AIRPORT

AIRPORT H.:

LA CUB NON RATIFICA

LE DISCRIMINAZIONI AZIENDALI!

Nella giornata di ieri, dopo ben altri due incontri, con ore interminabili di discussioni, Airport e le altre organizzazioni sindacali, ad eccezione della Uil, hanno siglato un accordo per la stabilizzazione di 19 interinali con contratto fisso in Airport e la trasformazione di 10 contratti a part-time in contratti a full-time.

Invano abbiamo chiesto all’azienda di stabilire un criterio imparziale per la scelta di questi lavoratori, ma evidentemente tutto era già stato deciso, per favorire i soliti privilegi nei confronti di amici e di parenti di personaggi aziendali nella logica della raccomandazione e per continuare a tenere sotto ricatto i lavoratori interinali che devono essere disponibili a tutte le richieste dell’azienda.

Ci siamo trovati infatti con un atteggiamento aziendale provocatorio e arrogante. Con la direzione di Airport, nelle persone dei suoi massimi esponenti, che nei giorni scorsi, prima di discutere con i sindacati, hanno convocato i lavoratori interinali a cui avevano deciso di trasformare il contratto, promettendo loro l’assunzione.

LA DISCONTINUITA’ AZIENDALE CHE NON C’E’

Il nuovo gruppo dirigente di Airport, che a parole in ogni discussione si richiama alla discontinuità rispetto ai metodi Sea, ha ancora una volta dimostrato che la discontinuità c’è solo quando si deve togliere diritti e salario ai lavoratori, ma quando si tratta di scelte aziendali si continua con le discriminazioni di sempre.

L’azienda ha inoltre preteso:

  • Di non rinunciare all’utilizzo delle nuove regole sui licenziamenti previste dal jobs act per queste lavoratori da assumere, come invece in parecchie realtà, con accordi sindacali viene sancito.
  • Che i lavoratori che saranno assunti dovranno firmare la liberatoria “tombale” su tutto il passato, perché consapevole di aver retribuito di meno gli interinali.
  • Di non stabilizzare lavoratori del piazzale di Malpensa, in attesa della clausola sociale con MLE, con il reale rischio che ad alcuni interinali sarà proposto un posto in MLE.

CONTINUA LA NOSTRA INIZIATIVA SINDACALE!

La cub trasporti, da subito ha ribadito la disponibilità alla sigla di un accordo purché, questo stabilisse criteri equi di scelta dei lavoratori da stabilizzare, anche per dare un segnale di cambiamento radicale rispetto ai metodi Sea. Non essendo riusciti, anche perché purtroppo da soli, continuiamo nella nostra iniziativa.

  1. PER TUTTI I LAVORATORI INTERINALI, A FRONTE DELLE PALESI DECURTAZIONI SALARIALI, PROCEDEREMO CON LE CAUSE.
  2. VIENE RICONFERMATO PER IL 10 DICEMBRE DALLE 10,00 ALLE 18,00 LO SCIOPERO DI TUTTO IL PERSONALE AIRPORT ANCHE SU QUESTE PROBLEMATICHE.

27/11/2015

 

CAUSA PER LE FIRME

NASCOSTE DAI CONFEDERALI

Tutti i lavoratori ex SEA H. che hanno dato mandato ai legali per la causa da promuovere contro le O.O.S.S. firmatarie degli accordi del 15/7/2014, relativa alle firme che hanno neutralizzato il referendum, sugli accordi per il passaggio da SEA H a Airport H,

SONO CONVOCATI

Alla riunione che si terrà  venerdì 16 ottobre 2015, alle ore 14.00, presso la sede della Cub, in via Pasubio 8 a Gallarate, per informazioni e decisioni da assumere anche in merito alla eventuale estensione della causa nei confronti di Airport H.

Saranno presenti e presiederanno gli avvocati.

È indispensabile la presenza dei lavoratori firmatari e si potranno anche raccogliere altre adesioni.

ADL Varese                                                     CUB Trasporti

 

Airport h.:

PRIVATIZZATI!

Ieri, la direzione di Airport, ha comunicato a tutte le ooss, la decisione presa da SEA spa, attraverso il trustee, di procedere alla privatizzazione di Airport h., da subito con il 30% e dopo 18 mesi con altro 40%, verso la società DNATA.

DNATA, da subito acquisirà il controllo di Airport, attraverso la nomina di 3 dei 5 membri del consiglio di amministrazione.

