DUE PESI E DUE MISURE?

Venerdì un lavoratore di Linate è stato aggredito da un responsabile aziendale, arrivando perfino a vie di fatto.

Dai primi accertamenti, l’aggressione del capo, sembrerebbe dovuto a fatti personali, anche se da subito, lo stesso aggressore ha cercato di screditare il lavoratore dicendo che guidava con il telefonino acceso.

Non sta a noi quindi entrare nei motivi che hanno portato a questa reazione del responsabile aziendale, purtroppo già noto alle cronache per atteggiamenti antioperai al limite della legalità, che restano strettamente personali, ma che non devono distoglierci dalla gravità di quanto accaduto.

Un capo che ha aggredito un lavoratore durante il lavoro!

Da subito i responsabili Airport hanno cercato di minimizzare l’accaduto, cercando di ricomporre la cosa, magari facendo parlare i due interessati per cercare di “appianare” il tutto.

A pochi giorni dall’udienza al Tribunale di Milano, per il licenziamento di un delegato sindacale di ADL, da parte di Sea spa, tutto ciò ci sembra, irreale, contraddittorio e discriminatorio.

Per il delegato, anche in base alle stesse accuse di Sea non si  tratterebbe di azioni e vie di fatto, ma solo di presunte parole offensive dette ad una lavoratrice che non è neppure di Sea e comunque fuori dal posto di lavoro. Così come non si è cercato di ricomporre la questione, proponendo un chiarimento, passando invece subito alla contestazione con l’immediata sospensione dal lavoro.

Tutto ciò può solo creare:

  • senso d’ingiustizia e disaffezione da parte dei lavoratori;
  • impunità della gerarchia aziendale che può fare quello che vuole;
  • favorire chi fa carriera in azienda solo reprimendo i lavoratori e non in base alle sue capacità;

 

2015/06/14

CUB TRASPORTI