AIRPORT

AIRPORT:

1, 10 , 100 TAVOLI SEPARATI!

Ieri si è tenuto l’incontro programmato dall’azienda per parlare di riposi per la stagione estiva. Convocati tutti allo stesso momento dall’azienda, l’incontro è stato separato dalla richiesta di cgil-cisl-uil-flai-ugl di non sedere allo stesso tavolo con noi di cub trasporti. Usb e Sinpa che si erano dichiarati contrari, alla fine sono comunque rimasti con i confederali.

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AIRPORT:

QUI CASCA L’ASINO

Nell’accordo sul premio firmato da cgil-cisl-uil-flai-ugl, è stata inserita anche la possibilità per Airport di chiedere di nuovo ai part-time se accettare l’aumento dell’orario contrattuale.

Questa scelta dei firmatari dell’accordo, motivata a detta loro per il fatto che parecchi lavoratori non avevano capito il quesito nel febbraio 2016, ci appare alquanto sospetta, infatti:

Questa’anno Airport le tre giornate “incrementali”, non le ha richieste, mentre una solo giornata e neppure a tutti i lavoratori è stata programmata lo scorso anno.

Siamo quindi in una situazione in cui, nei fatti l’aumento dell’orario di lavoro non viene applicato.

Perché chiedere una cosa che nei fatti non viene applicata?

Inoltre come tutti sanno, la materia del giusto pagamento dei lavoratori a part-time che non hanno accettato l’aumento contrattuale è stata impugnata, presso il Tribunale di Busto con i legali Cub Trasporti e Adl.

Airport, in quella sede sta in tutti i modi cercando di ritardare le sentenze dei Giudici a cui si sono rivolti 90 lavoratori.

  • Perché Airport ha volutamente trattenuto più soldi a chi non ha accettato di fare le tre giornate incrementali?
  • Perché ora fa di tutto per ritardare le sentenze?

A noi sembra che il giochino sia questo:

1.  TRATTENERE PIU’ SOLDI DEL DOVUTO PER CONVINCERE PIU’ LAVORATORI A SCEGLIERE DI LAVORARE LE TRE GIORNATE.

2.  PREPARARSI A RIPROGRAMMARE LE TRE GIORNATE PER IL 2018.

3.  ANDARE POI IN TRIBUNALE E DIRE CHE TUTTI HANNO ACCETTATO L’AUMENTO DELLE ORE E QUINDI IL PROBLEMA NON C’E’ PIU’.

4.  AVERE TUTTI I LAVORATORI CHE DEBBONO LAVORARE TRE GIORNATE IN PIU’ ALL’ANNO, NEI MODI E CON I SISTEMI CHE TUTTI POSSONO IMMAGINARE.

 

AIRPORT H:

CRONACA DI UN FALLIMENTO?

Siamo ormai ad oltre due anni e mezzo dalla nascita di Airport h., ed a pochi mesi dalla possibile vendita di un altro 40%, che porterebbe a 70%, la quota di Dnata.

Un bilancio da parte dei lavoratori è doveroso.

PESSIMI RAPPORTI SINDACALI!

Ormai con la direzione aziendale non è possibile discutere di niente, registrando di conseguenza l’impossibilità ad affrontare ogni questioni poste dai lavoratori.

  • Totale abbandono della possibilità di una pausa mensa, sulla questione dei 30 minuti di pausa, sui punti di ristoro ed anche sulla predisposizione di salette per consentire un pasto caldo ai lavoratori.
  • Introduzione del MOG e massiccio utilizzo dei lavoratori interinali, introduzione di ogni tipo di orario, attacco ai cambi turno tra lavoratori, tutto in funzione del risparmio a tutti i costi, ai danni dei lavoratori e delle lavoratrici che debbono sottomettere la loro vita privata all’organizzazione lavorativa aziendale.
  • Totale indisponibilità alla trasformazione dei contratti da part-time a full-time.
  • Mancato rispetto delle “promesse” fatte all’atto del passaggio da Sea H. ad Airport H., con l’introduzione del premio aziendale e con la ridistribuzione di eventuali utili aziendali.
  • Indisponibilità alla risoluzione dei problemi relativi ai lavoratori esentati, con personale che per “privilegi sindacali” e senza nessuna documentazione medica è considerato esentato, mentre altri con documentazione medica viene invece lasciato su postazioni inidonee per loro salute.
  • Continuo sub appalto delle segreterie, con la conseguente poco trasparente gestione di orari e turni, con privilegi ai soliti.

