AIRPORT

SEA spa e AIRPORT H:

VA CAMBIATO IL CAPO DEL PERSONALE!

È di questi giorni, la polemica che sta coinvolgendo le ooss firmatarie degli accordi di giugno, sulla collocazione lavorativa di alcuni loro esponenti.

È finalmente avvenuto che dopo anni di distacco, qualcuno debba rientrare al lavoro, ma per evitare questo, raccoglie disdette al suo vecchio sindacato per passarle al nuovo sindacato che gli fa ottenere il posto di lavoro che lui vuole con gli orari più comodi.

Avviene così, che il suo vecchio sindacato si oppone a questi privilegi che Airport gli ha dato, protestando con la direzione aziendale, con la conseguenza di una richiesta da parte di tutti i firmatari degli accordi di giugno, per un incontro urgente sulla collocazione degli esentati in Airport.

Siamo quindi alle solite cose di Sea:

ü  Le ooss che si accorgono della collocazione degli esentati solo per le loro polemiche interne.

ü  La direzione aziendale che favorisce ogni “fannullone” che non vuole lavorare.

Come è possibile infatti pensare che ci siano dei personaggi che possono impunemente spostare tessere ed avere i posti di lavoro che vogliono, senza la compiacenza dei vertici di Sea ed Airport?

È evidente a tutti che queste manovre, possono essere fatte perché sono avallate e protette da Sea.

UNA GESTIONE DEI LAVORATORI DI TIPO FEUDATARIO!

Per coprire i loro madornali errori di gestione, i responsabili del personale, da anni gestiscono le questioni sindacali con la considerazione che i lavoratori sono solo dei semplici esecutori di ordini e le ooss di conseguenza o accettano e hanno privilegi o sono escluse e discriminate.

Nella gestione della vertenza Airport, da prima non hanno disdetto gli accordi Sea nei tempi giusti ma solo all’ultimo momento e quando praticamente non poteva essere fatto, poi hanno aperto la procedura di mobilità in ritardo senza neppure contare i 75 giorni di tempo, costringendo quindi tutti a spostare la nascita di Airport, dopo hanno improntato il referendum sullo scontro con i lavoratori, minacciando di licenziamento se avessero vinto i no, per poi arrivare ad imporre a tutti il non cambiamento degli accordi bocciati del referendum, con una raccolta di firme da parte delle altre ooss che tutti sanno illegittima e fatta in modo non trasparente, e che le ooss non sono in grado di giustificare agli occhi dei lavoratori che gli hanno richiesto l’esibizione delle firme.

Un gruppo dirigente serio, prendeva atto del parere dei lavoratori, modificava in questo senso gli accordi, dimostrando così di essere democratico ma anche di voler coinvolgere il personale.

In una azienda privata, questi macroscopici errori, non sarebbero certo passati inosservati, ma in Sea questo non avviene, anzi, le stesse persone fanno carriera ed ottengono gratificanti premi.

Con questo modo di operare, i vertici aziendali, non solo cercano di condizionare le scelte sindacali, ma rischiano di riproporre lo stesso meccanismo delle sanzioni della Comunità Europea.

Come si fa infatti a parlare di discontinuità di Airport, quando tutto è deciso al di fuori dall’azienda, quando dopo pochi mesi il responsabile delle risorse umane (unico esponente esterno al mondo Sea) se ne è andato ed ancora oggi non si sa chi prenderà il suo posto, ma soprattutto quando tutti dicono e sanno che decide sempre “quello di prima”.

Come si fa a dire che Airport dovrà avere un bilancio autonomo e senza aiuti, che non ci sono soldi per i lavoratori, che si sono dovute togliere giornate di riposo e pezzi di salario, quando si inventano posti di lavoro ad hoc per personaggi vari e si pagano permessi sindacali a vita a chi opera in altre realtà di Malpensa e Linate.

SE VERAMENTE SI VUOLE CAMBIARE INIZIAMO DALLA TESTA!

Finalmente personaggi che nulla hanno a che fare con l’attività sindacale, devono tornare al lavoro.

Se come al solito, questi troveranno il modo per continuare nella gestione clientelare dell’attività sindacale, vuol dire che:

ü  Sono coperti e protetti dall’azienda.

ü  Sono aiutati da sindacati di comodo, che per un pugno di tessere, favoriscono il clientelismo e le discriminazioni tra i lavoratori.

12/1/2015 CUB TRASPORTI

 

INVIATE A TUTTI I FIRMATARI DEGLI ACCORDI DI SEA LETTERE DEI LEGALI

Nella giornata di oggi, sono state inviate a tutte le sigle sindacali ed ai singoli firmatari degli accordi Sea per il passaggio ad Airport, raccomandate dei legali per chiedere l’immediata esibizione delle 1280 firme dei lavoratori che hanno autorizzato la sottoscrizione degli accordi bocciati dal referendum.

