REFERENDUM AIRPORT H:

“DEMOCRATICI” A META’

Con un comunicato affisso nella giornata di ieri, cgil-cisl-uil-ugl-flai a seguito della raccolta di quasi 800 firme di lavoratori, annunciano l’indizione del referendum sul loro accordo dell’11 luglio, relativo all’applicazione dell’articolo 4 del contratto nazionale (aumento orario di lavoro senza aumento del salario).

Il referendum tra tutti i lavoratori Airport avverrà entro la metà di settembre.

Smentendo quindi quanto da loro stessi comunicato solo alcuni giorni fa, gli altri accordi su nastro lavorativo e su welfare aziendale, non saranno posti al voto, in quanto accordi diversi.

Smentendo anche quanto asserito dai dirigenti aziendali in sede di trattativa, che hanno negato alla Cub trasporti di siglare l’accordo su welfare perché, a detta loro si doveva accettare anche l’accordo sull’aumento dell’orario.

Cgil-cisl-uil-ugl-flai e azienda, facendo finta di niente, si dimenticano però di sospendere l’assegnazione delle ore in più, che tutti i lavoratori si stanno trovando nelle turnazioni.

Così come l’azienda si era impegnata a non attuare l’aumento dell’orario contrattuale in modo unilaterale, aspettando un accordo sindacale, perché ora a fronte della richiesta di referendum, procede ugualmente?

Perché l’assegnazione delle ore contrattuali, spesso avvengono illegalmente, in giornate festive e senza il rispetto delle 11 ore di riposo tra un turno e l’altro?

CHE SENSO HA COMUNICARE L’INDIZIONE DI UN REFERENDUM PER CONSULTARE I LAVORATORI, SE I MOTIVI DEL REFERENDUM NON VENGONO IMMEDIATAMENTE CONGELATI?

Per questi motivi, come già da noi comunicato all’azienda ed anche alle altre ooss, si deve immediatamente sospendere l’assegnazione da parte aziendale dell’aumento delle ore contrattuali.

30/7/2016