Se a tutto questo poi aggiungiamo che in due anni e mezzo siamo al terzo responsabile del personale che si succede alla guida della società, non possiamo che registrare negativamente l’operato dei vertici di Airport h..

Se questo è il frutto della “privatizzazione”, alla vigilia della cessione di un altro 40% delle azione a Dnata, con la conseguente privatizzazione, il nostro giudizio non può che essere negativo.

Facciamo sapere ai dirigenti Airport che  occorre dare una soluzione ai problemi dei lavoratori.

giovedì 23 febbraio sciopero

dell’intera giornata.

 

AIRPORT H:

COMPITO DI SINDACATI E AZIENDA,

E’ FARE L’interesse DEI LAVORATORI!

Il 22 luglio scorso, tre delegati in rappresentanza di 773 lavoratori di Airport, hanno chiesto l’indizione del referendum sull’accordo dell’11 luglio che aumenta l’orario.

Il 29 luglio, Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Flai senza dire nulla agli altri sindacati, comunicavano che entro la metà di settembre si sarebbe proceduto alla consultazione dei lavoratori.

Da quel momento la direzione aziendale ha provveduto a programmare le ore di lavoro in più, come da accordo in discussione, senza attendere invece l’esito del referendum.

Mentre cgil-cisl-uil-ugl-flai, nonostante la nostra richiesta di convocare la commissione elettorale, nulla fanno sapere e continuano nella perdita di tempo.

APPARE QUINDI EVIDENTE CHE AZIENDA E SINDACATI FIRMATARI, IN SINTONIA TRA LORO CERCANO DI FAR APPARIRE INUTILE IL VOTO DEI LAVORATORI.

UNA PROPOSTA DI MEDIAZIONE!

Durante un’assemblea retribuita, alcuni lavoratori di mxp hanno proposto una soluzione di mediazione che avrebbe consentito anche di evitare il referendum.

Hanno proposto di rinunciare agli 800 euro di welfare, previsti solo per quest’anno, in cambio della non applicazione per un certo periodo dell’aumento delle ore contrattuali.

Una proposta, da noi sostenuta nonostante non condivisa da tutta la nostra organizzazione, a costo zero per l’azienda e senza che si mettano in discussione gli accordi, ma che semplicemente sposta l’applicazione del ccnl di qualche anno.

STIZZITI E INVIPERITI!

Da un lato l’azienda ha risposto che solo se tutti i sindacati si fossero resi disponibili alla ripresa del negoziato, avrebbe preso in considerazione la proposta.

Dall’altro le organizzazioni sindacali, con varie scuse si sono sottratte alla discussione:

ü Chi semplicemente intende usare il referendum, magari proponendo l’astensione, per poi sconfessare l’operato della direzione e chiedere le dimissioni del direttore.

ü Chi perché “offeso” in quanto questa stessa proposta, da loro avanzata nelle trattative era stata bocciata dalla direzione e dalle altre ooss.

ü Chi si è reso disponibile a discutere solo se noi avessimo ritirato la causa per le firme degli accordi del 2014.

DI FRONTE A 800 LAVORATORI CHE CHIEDONO DI TROVARE UNA DIVERSA SOLUZIONE ALL’AUMENTO DELL’ORARIO, DIREZIONE E SINDACATI, SI SONO IMPEGNATI SOLO A RIVENDICARE LORO INTERESSI DI BOTTEGA.