Infatti, a cinque mesi dalla sottoscrizione degli accordi, Cgil-cisl-uil-ugl-flai-sinpa e usb, nonostante le numerose richieste da parte nostra e da parte di 500 lavoratori, si rifiutano di esibire le firme che a detta loro gli hanno consentito di superare il voto referendario.

19/12/2014

CUB Trasporti                                                                                  ADL Varese

 

AIRPORT HANDLING:

COSTITUITI IN TRUST, PER FARE COSA?

Il 9 settembre 2013 presso lo studio del notaio Zabban con capitale al 100% di Sea Spa è stata costituita Italhandling. Dopo essersi accorti che esisteva già un’altra società con lo stesso nome a Napoli, si è deciso di cambiar denominazione in Airport H. Srl, con  sede legale presso il Terminal 2 di Malpensa e con amministratore unico Pierina Fancello (già consigliera di Dufrital e Sea Parking). Il 30 dicembre 2013 si procedeva alla nomina del consiglio di amministrazione composto dal presidente Andrea Mora e dai consiglieri Maria Luisa Geromini, (anche in Dufrital spa, in MG 12 srl,  ed in Romairport spa) Massimiliano Crespi, Roberto Belloni e David Crognaletti.

Successivamente la denominazione societaria diventava Airport Handling spa, e dal 27 agosto 2014, l’intero capitale societario passa da Sea spa, alla Crowe Horwath Trustee Services it srl, (che dovrà gestire Airport handling per 12 mesi), con consiglio di amministrazione composto dal presidente Tiziano Treu e dai consiglieri Alessandro Mulinacci, Stewart John Alexsander e David Crognaletti.

La Crowe Horwath Trustee Services it srl, costituita il 5 giugno 2014 è interamente di proprietà di Stewart John Alexsander.

Da fonti giornalistiche si può apprendere che il Trustee ha dei precisi impegni da assolvere nel suo mandato. Da prima un intervento di privatizzazione per il 20/30% e successivamente, Sea spa “valuterà di concentro con il nuovo/i azionisti l’avvio di una seconda fase di ricerca di uno o più ulteriori azionisti privati fino anche alla cessione della maggioranza delle quote della società”. (corriere della sera 11/4/2014)

A responsabile delle risorse umane di Airport h., è stato chiamato Alberto Orlandini, di provenienza Alitalia e Assohandlers, che dopo appena due mesi ha pensato bene di dimettersi sui due piedi, lasciando la gestione del personale Airport h. a uomini e donne di Sea spa.

L’UNICA DISCONTINUITA’ E’ SULLE BUSTE PAGA DEI LAVORATORI?!

A 3 mesi e mezzo di operatività, si possono già tirare  le prime valutazioni sulla nuova società e sull’operato del Trustee.

La gestione del personale in continuità con il passato: Le segreterie continuano nella loro opera di discriminazione tra lavoratori, per favorire personaggi sindacali compiacenti. Gli incontri fatti solo con sindacati che accettano il volere di Sea. I problemi dei lavoratori regolarmente disattesi. Provvedimenti disciplinari a chi si oppone e trasferimenti punitivi per i delegati della nostra organizzazione. Dirigenti aziendali che fanno carriera solo se concordano con le scelte dei vertici di Sea spa.

APRIRE UNA VERTENZA AZIENDALE

A nostro avviso, è indispensabile aprire una vertenza aziendale che metta al centro, la battaglia per evitare la privatizzazione di Airport h, il riconoscimento del premio aziendale, il controllo dell’operato delle segreterie, la trasformazione dei contratti da part-time a full-time, il riconoscimento della professionalità aziendale.

STARE FERMI E NON RIVENDICARE I PROPRI INTERESSI, SERVE A CHI IN SEA ED IN AIPORT, VUOLE LASCIARE LE COSE INALTERATE E CONTINUARE COSI’ A COMANDARE!

2014/12/16                                                                                                                                  Cub Trasporti

 

TURNI AIRPORT H.:

FANNO I FURBI, PER DIVIDERE I LAVORATORI E FARE QUELLO CHE VOGLIONO!

Dopo settimane di attesa, dopo una nostra manifestazione mentre erano in corso le trattative tra confederali e azienda, dopo il passo indietro di Airport Handling, che ha modificato la sua proposta iniziale, dopo l’accordo siglato da tutte le altre sigle sindacali, ad ogni lavoratore sono finalmente arrivate le tabelle turni.

