MALPENSA:

AGS NON PUO’ APPALTARE

ALLA COOP ALPINA

Dopo che il Tribunale di Busto A., ha confermato, nel giudizio intentato da Cub Trasporti contro AGS,  come antisindacale la pretesa di questa società di aggirare gli accordi presi con tutti le OO.SS secondo i quali avrebbe dovuto gestire direttamente, senza subappalto a cooperative, l’appalto dei servizi di handling per Ryanair, Enac, nei giorno scorsi, ha formalmente “revocato l’autorizzazione al subappalto” da parte di AGS verso la coop Alpina.

Ags di conseguenza deve assumere direttamente tutti i lavoratori di Malpensa ed applicare loro il contratto nazionale del trasporto aereo.

Questo importante risultato è stato ottenuto grazie all’apporto unitario di tutte le ooss, che organizzarono insieme assemblee e presidi.

Importante è stata anche la battaglia contro il tentativo strisciante di Aviapartner, di utilizzare anch’essa la coop Alpina in sostituzione di suo personale e in concomitanza del subentro a WFS.

LE COOPERATIVE STANNO FUORI DALL’HANDLING

Si conclude così la vicenda iniziata giusto 12 mesi fa con l’arrivo di Ryanair a Malpensa, che per abbattere costi e concorrenza, già si avvaleva, in altri scali nazionali, di società di handling che subappaltano le attività a coop. ove i lavoratori sono meno tutelati e più ricattabili ed il lavoro quindi più flessibile e meno pagato.

Il suo tentativo di riprodurre questo sistema a Malpensa è fallito!

Questo dimostra la forza che tutte le Organizzazioni sindacali presenti a Malpensa hanno quando uniscono le loro forze e si mobilitano in modo unitario. Quando si è tutti uniti è davvero possibile garantire maggiori tutele ai lavoratori ed impedire che si realizzino le politiche di taglio dei salari volute dalla controparti.

La lotta non è finita

Questo risultato, allora, può e deve servire per estendere l’iniziativa sindacale unitaria contro tutte le false cooperative che ancora operano nel Cargo e contro tutti gli abusi che vengono fatti ai lavoratori.

Chiediamo quindi a tutte le OOSS di unire nuovamente gli sforzi, questa volta, contro la coop NCL che opera presso Alha su questi due obiettivi:

  • perché ottemperi una buona volta ai ripetuti ordini del Tribunale del lavoro e riammetta immediatamente al lavoro i 4 lavoratori stranieri illegittimamente licenziati nella primavera scorsa col pretesto di una insufficiente conoscenza della lingua italiana versando loro senza indugio le retribuzioni perdute;
  • perché ottemperi alle ingiunzioni di pagamento formulate dall’ispettorato del lavoro al fine di regolarizzare gli stipendi di tutti propri dipendenti.