PROCEDIAMO CON IL VOTO DEI LAVORATORI!

Prendendo atto di questa situazione, o nei prossimi giorni ci sarà la convocazione della commissione elettorale per definire giorni e modalità di voto, o con le organizzazioni che ci staranno, procederemo ad indire il referendum anche senza cgil-cisl-uil-ugl-flai.

1/9/2016

Cub Trasporti

 

REFERENDUM AIRPORT H.:

MA SE L’ACCORDO AZIENDALE E’ MIGLIORATIVO DEL CCNL PERCHE’ TUTTO QUESTO GRAN DA FARE DEI VERTICI AZIENDALI?

Singolare situazione si sta verificando in Airport h. dopo la consegna delle 773 firme di lavoratori che hanno chiesto il referendum sull’accordo che aumenta le ore lavorative senza aumentare lo stipendio.

Da un lato le organizzazioni sindacali firmatarie degli accordi, sparite dalla circolazione mentre l’azienda nei suoi massimi esponenti è all’opera su tutti i fronti.

Le OOSS firmatarie: dopo aver comunicato salomonicamente che si terrà il referendum a metà settembre, senza dire nulla su modi e tempi, non vedono nulla di quello che l’azienda sta combinando sulle ore aggiuntive.

Si guardano bene dal dire che essendo indetto un referendum le ore non dovrebbero essere fatte fino all’esito del voto. Non dicono nulla sul modo e sui sistemi usati dall’azienda che le ha assegnate, perfino di domenica, senza il rispetto delle ore di riposo e con il meccanismo a “contatore”. Se non le fai te le riprogrammo un altro giorno. È forse questo il contenuto del loro grandioso accordo aziendale?

L’AZIENDA: dopo aver convocato a colloqui personali i lavoratori promotori della raccolta di firme, ha diffuso comunicati prima su intranet e poi nel totem, ha convocato riunione delle gerarchie aziendali ed ora ha ripreso a convocare lavoratori per incontri personali, addirittura convocati dal capo del personale in persona.

In tutte le sedi le tesi aziendali ricorrenti sono: i nostri competitor hanno dei vantaggi e se vincono i no al referendum, si applica il contratto nazionale.

MA SE FOSSE COSI’, PERCHE’ SI AGITANO ?

A noi sembra invece che ci troviamo di fronte ad un gruppo dirigente aziendale in confusione. Infatti:

  • le altre aziende di handling non hanno la deroga al superamento dei contratti a part-time ed internali che ha Airport, infatti la nostra organizzazione, l’anno scorso, ha fatto causa ad Aviapartner perché rispettava le percentuali previste del ccnl, ed Aviapartner ha dovuto adeguarsi;
  • le altre aziende non hanno il numero di lavoratori interinali che ha Airport e non usano il MOG nello stesso modo di Airport, ed infatti gli ispettori del lavoro su nostra richiesta stanno da settimane verificando la situazione.

MA SOPRATTUTTO, SE E’ VERA LA TESI AZIENDALE CHE SE VINCE IL NO AL REFERENDUM, ALLORA SI APPLICHERA’ IL CCNL, CON IL CONSEGUENTE ADEGUAMENTO ALLE 24 ORE FIN DA SUBITO, NON E’ MEGLIO PER L’AZIENDA, CHE SI TROVEREBBE CON GIORNATE IN PIU’ DI LAVORO?

A noi sembra invece di essere tornati a dopo il referendum del 2014, dove sembrava che se non si accettava quello da loro deciso ci sarebbero stati i licenziamenti.

  • Se si boccia l’accordo aziendale si deve quindi rinegoziarlo modificandolo nel senso del volere del voto dei lavoratori.
  • Si deve di conseguenza tener conto delle proposte avanzate dai lavoratori per una soluzione alternativa all’aumento dell’orario di lavoro.

6/8/2016

CUB Trasporti

 
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