NULLA E’ CAMBIATO DALLA PROPOSTA INIZIALE DELL’AZIENDA CON MOLTI LAVORATORI CHE SI SONO VISTI TURNAZIONI NON REGOLARI.

 

  • Spostamenti di riposi dalla domenica al lunedì Singoli riposi consecutivi
  • 5 giorni totali di riposo in 30 giorni lavorativi
  • Doppi rientri inattesi inseriti sulle festività
  • 6 giorni lavorativi consecutivi

 

Dopo aver riscontrato queste irregolarità, abbiamo da subito chiesto incontro urgente con la direzione, la quale ci ha risposto di non avere tempo e di contattare le segreterie per le eventuali anomalie.

Con la negazione del confronto sindacale nella sostanza:

Airport Handling cerca di imporre individualmente ad ogni lavoratore le condizioni che aveva inizialmente proposto e che non sono passate.

Airport Handling cerca di dividere i lavoratori, sperando di intimidire e condizionare ogni singolo lavoratore, anche attraverso l’opera discriminatoria delle segreterie.

Airport Handling pratica così la discriminazione tra i lavoratori.

Airport handling spera di diffondere paura e rassegnazione tra lavoratori con l’imposizione delle sue scelte, anche attraverso i ricatti individuali.

TUTTO QUESTO NON PUO’ ESSERE ACCETTATO!

LE TABELLE TURNI DEVONO ESSERE UGUALI PER TUTTI, ESIGIBILI DA OGNI LAVORATORE, E RISPETTOSE DEGLI ACCORDI FIRMATI, SENZA NESSUN RICATTO E SENZA NESSUN FAVORITISMO!

Invitiamo perciò ogni lavoratore a segnalarci le irregolarità che saranno inoltrate collettivamente alla direzione di Airport Handling per poi, prendere le iniziative sindacali e legali del caso.

 

Esentati Sea h. e Airport h. :

SEA E AIRPORT

FANNO MARCIA INDIETRO!

All’incontro che si è tenuto ieri con le direzioni di Airport h e di Sea h, ci è stato comunicato che l’accordo del 4/6 nella parte riguardanti i lavoratori esentati, veniva finalmente   migliorato.

Ecco dunque che tutti i lavoratori saranno assunti, saranno inquadrati al 5° e al 7° livello ed avranno riconosciuto un superminimo non assorbibile con la differenza tra il precedente livello e l’attuale. Inoltre Sea h si è resa disponibile per alcuni lavoratori ad aumentare l’incentivo all’esodo.

UNA VITTORIA DEI SINDACATI DI BASE

La Cub Trasporti e Adl hanno infatti attivato tutte le iniziative in difesa di questi lavoratori per tutelarli da un accordo, quello  del 4 giugno, bocciato dal referendum, che prevedeva espressamente per loro la collocazione in cigs a zero ore  fino a tutto il 2014 e subordinava il mantenimento del loro posto di lavoro  alla disponibilità di accettare inquadramenti e retribuzioni inferiori a quelle  avute in Sea h.,

Attraverso i legali avevamo tempestivamente formalizzato a Sea h. e a Airporti h. con la firma dei lavoratori interessati, la formale messa a disposizione per la continuazione lavorativa.

CONTINUA LA PROPAGANDA DI SEA e AIRPORT A FAVORE DEI SINDACATI FRIMATARI DEGLI ACCORDI BOCCIATI!

Sea e Airport, pur dovendo migliorare le condizioni di questi lavoratori rispetto agli accordi del 4 giugno su pressioni di quelle organizzazione, come la nostra, che quegli accordi hanno sempre contestato, pretendono che il nuovo accordo su questa materia  riporti espressamente  che esso è stato raggiunto “ in riferimento all’accordo del 4/6”, nel tentativo di attribuire alle OO.SS che quegli accordi  avevano firmato il merito di quanto ora concesso.

Tutto ciò appare ancora più pretestuoso, di fronte ad un accordo che smentisce quanto scritto nell’accordo del giugno scorso.

Una evidente svalutazione dell'intelligenza dei lavoratori!

La stessa cosa ci è stata riproposta anche all’incontro per i turni invernali di Linate. Anche qui se si condividono le nuove turnazioni, per Airport, si devono condividere anche gli accordi di giugno. Appare evidente il tentativo aziendale che impedendo la firma della Cub Trasporti vuole:

  • evitare un controllo diretto sull’applicazione dell’accordo esentati da parte nostra;
  • far apparire che chi ha risolto i problemi sono i soliti sindacati consenzienti.

18/11/2014

CUB TRASPORTI

 
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