AIRPORT

CAUSE DIFFERENZE RETRIBUTIVE PART-TIME AIRPORT:

RESTITUITO IL MALTOLTO AI LAVORATORI!

Con oggi, si sono concluse le conciliazioni dei lavoratori di Airport con orario part-time che non avevano accettato l’aumento dell’orario previsto dal contratto nazionale e che si erano visti retribuire con una paga inferiore a quella dovuta.

Come tutti ricorderanno, la questione era nata dall’aumento dell’orario di lavoro senza aumento del salario che, nell’ultimo contratto nazionale, è stato concesso ai padroni dai sindacati confederali, i quali poi, in Airport, avevano pensato di potersi pulire la coscienza con un accordo aziendale diretto soltanto a diluire in tre anni questo ingiusto aumento di lavoro. All'epoca Cub Trasporti non solo aveva cercato di opporsi a questo accordo con l'indizione di un referendum il cui esito è sfumato solo perché non fu raggiunto, di poco, il previsto numero di votanti, ma nel frattempo aveva anche voluto controllare le nuove buste paga e si era accorta che qualcosa non andava: quelle dei part-time erano calcolate in modo proporzionale ad un orario solo teorico e non effettivo dei full-time, con una significativa ulteriore perdita per questa categoria dei lavoratori.

Seguita nell'iniziativa solo da un altro sindacato di base, Adl, nella totale indifferenza di Cgil-cisl-uil-ugl-flai e usb, abbiamo così coordinato un bel gruppo di lavoratori part-time in una vertenza giudiziaria contro Airport che finalmente ha avuto i suoi frutti: preciso conteggio della retribuzione dal gennaio 2018 ed onorevole transazione economica sul passato.

Questo importante risultato, che ha costretto Airport a riconoscere ai lavoratori part-time la retribuzione a questi effettivamente dovuta, dimostra che con l’iniziativa di alcuni sindacati di base è possibile modificare le scelte aziendali, dimostra che altri parlano e intanto fanno regali alle aziende senza neppure controllare se poi questi ne abusano.

30/5/2018

 

AIRPORT:   ROMPERE UN UOVO CON IL MARTELLO,

PER MOSTRARE I MUSCOLI AI LAVORATORI!

Ieri, sono arrivate le lettere con un giorno di sospensione ai 25 lavoratori di Airport, che lo scorso 8 marzo, durante lo sciopero, in quanto comandate in servizio, hanno “osato chiedere” di fare solo i voli Enac.

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AIRPORT:

1, 10 , 100 TAVOLI SEPARATI!

Ieri si è tenuto l’incontro programmato dall’azienda per parlare di riposi per la stagione estiva. Convocati tutti allo stesso momento dall’azienda, l’incontro è stato separato dalla richiesta di cgil-cisl-uil-flai-ugl di non sedere allo stesso tavolo con noi di cub trasporti. Usb e Sinpa che si erano dichiarati contrari, alla fine sono comunque rimasti con i confederali.

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AIRPORT:

QUI CASCA L’ASINO

Nell’accordo sul premio firmato da cgil-cisl-uil-flai-ugl, è stata inserita anche la possibilità per Airport di chiedere di nuovo ai part-time se accettare l’aumento dell’orario contrattuale.

Questa scelta dei firmatari dell’accordo, motivata a detta loro per il fatto che parecchi lavoratori non avevano capito il quesito nel febbraio 2016, ci appare alquanto sospetta, infatti:

Questa’anno Airport le tre giornate “incrementali”, non le ha richieste, mentre una solo giornata e neppure a tutti i lavoratori è stata programmata lo scorso anno.

Siamo quindi in una situazione in cui, nei fatti l’aumento dell’orario di lavoro non viene applicato.

Perché chiedere una cosa che nei fatti non viene applicata?

Inoltre come tutti sanno, la materia del giusto pagamento dei lavoratori a part-time che non hanno accettato l’aumento contrattuale è stata impugnata, presso il Tribunale di Busto con i legali Cub Trasporti e Adl.

Airport, in quella sede sta in tutti i modi cercando di ritardare le sentenze dei Giudici a cui si sono rivolti 90 lavoratori.

  • Perché Airport ha volutamente trattenuto più soldi a chi non ha accettato di fare le tre giornate incrementali?
  • Perché ora fa di tutto per ritardare le sentenze?

A noi sembra che il giochino sia questo:

1.  TRATTENERE PIU’ SOLDI DEL DOVUTO PER CONVINCERE PIU’ LAVORATORI A SCEGLIERE DI LAVORARE LE TRE GIORNATE.

2.  PREPARARSI A RIPROGRAMMARE LE TRE GIORNATE PER IL 2018.

3.  ANDARE POI IN TRIBUNALE E DIRE CHE TUTTI HANNO ACCETTATO L’AUMENTO DELLE ORE E QUINDI IL PROBLEMA NON C’E’ PIU’.

4.  AVERE TUTTI I LAVORATORI CHE DEBBONO LAVORARE TRE GIORNATE IN PIU’ ALL’ANNO, NEI MODI E CON I SISTEMI CHE TUTTI POSSONO IMMAGINARE.

 

AIRPORT H:

CRONACA DI UN FALLIMENTO?

Siamo ormai ad oltre due anni e mezzo dalla nascita di Airport h., ed a pochi mesi dalla possibile vendita di un altro 40%, che porterebbe a 70%, la quota di Dnata.

Un bilancio da parte dei lavoratori è doveroso.

PESSIMI RAPPORTI SINDACALI!

Ormai con la direzione aziendale non è possibile discutere di niente, registrando di conseguenza l’impossibilità ad affrontare ogni questioni poste dai lavoratori.

  • Totale abbandono della possibilità di una pausa mensa, sulla questione dei 30 minuti di pausa, sui punti di ristoro ed anche sulla predisposizione di salette per consentire un pasto caldo ai lavoratori.
  • Introduzione del MOG e massiccio utilizzo dei lavoratori interinali, introduzione di ogni tipo di orario, attacco ai cambi turno tra lavoratori, tutto in funzione del risparmio a tutti i costi, ai danni dei lavoratori e delle lavoratrici che debbono sottomettere la loro vita privata all’organizzazione lavorativa aziendale.
  • Totale indisponibilità alla trasformazione dei contratti da part-time a full-time.
  • Mancato rispetto delle “promesse” fatte all’atto del passaggio da Sea H. ad Airport H., con l’introduzione del premio aziendale e con la ridistribuzione di eventuali utili aziendali.
  • Indisponibilità alla risoluzione dei problemi relativi ai lavoratori esentati, con personale che per “privilegi sindacali” e senza nessuna documentazione medica è considerato esentato, mentre altri con documentazione medica viene invece lasciato su postazioni inidonee per loro salute.
  • Continuo sub appalto delle segreterie, con la conseguente poco trasparente gestione di orari e turni, con privilegi ai soliti.

Se a tutto questo poi aggiungiamo che in due anni e mezzo siamo al terzo responsabile del personale che si succede alla guida della società, non possiamo che registrare negativamente l’operato dei vertici di Airport h..

Se questo è il frutto della “privatizzazione”, alla vigilia della cessione di un altro 40% delle azione a Dnata, con la conseguente privatizzazione, il nostro giudizio non può che essere negativo.

Facciamo sapere ai dirigenti Airport che  occorre dare una soluzione ai problemi dei lavoratori.

giovedì 23 febbraio sciopero

dell’intera giornata.

 
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