PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

Dal 1° dicembre, Ryanair effettuerà 4 voli da Malpensa.

Ryanair ha già comunicato che userà per il servizio di assistenza passeggeri la società Airport Global Services Handling spa (A.G.S.).

A.G.S. è di proprietà di Koinè spa (16%), di Carol Systems srl (16%), di Italtrans spa (34%) e di Alpina Service Soc Coop (34%).

A.G.S. essendo una società con pochi dipendenti, subappalterà il lavoro ad altre società. Tra i clienti di A.G.S. handling ci sono decine di vettori, tra cui anche EasiJet. Per il carico e scarico bagagli, A.G.S. handling, subappalterà alla Cooperativa Alpina Services.

Presidente del consiglio di amministrazione della coop. Alpina Services è Cutrona Filippo, con amministratori Cutrona Giuseppe e Cutrona Antonino.

Dal 1° di ottobre, i servizi di handling cargo della Qatar Airways di Malpensa, passeranno da Airport a MLE.

Per effetto di questo Airport ha aperto la procedura per trasferire 20 lavoratori del piazzale Malpensa a MLE.

Airport, utilizzando in modo improprio una norma contrattuale che tutela i lavoratori, senza averne necessità, in quanto sotto organico per il trasferimento di lavoratori in Sea spa e per l’acquisizione di nuovi vettori, cerca liberarsi dei lavoratori fissi, per sostituirli con interinali. (attualmente in Airport ci sono 370 interinali).

LA DISTRUZIONE DI OGNI DIRITTO!?

Con tutto ciò, è prevedibile ipotizzare lo scenario dei prossimi mesi per i lavoratori di tutti gli handling di Malpensa e Linate.

E se fra qualche mese EasiJet, per risparmiare decidesse di avvalersi per il servizio ai passeggeri della coop Alpina? E di conseguenza, Airport per effetto di ciò, aprirà la procedura della clausola sociale per trasferire i lavoratori nella coop.?

E così può succedere anche ai lavoratori di Aviapartner e Ata.

OGNI LAVORATORE DEVE ESSERE RESPONSABILE!

Con questi scenari, non è possibile stare fermi, magari sperando che Enac o il gestore aeroportuale faccia qualcosa. Sicuramente si deve chiedere a tutti,a partire dal sindaco di Milano e la sua giunta, di non accettare questo scenario.

Ma tutto ciò non può bastare. Ogni lavoratore deve fare la sua parte.

  • Chi pensa che tanto non cambia nulla e tutto è già deciso, sbaglia.
  • Chi pensa che poi alla fine tutto si aggiusta, sbaglia.
  • Chi non fa nulla, e poi magari dopo si lamenterà dicendo che è colpa dei sindacati, cerca solo scuse per non esporsi e si sbaglia.

Contro questo progetto, nessun lavoratore può pensare di tirarsi indietro.

Se sarà necessario si dovranno fare tutte le iniziative di lotta possibili.

Si dovranno anche abbandonare le polemiche e le divisioni sindacali.