AIRPORT:   ROMPERE UN UOVO CON IL MARTELLO,

PER MOSTRARE I MUSCOLI AI LAVORATORI!

Ieri, sono arrivate le lettere con un giorno di sospensione ai 25 lavoratori di Airport, che lo scorso 8 marzo, durante lo sciopero, in quanto comandate in servizio, hanno “osato chiedere” di fare solo i voli Enac.

Appare evidente a tutti, che questa decisione aziendale, palesemente sproporzionata ed inflitta in alcuni casi a lavoratori che hanno regolarmente svolto il loro lavoro, è determinata dalla necessità dei responsabili di Airport di mostrare i muscoli, per intimidire tutti i lavoratori e senza nessuna autonomia da Sea.

Siamo infatti alla vigilia di scelte importanti per Malpensa e Linate, con Sea che vuole imporre a tutti il suo modello di relazioni sindacali. Costi quel che costi.

  • Solo alcune settimane fa, costringendo tutte le altre ooss confederali, Sea ha imposto una seconda firma sull’identico accordo inerente i problemi del reparto sicurezza già sottoscritto nell’ottobre scorso, al solo fine di aggirare una nostra causa ed evitare una sentenza negativa della Magistratura.
  • Sempre Sea nei mesi scorsi, ha ripetutamente chiesto un intervento della commissione di garanzia sullo sciopero, alla ricerca di sanzioni nei confronti dei sindacati e dei lavoratori per obbligare i lavoratori comandati a fare i “crumiri” su tutti i voli. Non avendo ottenuto un intervento diretto della commissione, Sea in accordo con Aviapartner e Airport sta forzando la mano con sanzioni disciplinari per rendere inutili le iniziative di sciopero.
  • Sempre Sea, in vista della privatizzazione di Airport, cerca un giro di vite sulle relazioni sindacali, attraverso l’introduzione del “testo unico”, al solo fine di impedire ogni possibilità di controllo da parte dei lavoratori sulle scelte sindacali.
  • Ottenuto con il voto alle Rsu, l’avvallo delle altre ooss e magari anche dei lavoratori con il raggiungimento del 51% dei votanti, senza il rischio di possibili richieste di referendum, arriverà finalmente la sospirata privatizzazione di Airport.
  • Come tutti hanno potuto vedere nei fatti, Sea sta portando Airport ad una società basata sull’utilizzo massiccio di lavoro interinale a contratto a termine con MOG, e con continue diminuzioni di salario e diritti. Basti pensare alla non affissione dei turni nei termini stabiliti, alle nuove regole sul calcolo delle 35 ore di riposo e alle centinaia di lavoratori proveniente dagli altri handling senza gli stessi diritti degli ex Sea ed a cui addirittura viene negata l’anzianità convenzionale nel calcolo delle ferie.

Perché Sea vuole privatizzare una società in attivo, che ha la quasi completa gestione dei due scali milanesi, e senza neppure più il rischio di un intervento dalla commissione europea?