Nulla ci è stato comunicato sui criteri di scelta adottati da Sea per la scelta di DNATA rispetto alle altre offerte pervenute.

PROMESSE DA MARINAIO

La nostra organizzazione, definiti i nuovi assetti societari, ha chiesto ad Airport, che si proceda celermente agli incontri sindacali per affrontare i numerosi problemi dei lavoratori. Abbiamo chiesto che a fronte dei risultati positivi registrati in questi mesi circa l’andamento aziendale,  si proceda con la restituzione ,almeno in parte ,di quanto tolto dagli accordi del luglio 2014 secondo gli impegni da tutti garantiti alla nascita di Airport h. .

I responsabili di questa società, presenti al tavolo, dichiarando di sapere già le decisioni che prenderà il nuovo proprietario (!?), ci vengono ora a dire che gli accordi sottoscritti con le altre OOSS (bocciati dal referendum) indicherebbero invece che fino a fine 2016 non si può far nulla.

Nel silenzio più assoluto delle altre OO. SS, abbiamo chiesto che Airport abbandoni la procedura della clausola sociale aperta per il trasferimento in Mle di 20 lavoratori del piazzale di Malpensa, che si definisca la riammissione di un premio aziendale (come in Sea), che si stabilizzino i lavoratori interinali, e che si dia risoluzione ai numerosi problemi dei lavoratori.

UN TENTATIVO PER SMARCARE LA LORO POSIZIONE

Prima ancora che iniziasse l'incontro di ieri, già circolava sul tavolo un comunicato a firma di Cgil-cisl-uil-ugl e flai, che ,senza dire nulla contro Sea e comune di Milano, artefici di  tutta l'operazione di privatizzazione di Airport, cerca di accreditare una loro posizione autonoma e critica della situazione.

Ricordiamo che tutta la fase di dismissione di Sea H. e di nascita di Airport h., con i relativi accordi, mai approvati dai lavoratori e senza che neppure siano mai state fornite le famose firme che avallassero la firma di detti accordi, è stato sottoscritto dalle segreterie regionali di Cgil-cisl-uil-ugl e flai. Tutta la vicenda è stata da loro gestita senza neppure la dichiarazione di un minuto di sciopero.

Ridicola è anche l'affermazione che eventuale ulteriore vendita di Airport h. "dovrà vedere il coinvolgimento dei lavoratori”  di quella società.

Anche nel giugno 2014 i lavoratori sono stati "coinvolti" ma poi della loro volontà  non se n’ è   tenuto  minimamente conto!.

 

DUE PESI E DUE MISURE?

Venerdì un lavoratore di Linate è stato aggredito da un responsabile aziendale, arrivando perfino a vie di fatto.

Dai primi accertamenti, l’aggressione del capo, sembrerebbe dovuto a fatti personali, anche se da subito, lo stesso aggressore ha cercato di screditare il lavoratore dicendo che guidava con il telefonino acceso.

Non sta a noi quindi entrare nei motivi che hanno portato a questa reazione del responsabile aziendale, purtroppo già noto alle cronache per atteggiamenti antioperai al limite della legalità, che restano strettamente personali, ma che non devono distoglierci dalla gravità di quanto accaduto.

Un capo che ha aggredito un lavoratore durante il lavoro!

Da subito i responsabili Airport hanno cercato di minimizzare l’accaduto, cercando di ricomporre la cosa, magari facendo parlare i due interessati per cercare di “appianare” il tutto.

A pochi giorni dall’udienza al Tribunale di Milano, per il licenziamento di un delegato sindacale di ADL, da parte di Sea spa, tutto ciò ci sembra, irreale, contraddittorio e discriminatorio.

Per il delegato, anche in base alle stesse accuse di Sea non si  tratterebbe di azioni e vie di fatto, ma solo di presunte parole offensive dette ad una lavoratrice che non è neppure di Sea e comunque fuori dal posto di lavoro. Così come non si è cercato di ricomporre la questione, proponendo un chiarimento, passando invece subito alla contestazione con l’immediata sospensione dal lavoro.

Tutto ciò può solo creare:

  • senso d’ingiustizia e disaffezione da parte dei lavoratori;
  • impunità della gerarchia aziendale che può fare quello che vuole;
  • favorire chi fa carriera in azienda solo reprimendo i lavoratori e non in base alle sue capacità;

 

2015/06/14

CUB TRASPORTI

 

Airport Handling:

IMPORTANTE CONQUISTA DEI LAVORATORI DI LINATE

 

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