Airport Handling:

IMPORTANTE CONQUISTA DEI LAVORATORI DI LINATE

Mercoledì 20 maggio, Airport ha sospeso per sei mesi un lavoratore di Linate. Secondo la direzione di Airport, questo lavoratore, non essendo stato riconosciuto idoneo al lavoro dal medico aziendale, e non potendo essere ricollocato in altre attività, doveva restare a casa per sei mesi senza nessuna retribuzione.

Con questa mossa, i responsabili aziendali, volevano far passare la logica che ogni lavoratore inidoneo alla mansione, veniva subito sospeso dal lavoro.

Immediata è stata la reazione dei lavoratori del piazzale di Linate, che sia in solidarietà al collega ma anche per contrastare un pericoloso precedente che avrebbe colpito tutti i lavoratori, hanno bloccato l’attività.

Per la massiccia reazione dei lavoratori, da subito la direzione Airport ha incontrato una delegazione di 6 lavoratori del piazzale ed ha convocato per il giorno dopo un incontro sul tema, con tutte le sigle sindacali.

Alla fine si è raggiunto un accordo, sottoscritto anche dalla Cub, in cui Airport, oltre a ritirare la sospensione del lavoratore, garantisce che per il futuro non avrebbe più proceduto, nei confronti dei lavoratori riconosciuti dal proprio medico inidonei, con atti unilaterali e che comunque prima di ogni decisione deve adempiere tutte le procedure di legge e discutere con i sindacati.

LA COMPATTEZZA DEI LAVORATORI DI LINATE HA BLOCCATO LA DIREZIONE DI AIRPORT, CHE VOLEVA FAR PASSARE LA LOGICA CHE OGNI LAVORATORE CON PROBLEMI FISICI VA LASCIATO A CASA.

QUESTI FATTI DIMOSTRANO ANCHE CHE SE I LAVORATORI SONO UNITI E’ POSSIBILE IMPORRE ALLA DIREZIONE UNA DIVERSA SOLUZIONE DEI PROBLEMI, IN DIFESA DEI LAVORATORI E NON CON LA SOLITA LOGICA DEL PAREGGIO DI BILANCIO.

25/2/2015