità.

Il problema della privatizzazione di Airport, è un problema di tutti e va gestito e discusso con la massima trasparenza e con il coinvolgimento di tutti i lavoratori.

20/6/2018